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Fusione dei Comuni, Dorsino e San Lorenzo in Banale ci provano con la benedizione della Provincia

giovedì, 23 gennaio 2014

Dorsino – I Consigli comunali di Dorsino e San Lorenzo in Banale hanno deliberato la richiesta di referendum che avverrà tra aprile e maggio, con il quale i cittadini delle due comunità verranno chiamati a pronunciarsi, favorevolmente o meno, circa la fusione dei due comuni. Fusione che si perfezionerà solo al raggiungimento della maggioranza dei voti favorevoli in entrambi i centri. Il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e l’assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss, sono intervenuti all’incontro pubblico, tenutosi al teatro parrocchiale di Dorsino. Da parte del Comune di Dorsino c’è la volontà di mantenere la qualità dei servizi operati fino ad oggi, cosa tutt’altro che scontata viste le enormi criticità che coinvolgono di questi tempi i piccoli enti. Da parte sua, la Provincia auspica che la scelta referendaria ponga le sue radici in una forte convinzione dal basso, con la consapevolezza di operare per un’utilità presente ma anche per il bene di chi verrà in futuro. Riguardo alle comunità di valle, il presidente Rossi ha affermato che il percorso di fusione tra comuni non solo non è in contrasto con il progetto di riforma degli enti territoriali, ma contribuisce a ridisegnare e a dare corpo ad un rinnovato strumento di sviluppo socio-economico del nostro territorio.

 IL DIBATTITO

Nel teatro parrocchiale di Dorsino, la popolazione del piccolo comune del Trentino si è riunita in un incontro pubblico nel quale è stata illustrato il progetto di fusione con il vicino comune di San Lorenzo in Banale. Ad introdurre la serata è stato il sindaco di Dorsino Giorgio Libera che ha parlato delle reali difficoltà che interessano il piccolo comune delle Giudicarie Esteriori ma ha anche auspicato che la comunità sappia trasformare queste difficoltà in opportunità. Al comune di San Lorenzo in Banale, oltre dall’affinità geografica, il comune di Dorsino è legato da cinquant’anni di servizi associati. “In questa serata – ha esordito il sindaco Libera – si presenta il progetto di fusione con San Lorenzo, perché crediamo nell’opportunità di progettare noi prima che lo facciano gli altri per noi. Crediamo fermamente a questo progetto di fusione – ha chiosato Libera – perché, pur mantenendo la nostra identità, ci rendiamo conto dell’importanza di fare sinergia per contare di più. Vogliamo inoltre, non solo mantenere ed ottimizzare i servizi di cui la nostra comunità ha sempre goduto, ma anche migliorarli”. Oltre a questi obiettivi Dorsino si aspetta dalla fusione con San Lorenzo di avere la forza per affrontare due questioni importanti per il suo sviluppo: la riqualificazione agricola – il comune di Dorsino è quello più in difficoltà tra quelli nelle Giudicarie Esteriori – e la valorizzazione del territorio, non ancora espletata a dovere.
Dopo la presentazione del sindaco di Dorsino, è intervenuto il primo cittadino dell’altra comunità coinvolta nel progetto di fusione, Gianfranco Rigotti, sindaco di San Lorenzo in Banale, che ha risposto puntualmente, dati alla mano, alle perplessità emerse tra i cittadini circa il progetto e che coinvolgono anche la gestione amministrativa del suo comune.
All’incontro è intervenuto anche il direttore generale del Consorzio dei Comuni trentini, Alessandro Ceschi che ha illustrato tecnicamente il percorso di fusione, un iter già avviato dal momento in cui i due consigli comunali hanno deliberato la richiesta del referendum, dal quale dipenderà la decisione sulla fusione. L’esito del referendum, che avverrà tra aprile e maggio 2014, avrà valore solamente se ci sarà la maggioranza dei voti favorevoli in entrambi i comuni. Anche Paride Gianmoena, presidente del Consorzio dei Comuni trentini presente all’incontro, ha ribadito il principio di alta democrazia che sta alla basDorsino incontroe del progetto di fusione tra comuni, progetto che vede interessate attualmente altre comunità del Trentino.

LE DIVERSE VOCI

Alla serata (nella foto accanto con la centro il presidente della Provincia, Ugo Rossi) è intervenuto anche l’assessore provinciale alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa, Carlo Daldoss: “In questo ultimo periodo in Trentino c’è fermento dal punto di vista istituzionale per quanto riguarda i progetti di fusione – ha affermato l’assessore – le cose si sono complicate, i tempi sono cambiati, e dove i comuni sono numericamente ridotti c’è una assoluta necessità di sinergia. Bisogna fare massa comune per garantire la qualità dei servizi di cui le nostre comunità hanno sempre beneficiato”.
Presente all’incontro anche il presidente della provincia Ugo Rossi che ha fatto subito un primo riferimento alla nostra Autonomia, sottolineando come il tema della fusione abbia a che fare con il destino delle comunità e anche dell’Autonomia stessa: “Con il futuro assetto della nostra Autonomia, peraltro continuamente messa in pericolo, è necessario – ha detto il presidente – porre in atto delle azioni per farla percepire meglio all’esterno. E questo progetto va in tal senso”. Entrando nello specifico dell’incontro, Rossi ha sottolineato che: “La scelta di una fusione tra comuni è una scelta libera e democratica. Da parte delle istituzioni c’è il rispetto per la volontà delle comunità, è quindi una scelta che viene dal basso, senza imposizioni dall’alto. Per questo è foriera di maggiori possibilità per la comunità, ma è anche una scelta che deve necessariamente essere un atto di responsabilità e di presa coscienza senza possibilità di delegare”. Il presidente ha voluto sottolineare l’importanza di basare il progetto, oltre che su una struttura giuridico istituzionale forte, sulla ferma convinzione da parte delle comunità che l’utilità coinvolgerà anche le generazioni future.
“Peraltro – ha aggiunto Rossi – noi siamo convinti che sia una scelta utile anche nell’immediato, soprattutto a livello gestionale e amministrativo, anche in prospettiva di un assetto istituzionale che vede un rinnovato rapporto tra la Provincia e le autonomie locali, un rapporto che sarà ‘sovracomunale’, perché lo sviluppo del nostro territorio deve essere meno frammentato e le risorse gestite con sinergia e razionalità”. Il presidente ha quindi invitato la popolazione presente ad unire le forze per contare di più anche nel momento di individuare progetti nelle logiche di finanziamento: “Dobbiamo guardare al futuro con logiche di ammodernamento: il nostro razionalizzare e ridurre non sia un processo per seguire le mode ma per ragionare in un’ottica di maggiore unità”.
Rossi ha concluso il suo intervento invitando i cittadini ad una scelta consapevole: “La nostra presenza qui stasera, vuole essere a vostra disposizione per chiarire le prospettive di questo progetto ma, per altro verso, vi invitiamo a lasciare le logiche politiche e i personalismi e a valutarne coscientemente sia opportunità che criticità, cercando di traguardare il nostro tempo per il bene dei nostri figli”. Il presidente infine, rispondendo ad una delle numerose domande del pubblico, ha fatto riferimento alle Comunità di valle, affermando che il percorso di fusione tra comuni non solo non è in contrasto con il progetto di riforma degli enti territoriali, ma contribuisce a ridisegnare e a dare corpo ad un rinnovato strumento di sviluppo socio-economico del nostro territorio.


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