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Frontalieri valtellinesi, tempi difficili: in Regione Lombardia un tavolo tecnico col ministro elvetico Ceriani

giovedì, 4 febbraio 2016

Tirano – Per i frontalieri valtellinesi, i pendolari che ogni giorno da Aprica, Tresenda e Tirano si recano in Svizzera si annunciano tempi difficili. L’audizione in Regione ha svelato i progetti degli elvetici.  “Ho preso parte a questo tavolo come consigliere che proviene da un territorio di confine e che quindi ha a cuore, come l’ha Regione Lombardia, la situazione e le problematiche dei frontalieri e, più in generale, dei territori di confine”. Lo ha dichiarato l’assessore di Regione Lombardia al Post Expo e Città metropolitana Francesca Brianza a margine dell’incontro, svoltosi a Palazzo Pirelli, tra la Commissione speciale Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Vieri Ceriani, consigliere del Ministro per le Politiche fiscali e negoziatore del Governo nel nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera in tema di frontalieri.frontalieri 1

PRESIDENTE MARONI IN CAMPO
“Regione Lombardia – ha ricordato l’assessore Brianza – non puo’ intervenire in politica estera, ma e’ in campo per garantire la doverosa attenzione e sollecitare il Governo”. “A seguito di una serie di atti di indirizzo, ricordo a tal proposito, la lettera inviata negli scorsi giorni dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ai ministri competenti – ha proseguito -: lo snodo cruciale resta la legge di ratifica e i temi fondamentali quelli relativi ai ristorni ai Comuni, ai trasporti transfrontalieri, alle dinamiche fiscali e alla sanita’”.

SALDO RISTORNI INVARIATO, FRONTALIERI NO EVASORI
“Sui ristorni – ha sottolineato l’assessore Brianza – è fondamentale che il saldo per i Comuni resti invariato e che, in materia fiscale, i frontalieri, che già pagano le tasse oltre confine, non siano considerati degli evasori fiscali dallo Stato italiano, mi sembra semplicemente una questione di buon senso”.

DA AFFRONTARE TEMI SANITA’ E LAVORO
“Ho chiesto inoltre – ha concluso - che si faccia chiarezza una volta per tutte in merito ad  alcuni temi, su cui sembra regnare la confusione più totale, come ad esempio il pagamento delle prestazioni sanitarie da parte dei lavoratori frontalieri, problema che ho recentemente sottoposto all’attenzione anche del nuovo direttore generale dell’Ats Insubria. Ho a cuore non solo i lavoratori frontalieri, ma anche i nostri imprenditori locali, che quotidianamente si scontrano con la difficoltà  di fare impresa in zone in cui la presenza della vicina Confederazione elvetica, la quale sembra non risentire più di tanto della crisi e che gode di regimi fiscali più favorevoli, rende quella che dovrebbe essere una normale competizione tra imprese una vera e propria lotta di sopravvivenza. Allo stesso tempo penso agli artigiani, che recentemente si stanno confrontando con  adempimenti burocratici pretestuosi che disincentivano l’attività in Svizzera”.


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