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Euregio, il Governatore del Trentino Ugo Rossi assume la presidenza: “Puntiamo a un laboratorio di democrazia”

giovedì, 19 novembre 2015

Bruxelles – Il Trentino alla guida del Gruppo europeo di cooperazione territoriale, Euregio. Memoria, convivenza, benessere e opportunità. Queste le quattro sfide “Euro regionali” che il Governatore del Trentino Ugo Rossi ha indicato nell’assumere la presidenza del Gruppo europeo di cooperazione territoriale Tirolo-Alto Adige-Trentino. “Dobbiamo fare dell’Euregio – ha detto Rossi – un laboratorio di democrazia declinato al futuro, dinamico, snello e attrattivo, utile per le nostre comunità, ma anche per Roma e Vienna. Un punto di riferimento, per un’Europa sempre più esposta alla paura e alla Euroregio 1chiusura” (Nella foto da sinistra Kompatscher, Rossi e Parker)

 PASSAGGIO DI TESTIMONE 

Dopo aver ringraziato il collega Platter per la passione che ha saputo infondere nel progetto dell’euroregione, il governatore del Trentino ha riassunto in alcune parole chiave la filosofia che ispira le proposte discusse oggi dalla Giunta e dall’assemblea.

“La prima sfida – ha spiegato Rossi – è quella di conoscere meglio la storia passata, anche per combattere ogni forma di risorgente nazionalismo. Serve più memoria storica su tutto quello che è avvenuto prima e dopo la Grande guerra e fino ai giorni nostri. Dobbiamo quindi promuovere – ha aggiunto ricordando l’incontro che si è tenuto stamani con le tre Università – un rafforzamento ed una migliore integrazione della ricerca scientifica, in ambito storico, dell’insegnamento universitario e della divulgazione storica”.

“La seconda sfida – ha proseguito il neo presidente del GECT – è quella della convivenza, tra partecipazione e innovazione, a partire da un forte investimento sul capitale sociale e umano. I progetti promossi dal “Fondo Euregio per la ricerca” vanno in questa direzione, così come l’idea di istituire una Euregio Family Card e di creare una “Euregio Community” anche nel campo delle start up. “Abbiamo parlato di un sogno – ha aggiunto Rossi – che è quello di realizzare una scuola di alta formazione post universitaria per formare quadri amministrativi con un approccio europeo. Un modo insomma per alzare ulteriormente il livello di eccellenza e dare anche piccolo contributo anche all’Europa stessa, attirando giovani che potrebbero scegliere di specializzarsi sul nostro territorio”.

La terza sfida – ha detto ancora Rossi – è quella di promuovere una concezione integrale, non solo economica, del benessere, secondo una lungimirante azione di modernizzazione e di sviluppo dello spazio alpino. Per questo dobbiamo lavorare su l’interazione fra natura, cultura e comunità, con la necessità di scambiarci conoscenze e modelli di best practice, anche in termini di Euregio sociale, di politiche interculturali, ambientali, di protezione civile e di sanità.
“Benessere non significa solo saper usare al meglio ciò che di buono è stato fatto in tema di sviluppo, ma lavorare anche su infrastrutture come la banda ultra larga, l’energia e l’ambiente. In questo senso vanno lette le delibere approvate oggi in materia di mobilità e trasporti finalizzate a lavorare assieme sotto il profilo operativo ma anche per convincere i decisori nazionali ed europei dell’importanza della logica di corridoio, oltre che consentirci di affrontare assieme il tema della tariffe, con quell’obiettivo di spostare il traffico dalla gomma alla rotaia che ispira anche la decisione di potenziare il sistema RoLa grazie anche a finanziamenti disposti dalla Regione Trentino Alto Adige Suedtirol”

Infine – ha concluso il governatore del Trentino – la sfida forse più difficile, ma nel contempo più stimolante. Fare dell’Euregio la “casa” delle opportunità e del merito per le nuove generazioni, a cominciare dal tempo della scuola e dell’università. Questo significa promuovere secondo un modello “europeo”, fortemente innovativo, gli scambi già in atto tra scuole primarie e secondarie a tutti i livelli nel segno del trilinguismo e sostenere pienamente l’accordo già sottoscritto fra le nostre tre università”.


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