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Federfarma: all’assemblea lombarda confronto sul nuovo sistema socio sanitario. Maroni: “Farmacie presidi sul territorio”

domenica, 7 febbraio 2016

Milano -  ”Le farmacie sono importanti presidi sul territorio e l’aumento dei servizi, anche nel sociale, che vogliono offrire ai cittadini e’ coerente con l’evoluzione del Sistema socio-sanitario che abbiamo avviato”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, che ha partecipato, a Milano, all’evento organizzato da Federfarma ‘Il ruolo della farmacia nel nuovo Sistema sociosanitario lombardo – Prospettive e sviluppi’.

Federfarma

PUNTO DI RIFERIMENTO
“Voglio accogliere la richiesta che arriva dagli operatori del settore” ha spiegato il governatore, perché “e’ coerente con la nostra legge di riforma e perché affidare alle farmacie maggiori compiti rispetto alla sola erogazione delle medicine, e’ una buona idea.

La gente si fida del farmacista che vede come un punto di riferimento nel proprio quartiere o paese; inoltre, migliorare l’efficienza nell’erogazione dei servizi vuole dire ridurre i costi. Questa è   la sfida vera: aumentare i servizi ai cittadini, senza aumentare i costi, ma migliorando la nostra spesa”.

ZERO DEFICIT
Nel suo intervento il presidente lombardo ha proprio sottolineato che “la Lombardia, a differenza di altre Regioni, ha deficit zero in Sanita’”. “Questo – ha garantito – ci consente di non avere bisogno di ‘tagliare’. Anzi, tutto quello che risparmieremo con la nuova legge di riordino del Sistema sociosanitario (a regime circa 400 milioni) sara’ interamente reinvestito nel Sistema stesso”.

NUOVO MODELLO
L’obiettivo, ha sottolineato Maroni, “e’ quello di migliorare ulteriormente”, ma partendo da un sistema che gia’ oggi “e’ un sistema d’eccellenza”, che “abbiamo l’ambizione di far diventare non più solo modello in Italia, ma in tutta Europa”. Per questo motivo, ha ribadito, “La nostra legge non l’abbiamo chiamata ‘riforma’, ma ‘evoluzione’, perché ‘riforma’ evoca qualcosa che non funziona, mentre il nostro Sistema garantisce già i più alti standard nazionali”.

PERCORSI PERSONALIZZATI
Il cambiamento impostato, ha evidenziato il numero uno di Palazzo Lombardia, “guarda alla società del futuro, tenendo conto dell’aumento dell’eta’ e della cronicità e prevedendo dei percorsi personalizzati di assistenza per tutti i cittadini”. “Bisogna passare – ha detto ancora – da ‘curare la persona’ a ‘prendersi cura della persona’. Per questo i nuovi direttori dovranno preoccuparsi di prendersi cura della persona, finché non guarisce o si stabilizza. Questa e’ la sfida vera, la personalizzazione dei percorsi”.

NAZIONALE
Il Sistema lombardo, ha sottolineato Maroni, “e’ difforme rispetto al Sistema nazionale, ma il Governo non ha impugnato la nostra legge, come avrebbe potuto fare, di fronte alla Corte Costituzionale, perché ne ha riconosciuto il  valore di innovazione. Anzi, se la norma otterrà i risultati che si prefigge, diventerà un nuovo modello per il Sistema italiano.

Ancora una volta la Lombardia dimostra di saper guardare avanti ed essere un punto di riferimento. E’ un grande riconoscimento, ma anche un’importante responsabilita’. Anche per questo ho deciso di seguire personalmente la fase di ‘start-up’, assumendo la delega al Welfare”.

CRITICITA’ RISORSE
Maroni non ha taciuto i problemi legati alla continua riduzione di risorse da parte del Governo di Roma, che ”ha deciso, ancora una volta, tagli lineari, che ci penalizzano.

L’aumento di un miliardo del Fondo sanitario (passato da 110 a 111 miliardi), infatti, non copre neanche i nuovi costi, pari a 1,8 miliardi”. “Quindi – ha aggiunto – dovremo trovare risorse aggiuntive, per garantire quanto abbiamo fatto nel 2015. Io non voglio ne’ diminuire i servizi, ne’ aumentare i ticket”. “Al contrario – ha garantito - intendo continuare nella politica di riduzione dei costi per i cittadini. E riusciremo a centrare questo obiettivo proprio grazie alla nostra evoluzione del Sistema socio-sanitario”.


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