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Festival dell’Economia: ieri sera l’intervento di Colao, oggi si attende il premier Renzi

domenica, 1 giugno 2014

Trento – Oggi è atteso in città il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Sarà al Festival dell’economia dove, alle 10, all’Auditorium Santa Chiara, verrà intervistato da Enrico Mentana. Le previsioni sono quelle di una grande affluenza di pubblico e, a questo proposito, gli organizzatori ricordano che per ragioni di sicurezza non sarà possibile derogare dal numero massimo di persone che possono trovare posto all’interno della struttura. Si ricorda comunque che l’evento potrà essere seguito – oltre che in diretta internet, sul sito del Festival  -  sui maxi schermi allestiti in piazza Duomo e piazza Fiera.

TRASFORMAZIONI SCIENTIFICHE E CULTURALI

Le trasformazioni tecnologiche e l’apertura culturale al cambiamento hanno tenuto banco ieri sera al Teatro sociale di Trento dove Vittorio Colao, Chief Executive Officer del Gruppo Vodafone, è stato chiamato a parlare della capacità delle organizzazioni private e pubbliche di adattarsi, reagire e provocare il cambiamento nell’era della globalizzazione. Sperimentazione e cambiamento di modelli possono contribuire al miglioramento della società? Con quali orizzonti temporali e garanzie condivise? Queste e molte altre le suggestioni, grazie alle domande fatte da Sarah Varetto, direttrice di Sky Tg24.

Si è partiti parlando di politica europea. “Il risultato elettorale inglese – ha detto Colao – va preso sul serio in tutta Europa; è un segnale fortissimo che va colto e capito. Bisogna essere pragmatici e pensare a quali sono le concessioni da fare per permettere a Cameron di essere convinto nel suo sì all’Europa”. Se ci sono cose necessarie per rendere più attraente il messaggio europeo vanno fatte: questo il pensiero di Colao. “Ci sono questioni di fondo – ha detto – come giovani e creazione di lavoro, che devono essere affrontate”. Ma l’Europa è anche fatta di valori, di prospettiva. La burocrazia va ridotta e vanno salvate le specificità di eccellenza dei singoli stati. Per esempio gli inglesi sono orgogliosi del loro sistema di giustizia e di questo si deve tenere conto. “Se non siamo assieme siamo piccoli, mentre uniti possiamo proporre una visione per i prossimi anni”: ha aggiunto Colao. Bisogna però, ha ribadito, essere pragmatici e non ideologici. 

Sul tema della disoccupazione è emerso che in Europa si creeranno a breve un milione di posti di lavoro in campo ICT, che però non saranno coperti. Il punto, è emerso, è indirizzare la formazione specialistica nei settori che possono dare occupazione. In Italia c’è un sistema in cui l’investimento sui giovani e molto difficile, ha rilevato Colao. “Le quote rosa nel campo del lavoro – ha aggiunto – servono. Aiutano a forzare il cambiamento. L’Italia da questo punto di vista sta meglio che altri paesi”.
Ma come sono i giovani italiani che si presentano nelle multinazionali? Per Colao “lavorano molto e bene e quelli che vanno all’estero hanno più voglia di mettersi in gioco”.
Alla domanda se la classe dirigente italiana è pronta all’innovazione, il manager ha raccontato che l’attuale capo della polizia neozelandese quando non era capo decise di provare armi nuove, di sperimentare supporti informatici per gestire meglio le informazioni e rendere il servizio più efficace; da allora stanno riducendo la criminalità nella misura del 7,5%. “In Italia si sperimenta poco – ha aggiunto – e c’è troppo dibattito ideologico attorno al cambiamento quando invece si potrebbe provare a sperimentare qualcosa di nuovo”.


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