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Garda, ecco i dati di Goletta dei laghi sul Benaco. Quattro proposte al Ministero

martedì, 18 luglio 2017

Desenzano del Garda – La Goletta dei laghi di Legambiente sul Benaco. Presentati i risultati delle analisi microbiologiche del lago di Garda: su 19 punti campionati 13 sono fuori dai limiti di legge. Sulla sponda veneta 4 campioni risultano fortemente inquinati. Legambiente consegna a Ministero dell’Ambiente, Regioni e Comuni rivieraschi 4 proposte d’intervento per il Benaco

Si è conclusa con la quinta tappa del lago di Garda la prima parte dell’edizione 2017 della Goletta dei laghi di Legambiente, che ha visto l’equipaggio impegnato in un tour sui principali bacini del nord Italia. Questa mattina sono stati resi noti i risultati delle analisi microbiologiche dei campioni prelevati nel Benaco: i dati dimostrano che in particolare sulla sponda bresciana del lago permangono criticità storicamente rilevate dalle analisi di Goletta dei laghi. Alla conferenza stampa erano presenti il referente delle attività scientifiche della campagna Goletta dei Laghi Marco Ciarulli, la presidente di Legambiente Verona Chiara Martinelli e Lorenzo Albi del circolo di Legambiente Verona.

Goletta dei Laghi è la campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani, in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, giunta quest’anno alla dodicesima edizione. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta*: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

IL DETTAGLIO DELLE ANALISI MICROBIOLOGICHE DI GOLETTA DEI LAGHI

Nel complesso su 19 punti monitorati sono risultati 3 inquinati e 10 fortemente inquinati.
In particolare sulla sponda veneta risultano fortemente inquinati i campioni prelevati a Garda alla foce del torrente Gusa, a Lazise presso la foce del torrente Marra, a Castelnuovo del Garda presso la foce del Rio Dugale dei Ronchi, confermando il trend negativo delle passate edizioni e a Bardolino alla foce del torrente San Severo, con un peggioramento rispetto al 2016. Inquinato risulta, invece, il campione di Pai alla foce del canale presso via Pai di Sotto (SR249) all’incrocio con via Alessandro Manzoni, un dato negativo rispetto alle edizioni precedenti di Goletta dei Laghi. Rientrano nei limiti di legge i prelievi effettuati a Peschiera del Garda alla foce del torrente Rio Sermana, registrando un miglioramento rispetto al 2016 (vd. tabella riepilogativa di seguito).

“I dati relativi al lago di Garda dimostrano come non sia più possibile perdere ulteriore tempo nel trovare una soluzione per sistemare le situazioni critiche ricorrenti come a Garda, Bardolino, Lazise, Castelnuovo del Garda e Peschiera del Garda. Una condizione inaccettabile se si considerata la grande affluenza di turisti e di bagnanti in queste zone – commenta Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Veneto – Auspichiamo che si attivi un percorso condiviso tra le regioni Veneto e Lombardia, affinché si trovino le risorse per un nuovo collettamento delle acque reflue. La salute dei cittadini e del lago non può più aspettare”.

La conferenza stampa di presentazione dei risultati del monitoraggio del lago di Garda è stata occasione anche per lanciare le proposte per il lago che Legambiente consegna a Comuni rivieraschi e alle Regioni Lombardia e Veneto che nei prossimi giorni, attraverso i propri rappresentanti e insieme agli enti gestori che operano sul Benaco, incontreranno il Commissario nazionale per la Depurazione, Enrico Rolle. Il documento prevede: la promozione della redazione del progetto definitivo ed esecutivo, nonché la sua realizzazione, del nuovo impianto di collettamento del Garda, ampliato anche alle parti di territorio direttamente connesse se pur non scolanti nelle acque del lago; l’introduzione, per tutte le dinamiche che coinvolgono il Garda, del concetto di “limite”, in particolare per l’edificabilità, le presenze turistiche e la viabilità; la promozione di uno studio approfondito sulla fascia perilacuale che ne preveda la rinaturalizzazione; la valutazione dello stato di salute dei corsi d’acqua che scendono a lago, promuovendo periodici prelievi delle loro acque per verificare la presenza di inquinanti, organici e non; l’istituzione di un Osservatorio Interregionale per il Garda, che riunisca tutti gli attori del territorio, da quelli istituzionali alle associazioni accreditate, con compiti di tutela dell’ecosistema e di promozione di attività scientifica e di ricerca per la formulazione di proposte idonee alla definizione di politiche di valorizzazione del territorio gardesano.

Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’edizione 2016 ha consentito di ottenere un database di informazioni sulla presenza di microplastiche unico in Italia. Secondo i dati raccolti il lago di Garda presenta una densità di media di oltre 25mila particelle per chilometro quadrato.

La stazione a maggiore densità di microplastiche su chilometro quadrato è quella tra Riva del Garda (Trento) e Torbole sul Garda (Trento), nella porzione a nord e più stretta del bacino e sotto l’influenza degli apporti del fiume Sarca e dei torrenti Varone e Arbola. I transetti nella parte meridionale, invece, sono nella porzione più larga del Benaco e vi è una minore presenza di particelle. Delle stazioni a sud da Desenzano del Garda verso Sirmione, sono quelle con maggiore densità ed anche quelle più prossime alla costa bresciana, sulla quale insistono aree in cui la Goletta dei Laghi riscontra da anni presenza di scarichi non sufficientemente depurati (Padenghe sul Garda e Desenzano del Garda).


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