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Festa dell’Autonomia: a Trento celebrati i 70 anni dell’intesa De Gasperi-Gruber. Intervento del ministro Gentiloni

lunedì, 5 settembre 2016

Trento - Celebrati i 70 anni dell’accordo De Gasperi-Gruber. Le nuove sfide dell’Autonomia e l’intervento del ministro Gentiloni: “Fu un’intuizione visionaria”.Gentiloni - Trento0

“Alla base di tutto c’è il popolo, perché nemmeno la Repubblica, proprio così come nemmeno la nostra Autonomia esisterebbero se un popolo non l’avesse fortemente volute”. Questo il messaggio che il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha voluto lanciare oggi nel corso del suo intervento alla cerimonia per il 70^ anniversario dell’Accordo De Gasperi-Gruber, che ha visto la partecipazione del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, del presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti e del presidente del Consiglio delle autonomie locali Paride Gianmoena.

La cerimonia, moderata da Giampaolo Pedrotti, capoufficio stampa della Provincia, si è aperta con un’introduzione del professor Giuseppe Zorzi sul contesto storico in cui maturò l’accordo. In sala erano presenti i sindaci del Trentino, la delegazione parlamentare e il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.

Trento  autonomia 10

“L’Autonomia – ha detto Rossi – è la condizione per rendere più responsabile e compatto il territorio, per fare in modo che l’insieme delle sue risorse e dei suoi talenti si muova in maniera coerente, auto-rafforzandosi proprio nella comune appartenenza territoriale e perché quel territorio possa dare un suo e migliore contributo al senso di futuro della Repubblica”. “Se ieri l’autonomia era una condizione dell’essere, oggi – ha aggiunto Rossi – è una condizione del divenire. Il rischio è sempre, inesorabilmente, quello di guardare all’interno di noi stessi e al proprio passato più che al mondo esterno e al futuro. Noi delle Autonomie speciali vogliamo, invece, preservare identità e radici portandole nel futuro”.

“Un’intuizione visionaria, che ha dato il via ad una storia di successo”. Così, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha definito l’Accordo De Gasperi – Gruber. “L’Accordo – ha spiegato – anticipava i concetti di un’Europa senza frontiere, capace di proteggere le minoranze e di convivere pacificamente nelle diversità. Principi poi ripresi dai trattati che hanno dato vita all’Unione europea – ha detto il ministro. Grazie a quell’accordo la questione sudtirolese non è più stata un ostacolo, ma è diventata un’occasione che ha prodotto sviluppo economico e collaborazione transfontaliera ed è oggi vista come un modello per la risoluzione dei tanti conflitti contemporanei.

In questo sta – ha detto ancora Gentiloni – l’attualità dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Parlando dei fenomeni migratori, il ministro ha poi evidenziato che sarebbe un errore gravissimo tornare indietro rispetto alla libera circolazione di beni e merci e che non si risolve la questione alzando muri o barriere, tanto più al confine del Brennero, che rappresenta un simbolo europeo, “un luogo di conflitto – ha detto – trasformato in un luogo di pace e cooperazione”. “Far crescere un’Europa senza frontiere – ha concluso Gentiloni – non può essere un obiettivo retrocesso ad utopia, ma resta un impegno fondativo della Repubblica italiana, per oggi e per domani”.

Trento autonomia 10

“Una rilettura del “Patto Degasperi – Gruber”, scevra da polemiche e da pregiudizi ideologici – ha detto il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti – può rivelarsi utile ad un ragionamento di riscoperta del valore essenziale della cultura regionalista in questo Paese ed in tutto il continente. Può costituire, ancora una volta, il punto di incontro positivo di due profonde aspirazioni autonomistiche: quella trentina, figlia delle lunghe lotte condotte nei confronti di Vienna ed Innsbruck per ottenere un riconoscimento identitario ed istituzionale mai concesso; e quella sudtirolese, reduce dal dramma delle opzioni e della forzata italianizzazione imposta dal fascismo”.

“Mi pare oggi condivisa da tutti – ha detto il presidente del Consiglio delle autonomie locali Paride Gianmoena – la necessità di rappresentare l’autonomia, non come una concessione di privilegi dall’alto, ma come un doveroso, anche se per nulla scontato, “riconoscimento” della forte volontà, oltreché capacità, di autogoverno delle popolazioni di questa terra, che nella storia sono state accomunate da eventi particolari, talvolta anche drammatici e rispetto alle quali occorreva allora, in maniera improcrastinabile e occorre oggi, con sfaccettature diverse, garantire eguaglianza formale e sostanziale, assicurando, con apposite misure, il mantenimento delle peculiarità etniche, nonché lo sviluppo culturale ed economico”.


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