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Forte Cherle di Civezzano: spettacoli “Sentinelle di Pietra”

domenica, 14 agosto 2016

Civezzano – Spettacoli “Sentinelle di Pietra” a Forte Cherle Tagliata di Civezzano il 19 agosto alle 20.30 e 21.30 Per l’apertura del forte di Civezzano dopo diversi anni di intenso lavoro di restauro la rassegna “Sentinelle di Pietra” propone lo spettacolo “Nei forti bersagliati” realizzato dalla Compagnia delle Arti con Bruno Vanzo, Germana Germani e Mauro Gaddo e con la regia di Bruno Vanzo e i costumi di Chiara Defant.

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Il Forte diventa durante la prima guerra mondiale il luogo dove milioni di soldati abitano, soffrono e muoiono. La paura dei bombardamenti, dei cecchini, le malattie sono le condizioni quotidiane dei soldati. Spari, freddo, fame, i corpi devastati dei compagni: un colore unico di morte che accomuna tutti, anche i nemici. Ma nei forti trova spazio anche il ricordo degli affetti lasciati, dei quali solo le scarse lettere costituiscono il legame con le famiglie. Nei paesi intanto qualcuno continua a sperare e ad aspettare: e le madri vedono ritornare dalla guerra solo i figli che sono morti. Lo spettacolo ha avuto già un ottimo successo di pubblico ed è stato presentato anche in alcuni forti del Veneto. L’accesso al Forte è limitato ad un numero chiuso di spettatori, per cui lo spettacolo sarà proposta con due repliche nella stessa serata. Si consiglia la prenotazione. L’ingresso è gratuito Tagliata di Civezzano 19 agosto alle 20.30 e 21.30.

Per l’apertura del forte di Civezzano dopo diversi anni di intenso lavoro di restauro la rassegna “Sentinelle di Pietra” propone lo spettacolo “Nei forti bersagliati” realizzato dalla Compagnia delle Arti con Bruno Vanzo, Germana Germani e Mauro Gaddo e con la regia di Bruno Vanzo e i costumi di Chiara Defant. Il Forte diventa durante la prima guerra mondiale il luogo dove milioni di soldati abitano, soffrono e muoiono. La paura dei bombardamenti, dei cecchini, le malattie sono le condizioni quotidiane dei soldati. Spari, freddo, fame, i corpi devastati dei compagni: un colore unico di morte che accomuna tutti, anche i nemici. Ma nei forti trova spazio anche il ricordo degli affetti lasciati, dei quali solo le scarse lettere costituiscono il legame con le famiglie. Nei paesi intanto qualcuno continua a sperare e ad aspettare: e le madri vedono ritornare dalla guerra solo i figli che sono morti. Lo spettacolo ha avuto già un ottimo successo di pubblico ed è stato presentato anche in alcuni forti del Veneto. L’accesso al Forte è limitato ad un numero chiuso di spettatori, per cui lo spettacolo sarà proposta con due repliche nella stessa serata. Si consiglia la prenotazione. L’ingresso è gratuito Forte Cherle (Folgaria) 25 agosto ad ore 20.30   Ultimo appuntamento della rassegna “Sentinelle di Pietra” organizzata dalla Provincia Autonoma di Trento, dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara e dalla Fondazione Museo Storico a Forte Cherle il giorno 25 agosto alle  20.30 con lo spettacolo “La guerra in casa” prodotto dalla Compagnia Teatrincorso.

“LA GUERRA IN CASA” racconta la Grande Guerra da un punto di vista inedito, importante perché diffuso, anche se trascurato, sconosciuto: quelle delle donne di una terra di confine. Lo racconta con le loro voci, con l’emozione che è intelligenza delle cose più profonda, visione d’insieme e nei dettagli, intuizione dei nessi. Lo racconta con le preghiere e le maledizioni, le fantasie che aiutano a sopravvivere, la volontà di combattere interiore, che sola può davvero salvare un popolo. Nel territorio trentino le donne si trovano sulla linea di confine, vittime o profughe, ma soprattutto ribelli contro l’assurdità della guerra e l’arroganza della sua retorica. Voci femminili lottano per farsi udire, per raccontare la loro versione della Grande Guerra, lo sconvolgimento che ha segnato irrevocabilmente l’Europa e il mondo. C’era una guerra dentro la guerra, o molte guerre che esplodono dentro quella apparente. E mentre si combatte per il territorio, e si fanno esplodere proiettili e bombe, nelle retrovie si combatte una guerra su molti più fronti: per la giustizia e la verità, prime vittime belliche, per il senso d’umanità, per la dignità dell’essere umano in quanto tale.

Idealmente al fronte con i loro uomini, nella realtà assorbite da combattimenti quotidiani per strappare allo sfacelo brandelli di vita, per mantenere in piedi una società civile, come possono, come credono importante. Così le donne, mentre tentano di difendere la famiglia e se stesse dall’apocalisse, rimangono testimoni di una lotta profonda, universale, definitiva: quella per il senso delle cose, per la dignità dell’uomo. È la ricchezza dell’individuo e della collettività, questo carattere che volge in forza la debolezza e in volontà la disperazione. La regia e drammaturgia dello spettacolo è di Elena R. Marino Interpreti in scena: Silvia Furlan, Silvia Libardi, Chiara Superbi, L’ingresso è libero


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