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Esportazione parallela di farmaci, il senatore Panizza (PATT) chiede l’intervento del Governo

mercoledì, 20 luglio 2016

Trento – Il senatore Panizza (Patt) chiede che il governo intervenga contro l’esportazione parallela di farmaci. ”La Commissione Industria del Senato ha approvato un mio ordine del giorno al ddl sulla Concorrenza con il quale si impegna il Governo ad affrontare i problemi derivanti dall’esportazione parallela dei farmaci, una pratica messa in atto dai distributori all’ingrosso delle case farmaceutiche, con la conseguenza talune volte di una carenza, se non addirittura di un’indisponibilità, di alcuni medicinali”. Lo dice in una nota il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (Nella foto a lato).

“L’esportazione parallela – spiega Panizza – è una pratica del tutto legale che in Europa ha un giro d’affari di quasi 5 miliardi e mezzo d’euro. In sostanza i distributori all’ingrosso delle case farmaceutiche orientano il prodotto in quei paesi dove il prezzo dei farmaci di classe A è più alto, a discapito di paesi come l’Italia.

È evidente che tutto questo costituisce un problema. I farmaci interessati in molti casi sono “unici”, cioè non esiste uno alternativo o sostitutivo. Si va dagli antibiotici, agli antidepressivi, agli antitumorali, ai farmaci per l’emicrania, a quelli per combattere l’asma e gli attacchi epilettici.

Su questo – continua Panizza – il Ministero della Salute ha provato a mettere un argine, con un provvedimento che imponeva ai distributori che esportano l’obbligo di garantire un assortimento permanente di medicinali, sufficiente a rispondere alle zone da loro servite e di provvedere alla consegna delle forniture richieste sul territorio nazionale. Il tutto anche con l’obiettivo di contrastare i possibili traffici illeciti attraverso la falsificazione dei documenti d’accompagnamento.

Tuttavia il provvedimento non ha sortito gli effetti sperati: per contrastare il fenomeno sarebbe necessario estendere la tracciatura del farmaco anche a livello europeo, così da poter controllare esattamente dove le confezioni vengano realmente vendute. La tracciabilità europea consentirebbe, infatti, di avere un quadro chiaro e preciso dei movimenti dei farmaci in uscita dall’Italia, restituendo trasparenza ad un mercato che al momento presenta punti di oscurità da risolvere urgentemente.

Oppure – dice ancora Panizza – si potrebbe fare come nel Regno Unito dove è stata introdotta la sunset clause (clausola del tramonto): ai grossisti viene revocata l’autorizzazione se, dopo un’ispezione obbligatoria, non risulti che il grossista abbia iniziato l’attività di distribuzione vera e propria ovvero non abbia soddisfatto i requisiti richiesti (per esempio, non detenga il 90 per cento dei farmaci).

Spero – conclude il senatore trentino – che da parte del Governo ci sia una risposta rapida ed efficace. È un tema che, in prospettiva, può diventare davvero preoccupante, fino a minare il fondamentale diritto alla salute dei cittadini. Per questo non può in alcun modo essere sottovalutato”.


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