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Ecosistema scuola 2017: tutti i dati sugli edifici scolastici nei capoluoghi lombardi

mercoledì, 18 ottobre 2017

Brescia – Edifici scolastici sotto i riflettori. L’indagine annuale Ecosistema Scola 2017, il Rapporto che ogni anno Legambiente redige per fare il punto sullo stato di salute delle scuole italiane, mette in luce una situazione a macchia di leopardo: in Lombardia i complessi scolastici sono mediamente più vecchi rispetto a quelli della media nazionale, solo il 3% risulta edificato dal 1991 al 2016, contro una media nazionale del 9,8%.

«La nostra regione ha un patrimonio scolastico tra i più vecchi in Italia – ricorda Luca Petitto, responsabile scuole di Legambiente Lombardia – Sono ancora molti gli edifici che necessitano di manutenzione urgente e risultano privi di certificazioni importanti, come quella di idoneità statica e di agibilità. Le strutture sono insicure, sprecano energia e pertanto sono poco adatte ad ospitare degli studenti. La sicurezza e la salute di studenti, insegnanti e lavoratori del mondo della scuola non vanno messe in secondo piano».

Secondo i dati raccolti nel dossier, più di un edificio su due delle città capoluogo necessita di interventi di manutenzione urgenti (52,8%), che riguardano in particolar modo l’impiantistica, la prevenzione incendi, il superamento delle barriere architettoniche, nonostante negli ultimi 5 anni la manutenzione straordinaria abbia riguardato il 42,3%. Urgenza di interventi che trova riscontro in alcuni dati sulla presenza o meno di certificazioni, visto che solo il 29,7% degli edifici risulta in possesso dell’attestazione di prevenzione incendi (contro il 47,4% della media nazionale), il 50,5% di impianti elettrici a norma (contro l’84,2%), il 51,2% dell’agibilità (contro il 61,2%). Bergamo è l’unica città lombarda a dichiarare di avere tutti gli edifici scolastici con certificato di collaudo statico, di agibilità, di prevenzione incendi, impianti elettrici a norma e agibilità igienico-sanitaria. Sul fronte amianto tutti i Comuni capoluogo dichiarano di aver effettuato il monitoraggio: il 10,2% degli edifici scolastici presenta casi certificati, l’1% casi sospetti,  le azioni di bonifica hanno riguardato negli ultimi due anni il 6,2%. Solo il 5,8% degli edifici scolastici vede la presenza di impianti di energia rinnovabile, contro la media nazionale del 18.1%. Il 2% delle scuole regionali è costruito secondo criteri antisismici: se la verifica di vulnerabilità sismica risulta eseguita sul 10,1% degli edifici, sono il 30,1% quelli dove sono state effettuate le indagini diagnostiche dei solai, mentre gli interventi di messa in sicurezza ha riguardato il 12,4% nello scorso anno.

Il dossier conferma anche quest’anno le performance positive di alcune città capoluogo di provincia per quanto riguarda la capacità di spesa, sia per interventi di manutenzione straordinaria che ordinaria. Unica delle città lombarde nella top five italiana è Varese, con una media di oltre 37mila euro a edificio. Como e Cremona risultano tra le città per le quali le amministrazioni hanno espresso una maggiore esigenza di realizzare interventi di manutenzione urgenti. Sulla spinta di questa necessità, Cremona, insieme a Brescia, si distingue per aver effettuato, nel 2016, i maggiori interventi di manutenzione dei solai, mentre a Lecco, Mantova e Sondrio, negli ultimi due anni, sono state effettuate le indagini diagnostiche dei solai di tutti gli edifici.

Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, quasi il 70% delle scuole sono coperte da rete wi-fi, mentre solo il 5,6% possiede una rete completamente cablata applicando così il principio di precauzione nei confronti dell’esposizione al rischio elettromagnetico. Un situazione che affligge il 30,1% delle strutture, che sorgono in prossimità di antenne cellulari e 10,4% vicino ad emittenti radio televisive. Altri fattori di rischio ambientale sono costituiti dalla presenza tra 1 e 5 km di industrie per il 25,3% degli edifici, di discariche per il 13,7%, di aeroporti per il 19,4%.

Un problema al quale è esposta la quasi totalità delle scuole, però, è quello dell’inquinamento atmosferico dovuto allapresenza di polveri sottili legate al traffico veicolare, che raggiungono picchi elevati negli orari di ingresso e uscita da scuola. In una regione che quotidianamente affronta il problema dello smog, il mezzo privilegiato per recarsi a scuola resta ancora purtroppo l’automobile. A riprova di questa situazione, il circolo di Legambiente Cormano in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale qualche anno fa ha condotto uno studio sulla presenza dei black carbon nelle strade adiacenti alle scuole del territorio, misurando con un dispositivo che rileva le micro particelle inquinanti nell’aria, posto sia sul tetto dell’istituto che sul marciapiede all’altezza di un bambino. Si tratta di un inquinante formato da polveri ultrafini di dimensioni inferiori a 0,1 micron che non viene rilevato dalle centraline Arpa, ma che risulta particolarmente dannoso per l’organismo umano in quanto non si ferma nelle vie respiratorie, penetrando invece nei polmoni e nel sangue. L’analisi ha prodotto dati preoccupanti:

Black Carbon (Nanogr/m3)                      Sul tetto           Livello marciapiede     Differenza

25/9 dalle 15,50 alle 16,50                             1.260                         2.704                        + 1.444 (+115%)

26/9 dalle 7,50 alle 8,55                                  7.440                       11.128                       + 3.688 (+50%)

26/9 dalle 15,50 alle 16,50                             1.177                          2.147                         +  970   (+82%)

27/9 dalle 7,50 alle 8,55                                12.325                       13.731                       + 1.406 (+11%)

L’esperienza di Cormano ha avuto l’effetto positivo di aumentare notevolmente la sensibilità di genitori e istituzioni sul problema della qualità dell’aria, portando alla delibera di blocco parziale della via di accesso alla Scuola 1° Maggio in occasione dell’entrata e dell’uscita dei ragazzi. Questo intervento, unito ad un lavoro di informazione sulle possibili alternative di mobilità, ha portato all’aumento dell’86% dei partecipanti al Pedibus. A Milano negli ultimi anni Legambiente con la collaborazione della Cooperativa ABCittà ha diffuso il Pedibus, promosso dal Comune di Milano, come strumento di mobilità per recarsi a scuola. Il progetto ha coinvolto 73 scuole milanesi per un totale di 102 linee certificate dalla Polizia Locale che ha permesso agli studenti di sperimentare e condividere questa pratica, grazie al coinvolgimento dei volontari  per garantire la sicurezza del tragitto.

«Si rende sempre più urgente una politica che punti a migliorare la mobilità per recarsi a scuola e garantisca che le aree adiacenti alle scuole siano più sicuri e a misura di bambino. – sottolinea Luca Petitto, responsabile Scuola e Formazione di Legambiente Lombardia – Solo il 9% delle scuole lombarde, infatti, usufruisce di un servizio Pedibus; soltanto l’1,5% degli istituti rientra in zone a traffico limitato e il 24% ha attraversamenti pedonali dedicati».

Il Rapporto completo Ecosistema Scuola 2017 è consultabile su: https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-scuola-2017


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