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Festival della Famiglia /3 Nuove politiche familiari da parte di Regioni e Comuni. Intervento del cardinale Bagnasco e chiusura dell’assessore Ferrari

venerdì, 4 dicembre 2015

Riva del Garda – Un confronto con realtà regionali e comunali per nuove strategie di intervento nelle politiche familiari. E’ uno dei temi affrontati al festival della Famiglia che si è svolto oggi a Riva del Garda (Trento).

Il nostro Paese ha grande sensibilità e attenzione per le politiche familiari e per il benessere della comunità e la Provincia di Trento è in prima linea su questa tematica. “Lo Stato deve diventare uno Stato partner e non uno Stato protagonista delle politiche pubbliche” con questo incipit Carlo Mochi, presidente del Forum della pubblica amministrazione, ha aperto il confronto fra le diverse esperienze di politiche familiari presenti in Italia. Con lui anche il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, che ha lanciato lo slogan del suo ente: “I problemi non sono del Comune ma sono in comune”. Violetta Plotegher (nella foto), assessora della RegiAssessore ploghter 1one Trentino-Alto Adige, ha affermato con forza che una comunità educante è una comunità che valorizza il benessere delle relazioni.

L’INTERVENTO DEL CARDINAL BAGNASCO

Nella sessione pomeridiana del Festival della Famiglia partita con entusiasmo con l’intervento del cardinale Angelo Bagnasco, seguito da una kermesse di esperienze di tutta Italia sulle politiche familiari attuate dai diversi enti regionali, provinciali e comunali.

Carlo Mochi ha esordito dicendo che la pubblica amministrazione deve cambiare modelli e strategie di intervento andando verso uno Stato open government, ovvero una PA trasparente, adoperandosi per una sharing economy, ovvero una economia collaborativa e cooperativa, e una amministrazione condivisa che accetta e sviluppa pienamente l’articolo 118 della Costituzione sulla sussidiarietà orizzontale che prevede che alla cura dei bisogni collettivi provvedono direttamente i privati cittadini. In tale ottica Mochi ha riferito che “per sviluppare una comunità educante dobbiamo avere una pubblica amministrazione conviviale; un cambiamento paradigmatico che vede il cittadino protagonista assieme all’ente pubblico”.

In questa direzione sta lavorando il Dipartimento per le politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei Ministri presente con Ermenegilda Siniscalchi che ha presentato i lavori svolti a livello centrale quale sostegno alle famiglie. “Il Dipartimento sta creando un portale e un numero verde proprio per sostenere le famiglie – ha raccontato il capo dipartimento – e aiutarle a orientarsi sui servizi offerti. Ha creato un sito, FamilyLab che raccoglie buone prassi a livello nazionale sui progetti ed esperienze di successo adottanti dai territori sul tema delle politiche familiari. Stiamo poi provvedendo a mappare i centri per le famiglie di tutta Italia per raccordare interventi diversi”.

Nel suo intervento il sindaco del Comune di Alghero, Mario Bruno, ha spiegato che da quando si è insediato ha investito sulle politiche familiari. “Il mio comune ha il 60% di case vuote e 500 famiglie senza casa, le famiglie sono costituite in media da 2,2 persone per nucleo familiare e gli anziani residente in comune sono il doppio degli anziani presenti nei comuni del resto d’Italia. Nel 2030 la popolazione decrescerà e nel 2050 sarà dimezzata. Tale scenario ha fatto sì che il nostro Comune lavorasse per il benessere della famiglia e per una comunità educante. Siamo divenuti, grazie alla Provincia autonoma di Trento e l’Agenzia per la famiglia, Comune amico della famiglia acquisendo il marchio e attivando un accordo con la Provincia, modello per noi trainante e ispiratore di politiche familiari dell’agio”.

La Regione Lazio rappresentata dall’assessora Rita Visini ha presentato i 4 assi su cui si sta impegnando la Regione “la nascita dei centri famiglia per ogni provincia, il potenziamento degli asili nidi comunali, il sostegno alle famiglie fragili e il potenziamento degli affidi familiari”. Il Veneto con Manuela Lanzarin, assessora della Regione, ha sottolineato le ampie risorse del Trentino che gli consentono di poter creare modelli virtuosi a cui ispirarsi anche se la regione adiacente al Trentino sta lavorando per una legge quadro sulla famiglia e sta lavorando su interventi puntuali su zone di opacità e criticità. Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta ha rilanciato dicendo che “oltre ai soldi ci vogliono le idee ed una strategia. Ed il Comune di Trento ha messo in atto da tempo politiche di coinvolgimento per far sì che i cittadini siano i protagonisti. ‘Trento città per educare’ è il risultato di un lavoro di rete di diversi soggetti che intende valorizzare le risorse di un territorio”.

 L’INTERVENTO DELL’ASSESSORA FERRARI 

Il Piano nazionale per la famiglia approvato nel 2012 è lo strumento di riferimento per il sistema italiano delle politiche familiari. Come si raccordano le strategie nazionali con quelle europee e con quelle locali. Qual è il ruolo dell’associazionismo familiare per promuovere le politiche a sostegno del benessere della famiglia. Sono stati questi i temi al centro dell’ultimo appuntamento del Festival della Famiglia a Riva del Garda. Ne hanno parlato l’assessora provinciale Sara Ferrari, Giuseppe Butturini, presidente della Associazione Nazionale Famiglie Numerose, Alessandro Garofalo, esperto d’innovazione ed Elena Gentile, Eurodeputata Parlamento Europeo.

Appuntamento domani, sempre a Riva del Garda, con “Il Trentino dei bambini” e il quadrangolare di calcio.

Ha concluso questa prima giornata del Festival della famiglia l’assessora Sara Ferrari: “Credo che il tema scelto quest’anno sia centrale. Dobbiamo crescere cittadini capaci di capire e valorizzare le differenze, che costruiscono comunità tolleranti. Sui territori esistono molte realtà educanti, formali e informali, consapevoli e inconsapevoli. Dobbiamo potenziare la relazione tra la scuola e la famiglia. Entrambi hanno una corresponsabilità educativa sui cittadini di domani. Valorizzare la famiglia significa valorizzare i singoli cittadini. In questi anni come Provincia abbiamo fatto molto in termini di politiche familiari. La dimensione del family ha già valicato i confini del Trentino. Abbiamo però bisogno di rendere sempre più diffusa la consapevolezza che anche queste azioni sono strumenti di sviluppo territoriale”.

Giuseppe Butturini, presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose ha sottolineato come sia necessario passare: “Da una politica assistenziale ad una politica promozionale della famiglia. Bisogna passare dal disagio all’agio. Da una politica sociale ad una politica familiare, che non guarda i singoli casi ma che si rivolge alla famiglia in quanto tale. Da una politica per la famiglia ad una politica con la famiglia. La famiglia deve essere ascoltata e protagonista delle politiche. Noi famiglie numerose abbiamo nei nostri figli una lente di ingrandimento capace di individuare le strade da percorrere per ridare fiducia”.

Alessandro Garofalo, esperto d’innovazione, è entrato invece nel merito del concetto d’innovazione per i distretti famiglia attivati in Trentino “chi si occupa d’innovazione deve rompere i paradigmi e concentrarsi sui paradossi. Nel vostro progetto ci sono elementi determinanti dell’innovazione quali la semplicità, la concretezza, la credibilità, la capacità di generare emozione e la narrazione. Il distretto funzione se c’è un team trainante. Un gruppo che ci crede.

Devono essere chiare le regole interne, di vantaggi e di diritti e di doveri. La forza del distretto è anche capire la direzione, dove andare. Tutto questo è un biglietto da visita per il Trentino”.

Elena Gentile, Eurodeputata Parlamento Europeo, ha invece ringraziato “le persone che traducono in atti e gesti le buone pratiche per migliorare la qualità delle persone dandone una definizione socioeconomica. Questa esperienza, quella dei distretti, è entrata nel mio vocabolario. Questi temi sono i temi che oggi discutiamo in Europa. La famiglia dentro una rete di nuove attenzioni e responsabilità”.

Il Festival si è chiuso con un video realizzato dagli studenti dell’Istituto Sacro Cuore di Trento che ha raccontato l’edizione dello scorso anno.


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