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Festa della donna a Trento: incontri e il messaggio dell’assessore Sara Ferrari

martedì, 8 marzo 2016

Trento –  Non è solamente un fatto etico, la mancata valorizzazione delle donne fa perdere competitività alla nostra comunità»: è iniziato con questo messaggio l’intervento dell’assessora provinciale alle pari opportunità Sara Ferrari in occasione della presentazione, in sala Belli del palazzo della Provincia, delle numerose iniziative organizzate per l’8 marzo (Nella foto a lato Eleonora Stenico, Sara Ferrari e Antonella Chiusole)

sara ferrari al centro

«Il tema che fa da cornice al calendario degli eventi – ha ricordato l’assessora – sono i 70 anni di voto alle donne in Italia».

Se ne parlerà e si farà il punto sulla partecipazione femminile alla vita pubblica e nei ruoli decisionali giovedì 10 marzo alle 20. 30 nella Sala di rappresentanza della Regione, assieme alla giornalista Lorella Zanardo e allo scrittore Filippo Maria Battaglia.

Che la presentazione delle iniziative per l’8 marzo offrisse la possibilità di parlare di diritti e rilanciare numerose altre tematiche creando un dibattito importante per la società, lo ha ricordato in apertura dell’incontro Luciano Malfer, dirigente dell’Agenzia per la Famiglia.

«I numeri attuali relativi alle donne nelle istituzioni – ha aggiunto l’assessora Ferrari – non sono ancora rappresentativi della presenza femminile nella società. Nei consigli comunali le donne sono il 26 per cento. Non aumenta il numero delle donne sindaco. Se\ i dati sono più confortanti per le giunte comunali e per le Comunità, con il 34% di donne nelle assemblee, lo si deve a precise previsioni di legge. Non abbiamo ancora recepito però, e su questo proseguiranno le iniziative politiche, la legge sulla doppia preferenza nelle elezioni amministrative per i comuni e quella sulla doppia preferenza nell’elezione del consiglio regionale e provinciale.»

In campo lavorativo, ha ricordato l’assessora, si sta facendo molto, con un’attenzione particolare ad approfondire, attraverso studi e ricerche, il ruolo della presenza femminile nei consigli di amministrazione del sistema pubblico e nel privato.

Inoltre si sta puntando sulla certificazione delle competenze all’interno del progetto Co-Manager, che in tre anni ha visto 39 sostituzioni temporanee di madri nel loro ruolo di manager di aziende.
In campo scolastico proseguono poi le attività di educazione alla relazione di genere, per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne e promuovere le scelte formative dei giovani, secondo i propri talenti e non per l’essere maschi o femmine.

La dirigente dell’Agenzia del Lavoro Antonella Chiusole ha sottolineato che esiste una correlazione tra occupazione femminile e Pil.

«In Trentino – ha detto – il tasso di occupazione femminile è al 62 per cento; la differenza tra occupazione maschile e femminile è al 14 % in Trentino e al 20 % in Italia. Questo significa che, se in Trentino va meglio che altrove, potremmo però avere nella nostra provincia 20mila donne lavoratrici in più, con effetti benefici sulla produzione di ricchezza e anche, l’esperienza svedese lo dimostra, su altri indici, come quelli legati alla natalità.»

La Consigliera di parità Eleonora Stenico ha ricordato che «nonostante si faccia molto, in Trentino, ancora oggi, circa 300 donne all’anno lasciano il lavoro al momento della nascita di un figlio».

La presidente della Commissione pari opportunità Simonetta Fedrizzi ha rimarcato l’importanza di un’equa rappresentanza di genere nella politica.

In conclusione tre studentesse di una classe terza del liceo delle scienze umane «Filzi» di Rovereto hanno presentato il progetto «Reset».

Con il loro impegno sono riuscite a trovare sostegno pubblico e privato per un viaggio di ricerca scientifica alle isole Svalbard nell’Artico, scardinando lo stereotipo che vuole le ragazze non interessate alla scienza.


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