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Festival dell’Economia/4 Renzi e Valls rilanciano su crescita, lavoro, riforme e ruolo dell’Europa

sabato, 30 maggio 2015

Trento - È stato un incontro carico di sintonia umana e politica, quello che ha visto protagonisti  all’Auditorium Santa Chiara di Trento il presidente del Consiglio dei ministri italiano Matteo Renzi e il Primo ministro francese Manuel Valls, che hanno risposto alle domande della giornalista Lilli Gruber (nella foto sotto).

Crescita economica, lavoro, riforme, ruolo dell’Europa, risposta all’immigrazione, alternative al rigorismo nei conti degli stati per creare sviluppo, lotta ai populismi: si è spaziato fra tanti temi di rilevanza internazionale.
Recupero di credibilità per l’Italia e riforma della pubblica amministrazione sono i prifestival economia renzi vallsncipali obiettivi del nostro governo.

L’incontro tra Renzi e Valls è iniziato con un simpatico siparietto, che rende bene l’idea del clima fra i due leader politici, su chi si doveva posizionare più a sinistra, rispetto alla moderatrice ma anche nel panorama politico.

E infatti la prima domanda per Valls è stata tutta politica: «cosa vuol dire essere di sinistra oggi?»

Per il Primo ministro significa abbattere i dogmi che ancora ci sono e nel considerare con un’accezione positiva il riformismo.

Per Renzi, in silenzio elettorale per quanto riguarda la politica interna, «dare al riformismo la capacità di attrarre i sogni è una sfida meravigliosa».

Invece tra i dogmi della sinistra radicale da sradicare vi sono quelli legati al lavoro.

Sulla legittimazione dei due governi il nostro presidente del Consiglio ha ricordato che sia in Francia sia in Italia è il voto parlamentare di fiducia a legittimare Primo ministro e presidente del Consiglio.

Sul piano degli impegni politici Renzi si è detto pronto alla sfida di cambiare la politica economica europea. «L’idea che la politica europea si basi solo su austerità e rigore – ha detto – è inaccettabile. L’Europa deve investire nella crescita e invertire il senso di marcia. L’Italia, fatte le riforme di cui ha bisogno e recuperata credibilità, punterà su questo chiedendo all’Europa se ha senso basarsi solo sull’austerity.»

Per spiegare perché va cambiata la politica europea Renzi prende ad esempio il Comune di Trento e i tagli che ha registrato in materia di investimenti pubblici.

L’equazione è semplice: debito alto significa taglio agli investimenti, questo incide negativamente sulla crescita e contribuisce ad accrescere ancora il debito.

In materia fiscale Valls invita alla prudenza e ricorda che la crescita si verifica sia riducendo il carico alle aziende sia aumentando la capacità di spesa delle famiglie.

«Dobbiamo – ha aggiunto Renzi – riflettere sul fatto se per vincere il populismo non serva un’idea di Europa che sappia crescere con più intensità. L’idea che stava dietro al trattato di Lisbona ha fallito, non ha funzionato il sogno di un’Europa guida del mondo. Oggi si deve puntare su innovazione, talento e qualità; il modello basato sulla sola austerità ha fallito.»

In campo finanziario Valls ha ricordato che se in Europa è stato fatto molto per regolamentare, rimane ancora molto da fare nel mondo.

«La finanza non è il nemico – gli ha fatto eco Renzi – ma deve essere di stimolo all’economia reale, come nella Firenze del 1200, e non mera speculazione. Io preferisco la borsa al capitalismo di relazione.»

La Francia, nelle parole del suo Primo ministro, deve affrontare tre problemi: la spesa pubblica molto elevata che va ridotta; una disoccupazione troppo alta da molti anni che va eliminata. La competitività che si è persa.

«Senza riforma – ha detto Valls – non si può progredire affatto.» «Con la riforma italiana del lavoro – ha precisato Renzi – è più facile assumere, e questo è di sinistra».

«Bisogna – ha spiegato Valls – introdurre flessibilità per le piccole e medie imprese senza dimenticare che la Francia e l’Italia sono nel G7 perché sono grandi economie. Dobbiamo fare le riforme assieme per imporci sulla scena europea e dare forza alla crescita.»
«Se le riforme le avessimo fatte prima – ha ricordato il presidente del Consiglio italiano – oggi avremmo un’altra situazione. L’Italia ha perso una grande occasione. Ciò nonostante siamo due grandi paesi anche in campo economico.

«Nel mondo ci sono 800 milioni di nuovi consumatori che stanno per entrare nel mercato e chiedono bellezza e qualità e quindi chiamano in causa Italia e Francia. Il lavoro si crea nelle fabbriche, rimuovendo ostacoli agli imprenditori. Non si deve avere paura di chi crea posti di lavoro.»

Per Valls essere di sinistra significa lottare contro le diseguaglianze.

È stato poi il tema dell’immigrazione a tenere banco. Renzi ha ricordato che l’immigrazione per la prima volta è diventato un tema europeo. Vanno però rilanciati progetti di cooperazione internazionale.

«Con la crescita economica e demografica dell’Africa – ha spiegato Valls – se l’Europa, che è nata con il compito di riconciliare popoli e paesi dopo le guerre, non si preoccupa di quello che avviene a sud i problemi di oggi saranno nulla rispetto a quelli di domani.

«Ci vuole un progetto comune per sostenere l’Africa e l’Italia deve poter godere della solidarietà degli altri paesi europei e quindi anche della Francia.»

«Dare dell’Europa un’idea basata su burocrazia e austerità – a aggiunto Renzi – significa fare un assist a chi dice che deve essere distrutta.»

In Italia, ha ricordato il presidente del Consiglio, la disuguaglianza non è solo tra generazioni e classi sociali ma è anche tra aree geografiche.

«Per me – ha detto – la sinistra è quella che riduce le disuguaglianze; che non significa far arrivare tutti allo stesso punto ma farli partire dallo stesso livello.»

Terrorismo, sfide economiche, tema dell’identità sono tra gli argomenti più impegnativi da affrontare per il Primo Ministro francese che ha concluso dicendo che «la sinistra deve parlare a tutte le classi sociali».
«Per noi – ha concluso Renzi – la sfida più grossa è la riforma della pubblica amministrazione. È un problema di dignità. Non so quanto ci impiegheremo ma il sistema lo metteremo in ordine.»


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