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Franciacorta in Bianco, una vetrina sulla biodiversità dei formaggi d’Italia: programma, iniziative e info biglietti

martedì, 3 ottobre 2017

Castegnato – La biodiversità espressa dai formaggi italiani sarà protagonista della prossima edizione di Franciacorta in Bianco, con un’attenzione particolare sia nel programma sia nell’esposizione. Il 2017 vedrà infatti il debutto della nuova area Eccellenza dei sapori d’Italia, una rappresentazione itinerante della classica boutique del gusto, dove ci saranno grandi formaggi (dall’Asiago in varie stagionature alla Fontina, dal Canestrato di Moliterno al Puzzone di Moena) accanto a paste fresche, salumi e conserve. Un’area nuova che si andrà ad aggiungere ai protagonisti, da 21 anni, della rassegna: 60 tra consorzi, caseifici e rivenditori, che porteranno all’attenzione del pubblico oltre 200 tipologie differenti di formaggi.

Gli appassionati avranno di che essere soddisfatti anche a tavola, dove il formaggio sarà protagonista in tutti i piatti, anche in formato street food. È la novità dell’Osteria Golosa, aperta nel terzo padiglione, dove saranno serviti gnocchi e paste ripiene ai formaggi (ma c’è anche una proposta per i vegani) e burger “in bianco”, abbinati a una selezione di vini provenienti da tutte le regioni italiane.

Il programma è altrettanto ricco e vedrà al centro, fin dall’apertura del venerdì, il mondo della montagna con l’incontro tra Franciacorta in Bianco e il Consorzio Valle del Chiese (ore 21).  Il giorno dopo sarà ancora un grande formaggio della montagna protagonista alle ore 11.00 nell’incontro a tema: “Il Silter Dop è la sintesi di un paesaggio alpino”, mentre domenica alle 11.30 si parlerà di “Formaggio d’Alpeggio, la vita di malga”.

In particolare, la collaborazione con www.prodottodimontagna.eu darà l’occasione alle piccole aziende di montagna di raccontarsi per tutta la durata della manifestazione.

Grande spazio anche per la cucina d’autore con il formaggio. La giornata giusta, in questo caso, è sabato quando sul tema si confronteranno  (ore 17) Sergio Barzetti maestro di cucina de La Prova del Cuoco e il giornalista Paolo Massobrio. Anche i più piccoli avranno di che appassionarsi, con i laboratori di Bimbi Chef, dopo il grande successo dello scorso anno.

Durante tutta la rassegna, anche quest’anno, saranno proposte le degustazioni guidate dai Maestri dell’Onaf, ma si parlerà anche di vino, miele e pane a filiera controllata.

Sul sito www.franciacortainbianco.it il programma completo della tre giorni.

Ingresso 3 euro, ridotto 2. Ingresso libero per i minori di 12 anni.

Orari: apertura venerdì 6 ottobre dalla 20,00 alle 23,00 (preceduta alle 18,30 dal convegno a cura di Coldiretti “Giovani, latte e non solo!”); sabato 7 ottobre dalle 9,00 alle 23,00; domenica 8 ottobre dalle 9,00 alle 20,00.

Franciacorta in Bianco è organizzata da Castegnato Servizi e Comune di Castegnato con il contributo e sostegno di Aso Group, Bettoni, Rondinelle Centro Commerciale, Electrometal e Ghial.

FRANCIACORTA IN BIANCO: IL RISPETTO PER IL FORMAGGIO 

Il formaggio è una materia che va verso la perfezione, ma spesso i cuochi tendono a distruggerlo nelle loro preparazione. A dirlo niente meno che Sergio Barzetti, cuciniere della Prova del Cuoco e grande amante dell’oro bianco italiano, che per il formaggio ha una vera e propria passione. Lombardo di origine emiliana (il nonno era dei colli modenesi, zone di Parmigiano di montagna), Sergio Barzetti arriverà a Franciacorta in Bianco nella giornata di sabato 7 ottobre e, dalle ore 17, offrirà una sua interpretazione del risotto (è autore di un libro dedicato al tema, Il Risottario edito da Guido Tommasi) che per lui è la materia capace di unire in un amalgama tutto, non solo gli ingredienti, ma anche le emozioni.

Nell’incontro, che lo vedrà dialogare con il giornalista Paolo Massobrio, sarà messo a tema anche lo spinoso argomento del formaggio al ristorante: “Spesso viene rovinato in abbinamenti sbagliati nei taglieri. A volte non c’è progressione di stagionature, altre manca l’evoluzione delle consistenze.”.

La soluzione per valorizzarlo di più anche nei menù potrebbe essere quella di dargli una diversa collocazione: “Un vecchio detto contadino – spiega Barzetti – dice che la bocca non è soddisfatta finchè non sa di mucca, come a dire che un pezzetto di formaggio aggiunge qualcosa di prezioso al pasto”. Sarebbe ideale considerarlo come una coccola a fine pasto: “Bastano uno o due pezzetti, di qualità e ben spiegati, abbinati a un buon pane”. Il formaggio ha bisogno di essere raccontato e rispettato. Anche in cucina: “Spesso si tende a buttare tutto insieme nella pentola. Ma il casaro, che fa un prodotto che tende alla perfezione, sarebbe contento?”.

Non tutti i formaggi sono adatti per la cottura, sono una materia prima da rispettare. “Ad esempio in pizzeria sarebbe bello dargli la giusta attenzione. Quando sono a Roma, vado in una pizzeria dove mettono sulla pizza il pecorino con il ghiaccio, che dopo la cottura diventerà una crema, e ne aggiungono altro con il pepe in uscita. Questo è esaltare la materia prima”.

Paolo Massobrio, dal canto suo, è convinto che il formaggio è un asso di cuori: “Insieme al vino è il protagonista di nuovi locali, che vanno dai wine bar alle “ Ciberìe”. Chi ha scommesso sul formaggio, seguendo la direzione del proporlo come un piatto unico, sta avendo grandi soddisfazioni. L’abbinamento col vino, poi, è l’esperienza migliore che si possa provare.”


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