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Fondi per i Comuni di confine: siglata l’intesa, Lombardia e Trentino ‘respirano’

venerdì, 19 settembre 2014

Trento – Principio di sovraregionalità a garanzia delle ricadute locali, istituzione di un Comitato paritetico per la gestione, segreteria tecnica affidata per i primi quattro anni alla Provincia autonoma di Trento. Sono questi i punti principali dell’intesa siglata poco fa a Roma in tema di fondi per i comuni di confine (ex fondi Odi) al termine di una riunione presieduta dal sottosegretario Gianclaudio Bressa ed alla quale ha partecipato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi.proclamazione degli elettiUgo Rossi presidente

Il fondo servirà a finanziare interventi a valenza sovraregionale riferiti ai territori dei comuni confinanti e contigui, riguardanti progettualità, ambiti, o iniziative di natura strategica o di particolare rilevanza per le Regioni o le Province autonome, anche di carattere pluriennale. “È un principio molto importante – commenta il presidente Rossi – perché sancisce la possibilità che questi investimenti, pur ricadendo nei territori dei comuni di confine possano avere effetti benefici per il nostro territorio: penso ai collegamenti stradali o agli impianti di risalita ad esempio”.

Altri utilizzi riguardano la partecipazione a bandi europei (a fronte comunque del soddisfacimento di un interesse relativo a uno o più territori di confine), nonché il finanziamento o cofinanziamento di interventi presentati sulla base di un bando dai comuni dei territori confinanti (in questo caso si potrà concorrere con un importo massimo annuale di 500.000 euro ciascuno, anche come quota parte di progetti pluriennali, con la possibilità per ogni comune di presentare un solo intervento per ciascun bando, per un complessivo di 24.000.000 euro /anno).

Un’altra novità, come detto, riguarda la costituzione di un comitato paritetico per la gestione del fondo. A comporlo saranno il ministro, i presidenti di Trentino, Alto Adige, Veneto e Lombardia, delle province di Sondrio e Belluno con la partecipazione anche di tre rappresentati dei comuni di confine.

E’ stato infine condiviso il fatto che saranno le province autonome a gestire le fasi tecnico amministrative, anche istituendo un apposito sportello a favore dei territori di confine. Per i primi quattro anni il compito è assegnato alla Provincia autonoma di Trento la quale dovrà farsi carico anche di dare continuità ed attuazione a quanto già precedentemente deliberato dall’Organismo di indirizzo per gli anni 2010, 2011 e 2012 per oltre 80 progetti e 240.000.000 di euro di intervento.

“Rispetto a prima – continua il presidente – saranno i presidenti delle regioni e delle province autonome a definire assieme al ministero quali sono gli interventi anche di carattere pluriennale che saranno realizzati a favore e per i territori di confine, fermo restando che una quota non marginale di massimo 500.000 euro all’anno potranno anche essere destinati a specifici progetti presentati dai comuni lombardi e veneti confinanti, sulla base di bandi annuali”.

L’impegno, ora, è di far ripartire quanto prima tutto il sistema partendo dai circa 80 progetti già approvati e ammessi a contributo. Determinante sarà la concreta messa a disposizione della segreteria tecnica dei fondi già versati dalle province autonome (in base all’Accordo di Milano sono 40 i milioni di euro all’anno versati da ciascuna provincia autonoma) da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.


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