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Censurati i canti di Natale a Flero: le posizioni di dirigente scolastica, assessore Franceschini e Fabio Rolfi

mercoledì, 28 dicembre 2016

Flero – Il caso “Astro del ciel” tiene banco e numerose sono le prese di posizione. La dirigente scolastica di Flero, Mariaelisa Bonaglia, ha chiarito la vicenda, perché i ragazzi delle classi quinte elementari non hanno cantato la parole “Astro del ciel” durante il saggio d’inverno, e riferito di una scelta legata a esigenze stilistiche.

La posizione dell’assessore alla Cultura del Comune di Flero, Elena Franceschini: “Mentre prendiamo atto di come la Dirigente Scolastica si dichiari amareggiata dalle notizie apparse in questi giorni, facciamo nostra anche la delusione dei nostri concittadini che si sono detti stupiti di scelte per il saggio di fine anno che mortificano il senso di tradizioni care alla nostra comunità.

Non cantare le parole di ‘Astro del ciel’ è per noi solo il sintomo minimo di un disagio evidente che la Dirigenza scolastica non ha saputo affrontare. Magari si poteva auspicare il supporto del Comune che da sempre è al fianco della Scuola e delle istituzioni. Ma tant’è.

Giustificare la decisione a posteriori come una scelta artistica, lascia intendere come il rattoppo sia davvero peggio del danno creato. Crediamo tuttavia, nell’interesse di tutta la comunità flerese, che l’essere più realisti del re alle volte non sia una politica che paga, in specie quando ci sono in gioco i bambini e la loro educazione.

Meglio sarebbe stato non inserire tale melodia – ancorché universalmente conosciuta – tra i brani di questo “Saggio d’Inverno” che ci sarebbe piaciuto fosse stato un “Concerto di Natale” . Ma questa discrezionalità non compete all’amministrazione pubblica e ne siamo consci.

La valutazione afferisce invece al buon senso e al comune sentire a cui facciamo appello affinché un momento di dibattito non risulti frattura. E’ già del resto difficile spiegare ai nostri figli le vere ragioni del perché sino ad una settimana prima le strofe venivano imparate e cantate, quando poi è caduta una sorta di cesura per tutelare non meglio precisati obiettivi. Esigenze di rispetto che vorremmo realizzate con l’integrazione, non con rimedi raffazzonati che rasentano il ridicolo, ammantando una nobiltà che è solo incapacità ad affrontare coscienziosamente il tema della convivenza di diverse culture e fedi costruendo un vero percorso comune.

Una sorta di censura che ha toccato anche alcuni versi di afflato religioso di altre canzoni come nel canto “Questa notte è nato in terra” in cui le parole “Gesù Cristo Redentor” sonostate sostituite da “un bambino speciale”. Ma anche questo potrebbe afferire alla sensibilità artistica di qualcuno che non vogliamo offendere. Ma il fatto è di per sé oltraggioso, ancorché inevitabilmente criticabile.

Resta dunque anche l’amarezza nostra e della comunità davanti ad un modo di fare che non possiamo condividere e che stigmatizziamo nei sui molteplici aspetti. Fermo restando che riconosciamo orgogliosamente il grande impegno di tutto il corpo docente e dei ragazzi per i risultati ottenuti. Adombrati appunti solo da scelte inopportune e sciatte operati da pochi, certo in buona fede, ma pur sempre non condivisibili”.

Il deputato Pd, Luigi Lacquaniti, parla di “Multiculturalità che non significa celare la propria cultura”, mentre il vicecapogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, Fabio Rolfi, afferma: “Pieno sostegno all’Amministrazione Comunale e all’assessore Franceschini, la scuola deve continuare ad essere il luogo non soltanto della formazione ma anche dell’ educazione civica ed identitaria delle giovani generazioni, non un luogo avulso dal contesto sociale come vorrebbero i sostenitori del multiculturalismo laicista tra i quali figurano purtroppo alcuni insegnanti e dirigenti scolastici. Le presunte ragioni stilistiche addotte dalla dirigente scolastica per giustificare la cancellazione delle parole “Gesù Bambino” dal testo cantato dai bambini rappresentano una manifestazione di colpevolezza; il “tacon l’e’ pes del büso” direbbero in veneto e la levata di scudi di parlamentari ed esponenti PD a difesa di questa scelta è una ulteriore conferma di una iniziativa ideologica sulla pelle dei bambini che va respinta al mittente.  Totale solidarietà quindi al comune di Flero e al suo impegno culturale in difesa delle tradizioni, nonché al corpo docenti che, a parte eccezioni, è composto da persone estremamente capaci e consapevoli del loro ruolo educativo. Proprio per queste ragioni chiederò un incontro al dirigente scolastico provinciale affinché si possano studiare le opportune iniziative per ricordare a tutti che la scuola non rappresenta un corpo estraneo alle comunità locali ma in essa pienamente inserita”.


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