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Festival dell’Economia: inaugurazione della rassegna su “Mobilità sociale” e mostra sul decennio dell’evento a Trento

sabato, 30 maggio 2015

Trento – Aperto il Festival dell’economia con gli interventi di Ugo Rossi, Tito Boeri, Innocenzo Cipolletta, Paolo Collini, Giuseppe Laterza, Alessandro Andreatta, Gregorio De Felice, Nunzia Penelope.

Mobilità sociale: questo il tema scelto per la decima edizione del Festival dell’Economia, apertosi nella sala Depero della Provincia con l’ormai tradizionale evento inaugurale, a cui hanno preso parte il governatore del Trentino Ugo Rossi, il responsabile scientifico, ora anche presidente dell’Inps, Tito Boeri, il presidente dell’Università di Trento Innocenzo Cipolletta, il rettore dell’ateneo trentino Paolo Collini, l’editore Giuseppe Laterza, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il chief economist del gruppo Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, la curatrice della mostra del decennale Nunzia Penelope.

In tutti gli interventi un concetto è ritornato: la mobilità sociale mette assieme la legittima esigenza di una maggiore equità, consentendo a chiunque abbia dei talenti di emergere, e l’imperativo dello sviluppo economico, perché laddove la mobilità sociale è più elevata anche i livelli di crescita e di benessere diffuso sono più alti.
Ma attenzione: spesso è più facile parlare di mobilità sociale che lavorare convintamente affinché essa diventi realtà, perché mobilità significa anche messa in crisi di equilibri consolidati.

I saluti di apertura sono stati affidati dal moderatore, il capufficio stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti, al sindaco di Trento Alessandro Andreatta, che ha richiamato l’accoglienza che Trento ha sempre riservato a questa manifestazione, con i suoi spazi, i suoi volontari, le tante iniziative «di contorno».
Cipolletta ha ricordato come il tema scelto, la mobilità sociale, sia controverso, cosa che può essere rinvenuta anche nei comportamenti privati di ogni cittadino.
«Spesso si è orgogliosi della mobilità sociale nel passato – ha sottolineato – e molto più cauti su quella del presente o del futuro.»
Un esempio è quelli degli immigrati dai paesi più poveri, che l’Europa cerca di tenere lontano da sé.

Per il rettore Paolo Collini il Festival dell’Economia di Trento è però esso stesso uno strumento di mobilità sociale, mettendo il sapere degli specialisti a disposizione di tutti i cittadini e favorendo un libero confronto su temi sempre di grande attualità.
«Lo stesso dicasi per l’università. Il 70% dei nostri laureati non è figlio di laureati, e già questo è un dato che ci dice qualcosa, anche se non si deve abbassare la guardia.»

Il direttore scientifico del Festival Tito Boeri ha ricordato come il tema della prima edizione era stato ricchezza e povertà, speculare a quello di quest’anno. La mobilità sociale è importante per ragioni di equità, naturalmente, ma anche di efficienza e di crescita economica, perché mobilità «vuol dire consentire a chi ha le capacità di emergere».
Tuttavia la crisi ha impattato più fortemente sui segmenti più poveri della società e in particolare sui giovani, molto meno su chi è benestante. Il divario, insomma, si è allargato. Lo stesso vale anche su scala europea. Nella sua nuova veste di presidente dell’Inps Boeri ha inoltre auspicato che l’Istituto possa dare un contributo alla crescita dell’equità sociale e al miglioramento del welfare del Paese.

Laterza ha detto che chi fa l’editore è per sua natura convinto che ci sia un legame stretto fra mobilità sociale e conoscenza.
«Il Festival è un investimento in conoscenza, diffusa, accessibile, per quanto possibile, capace di presentare punti di vista diversi e anche di fare autocritica. La partecipazione è sempre stata molto forte, il che significa che sia la formula sia il livello qualitativo sono stati all’altezza della sfida.»festival economia 1

Gregorio De Felice ha sottolineato come la Banca Intesa Sanpaolo è sempre stata felice di sostenere questa manifestazione.
«Mobilità sociale in letteratura è associata a crescita economica – ha detto – ma anche a qualità della crescita. Gli ultimi dati ci dicono che l’Italia è uscita dalla recessione almeno sul piano congiunturale.
«Ma non possiamo accontentarci di questo, dobbiamo puntare su una crescita che produca anche coesione sociale. Il modello americano per noi non va bene.»

Nunzia Penelope segue il Festival dal 2006 e quest’anno cura la mostra del decennale. Una mostra che vuole essere anche molto pop, alla portata cioè di tutti. «Qui – ha ricordato inoltre – si è parlato di temi fondamentali come il conflitto fra generazioni prima che diventassero centrali nel dibattito nazionale e internazionale. Il Festival di Trento è stato sempre avanti, lo Steve Jobs dei festival.

Infine il governatore del Trentino Ugo Rossi, che ha ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa manifestazione, compresi i tanti volontari. «Una decima edizione ricca di grandi nomi – ha detto, – ma che conferma la caratteristica vincente del Festival, la sua accessibilità a tutti pur nel rigore dell’approfondimento scientifico.
«Per il Trentino la mobilità sociale è essenziale: in questa direzione vanno gli investimenti in scuola e università, nelle infrastrutture telematiche e nei servizi, nella crescita della nostra competitività. Il Trentino ha anche sperimentato già da qualche anno il reddito di cittadinanza e sta approntando una batteria di ammortizzatori sociali innovativi. Lo stesso dicasi per previdenza e sanità. Tutti questi sono elementi che favoriscono la mobilità e la coesione”. “Ma quale mobilità sociale vogliamo? Una mobilità sociale che riguarda le persone ma anche i territori, e questo significa accettare la logica del merito, della competizione, dell’orientamento ai risultati. Non è un peccato parlare di business. Accanto a questo, uno sforzo continuo per garantire pari opportunità a tutti e per stare accanto a chi va più piano”
Un saluto infine da Rossi anche a chi il Festival lo critica o lo contesta, perché il pluralismo è parte integrante di questa grande manifestazione.

LA MOSTRA SUL DECENNIO DEL FESTIVAL

Ospitata nel Rettorato dell’Università di Trento sarà aperta fino al 30 giugno la mostra dei dieci anni del Festival dell’Economia.Tre sezioni con pannelli, fotografie, dati e videointerviste per raccontare come è cambiato il mondo in dieci anni attraverso la lente del Festival di Trento.

Da «Ricchezza e povertà», titolo della prima edizione, fino al tema di quest’anno, «MobilitFestival Economiaà sociale», l’analisi di un decennio si conclude con un invito alla responsabilità e alla partecipazione collettiva.

Dalla crisi della Grecia a quella delle banche, dall’elezione di Barack Obama alle dimissioni del Papa, dal lancio dell’Iphone al crollo di Lehman Brothers: è la storia di un decennio di vicende italiane, di avvenimenti internazionali, di eventi che hanno segnalo l’economia e la società, quella raccontata dalla mostra sui primo decimo compleanno del Festival dell’Economia di Trento.
Un festival che ha saputo leggere l’attualità, porre interrogativi, riflettere sulle grandi questioni e coinvolgere studiosi e cittadini, insieme, in un dialogo durante dieci anni.
Il percorso che raccoglie immagini, dati, grafici, voci e testimonianze, è stato inaugurato oggi pomeriggio in via Calepina, nella sede del Rettorato dell’Università di Trento, una tra le istituzioni promotrici del Festival insieme alla Provincia autonoma e al Comune di Trento.
A tagliare il nastro, la curatrice Nunzia Penelope insieme al responsabile scientifico del Festival, Tito Boeri, al presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, al rettore Paolo Collini e al presidente del Consiglio di amministrazione dell’Università di Trento, Innocenzo Cipolletta, e all’editore Giuseppe Laterza.

Il racconto del «decennio lungo», ricco di eventi straordinari e decisivi per l’economia e la società a livello globale, accoglie il visitatore e si snoda attraverso le tre sezioni della mostra per ripercorrere le tappe a partire dalla crisi economica iniziata nel 2007, anno della seconda edizione.
Protagonisti, vicende, eventi, la loro evoluzione e i loro effetti, il tutto è raccontato in tre diversi spazi differenti.
Si parte dal «riassunto» dello stato di salute della nostra economia negli ultimi dieci anni con quattro grafici su occupazione, povertà, Pil e tasse che indicano da dove siamo partiti e dove siamo oggi arrivati.
Dieci pannelli, di altezze variabili tra i tre e i sei metri, accolgono il visitatore nel cortile interno dove trova posto la sezione centrale con il racconto degli avvenimenti essenziali nel mondo, in Italia e al festival.
Volti di politici, economisti, scienziati italiani e internazionali, al fianco di attori, comici, musicisti e di tanti cittadini in una narrazione che ripercorre un dibattito lungo dieci anni.

A porre di nuovo al centro il visitatore – come è da sempre nello stile del Festival –un grande specchio, inclinato verso il pubblico, lascia intuire che il futuro è aperto e che la sua costruzione rappresenta una responsabilità di tutti e invita alla partecipazione collettiva.
Le voci dei protagonisti del Festival sono infine raccolte all’interno della terza sezione che, abbandonando la scansione cronologica del tempo, ospita una istallazione video con le testimonianze e le dichiarazioni – talvolta profetiche – fatte nel corso delle dieci edizioni.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno 2015 con i seguenti orari: fino al al 2 giugno dalle 9 alle21; dal 3 al 30 giugno dalle 8 alle 18, sabato e domenica esclusi.


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