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Festival della Famiglia, l’assessore Zeni: “Educazione e salute sempre più trasversali”

mercoledì, 29 novembre 2017

Trento – Grandi temi affrontati e personaggi coinvolti nella sesta edizione del Festival della famiglia in svolgimento a Trento. nel pomeriggio l’intervento dell’assessore Luca Zeni al C Lab di piazza Fiera: “L’educazione, come la salute, è sempre più trasversale”. Se sulla salute è necessaria una visione trasversale che abbraccia tutte le politiche, analoga attenzione bisogna prestare all’educazione, creando reti fra diversi soggetti secondo un approccio relazionale. Questa la sintesi dell’intervento dell’assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni, al C Lab di piazza Fiera, nell’appuntamento coordinato da Consolida nell’ambito del Festival della Famiglia.Zeni festival Famiglia 1

Il tema era quello dell’educazione, alla luce delle nuove tecnologie digitali, che sempre più mettono in discussione dinamiche tradizionali e consolidate e i lavori sono stati introdotti dalla vicepresidente di Consolida, Francesca Gennai, poi l’assessore Zeni ha ricordato anche le tante azioni della Provincia di Trento in questo campo, dal contrasto al cyberbullismo alla collaborazione con la polizia postale, il pedagogista Roberto Maurizio ha spiegato come la società moderna ci ponga davanti nuove sfide educative, per affrontare le quali non si può fare affidamento al passato: “Per affrontare queste sfide è necessaria una ricerca di sintonia fra tutti i soggetti che hanno responsabilità educativa, fra cui anche e soprattutto le istituzioni, gli enti pubblici”.

Cristiano Conte, coordinatore Educalab di Consolida ha quindi portato l’esperienza della cooperazione sociale. “Voglio parlare – ha detto – delle nuove frontiere del lavoro educativo, visto che non c’è più sintonia tra i vari attori educativi. Oggi chi si vuole occupare di educazione si trova di fronte a questioni epocali che scardinano il mondo come lo conoscevamo: flussi migratori, lavoro, le nuove tecnologie. Di fronte a questa realtà, prima di mettere in campo interventi educativi, è meglio capire quale posizionamento responsabile vogliamo avere verso l’educazione. Siamo in un’epoca in cui il futuro non è più una promessa: rischia di essere percepito come una minaccia per le nuove generazioni. Noi di Educalab proviamo quotidianamente a fare educazione, ma che posizionamento prendiamo di fronte al cambiamento sociale? Questo è un tempo di esodo, di attraversamento: non siamo più portatori di verità certe, come in passato, e non ha più senso mettersi avanti, come la guida della cordata di montagna, ma camminare a fianco. E’ più facile rifugiarsi nei piccoli credo ed è difficile, invece, – ha concluso – stare sulla frontiera ed essere disposti all’incontro”.

Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia provinciale per la famiglie ha evidenziato come le risorse per dare risposte alle criticità siano sul territorio e siano numerose. “Siamo sempre in emergenza educativa, ma bisogna – nell’epoca dei cambiamenti – avere nuovi paradigmi educativi. Evidenzio, ad esempio, il concetto della comunità educante dove ciascun soggetto, dall’associazione sportiva al bar, dalla scuola alle cooperative sociali, possono fare educazione (ad es. I bar togliendo le slot machine). Questo è attuabile – ha detto Malfer – attraverso i Distretti famiglia, un’alleanza tra enti diversi (scuole, associazioni, aziende, ecc.) che condividono percorsi educativi concordati assieme”.


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