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Freccia Rossa Milano-Venezia, Rolfi: “Da Governo Renzi mazzata ai pendolari bresciani”

venerdì, 11 marzo 2016

Brescia – “Purtroppo l’arrivo della Freccia Rossa a Brescia per i pendolari nostrani non è stato indolore.” Così il vice capogruppo leghista in regione, Fabio Rolfi, circa la sostituzione di alcuni treni Freccia Bianca. “Abbiamo assistito – spiega Rolfi – a una modifica unilaterale delle condizioni di viaggio in quanto ben quattro treni Freccia bianca in andata da Brescia verso Milano (12.39, 13.39, 19.39 e 21.39) e altrettanti in ritorno (7.05, 8.05, 12.35 e 16.35) sono stati sostituiti con la Freccia Rossa, per cui l’attuale abbonamento integrato non è valido. A ciò si aggiunge che da aprile anche la Freccia Bianca delle 20.05 sarà rimpiazzata.”

“Di fatto la sostituzione di questi treni in certe fasce orarie costituisce una mazzata ai pendolari bresciani da parte del governo, poco propenso a sostenere gli utenti quotidiani dei treni. Questa operazione rischia di spingere migliaia di pendolari sui treni regionali che, per quanto stiano migliorando sul versante della puntualità, non possono aumentare il carico di passeggeri oltre una certa soglia. Inoltre i titolari di abbonamento regionale con integrazione per la Freccia Bianca rischiano di aver pagato il sovrapprezzo per nulla se non potranno più utilizzare questi treni”, spiega il consigliere del Carroccio. Che aggiunge: “Ho depositato un’interrogazione urgente all’Assessore Sorte per chiedergli di attivarsi a tutela delle esigenze dei nostri pendolari, garantendo che i titolari di abbonamento Carta Plus possano usare anche i Freccia Rossa. È necessario inoltre mantenere i Freccia Bianca non ancora soppressi, a partire da quello delle 20.05 in partenza da Milano; in alternativa bisognerebbe fare in modo che alcuni dei Freccia Bianca che attualmente non effettuano la sosta a Brescia si fermino in città.”

“Ancora una volta però Regione Lombardia deve inseguire e mettere una pezza alle scelte dannose verso i pendolari lombardi di un governo che dimostra di fregarsene di chi tutti i giorni prende il treno per motivi di studio e lavoro, scelta che – conclude Rolfi – andrebbe premiata, non certamente punita.”


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