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Economia legale e sicurezza sul lavolo, firmato protocollo in Trentino

martedì, 7 luglio 2020

Trento – Tutelare l’economia legale attraverso la lotta al commercio di prodotti contraffatti e pericolosi ed il contrasto al lavoro nero o irregolare, all’abusivismo commerciale ed ai tentativi di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria, sono gli obiettivi del patto alla legalità firmato oggi, sotto forma di un Protocollo d’intesa, nella Sala Depero, del palazzo della Provincia autonoma di Trento, alla presenza del Commissario del Governo Sandro Lombardi, dai massimi rappresentanti di Istituzioni pubbliche, Enti, Sindacati, Associazioni di Categoria, d’imprese e di consumatori, Consorzi di produttori del Trentino e non solo, tra i quali, in particolare, oltre al Comandante Regionale Trentino - Alto Adige della Guardia di Finanza, Gen. B. Ivano Maccani, il Presidente della Provincia Autonoma Maurizio Fugatti, il Procuratore Distrettuale della Repubblica di Trento Sandro Raimondi, il Procuratore della Repubblica di Rovereto Aldo Celentano, il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Bort, il Rettore dell’Università degli Studi di Trento Paolo Collini ed altre 17 autorità.

raiCon loro infatti, hanno preso parte alla firma dell’accordo anche i Direttori di INPS ed INAIL, i Presidenti nazionali di Codacons e Indicam, i Presidenti del Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti del Trentino, del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, del Consorzio Tutela Vini del Trentino, della Federazione Trentina della Cooperazione, dell’Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini, di Coldiretti, di CIA, di Confagricoltura, di AcliTerra e dell’Associazione Contadini Trentini, nonché i Segretari provinciali di CGIL, CISL e UIL, anche in veste di rappresentanti di Federconsumatori, Adiconsum e ADOC.

Questo “Patto” a tutela dell’economia legale, per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi, al lavoro nero/irregolare e all’abusivismo commerciale” rappresenta un unicum a livello nazionale, per numero ed entità degli attori coinvolti, nonché per gli ambiziosi obiettivi che intende perseguire in quanto, con un approccio trasversale, mira a tutelare nel suo complesso l’economia sana da fenomeni di infiltrazione della criminalità economico – finanziaria ed altri illeciti intimamente correlati, quali la contraffazione in tutte le sue accezioni, il lavoro nero e irregolare ed il “caporalato”, così come fortemente auspicato dal territorio trentino.

L’iniziativa, partendo da un dato di fatto, ovvero “chi meglio di chi vive il territorio conosce i problemi che lo caratterizzano” e dalla constatazione delle oggettive difficoltà per commercianti, agricoltori, artigiani, industriali, ecc. di sapere come, a chi e quando comunicare una situazione illecita, talvolta esponendosi al rischio di ritorsioni, ed ispirandosi anche ad una sempre più crescente “domanda di sicurezza”, si pone l’obiettivo di poter disporre e valorizzare sul territorio “sensori” qualificati, quali, in particolare, le associazioni di categoria, gli Enti Locali, i Sindacati, le Associazioni a tutela dei consumatori, ecc., tutelando, nel contempo, l’identità dei segnalanti.

Altra peculiarità del progetto risiede nel coinvolgimento del mondo accademico trentino, non solo in termini di attrezzature e laboratori per le verifiche tecniche sui prodotti oggetto di accertamento, ma di ricerca scientifica, applicazione di metodi innovativi e nuove tecnologie investigative, inclusa l’analisi di informazioni tramite algoritmi evoluti.

L’accordo, oltre allo scambio di informazioni, al supporto alle indagini, al raccordo investigativo ed all’assistenza logistica, tecnica e tecnologico – scientifica da parte della Provincia Autonoma, della Camera di Commercio e dell’Università di Trento, prevede la promozione di una vera e propria “cultura della legalità”, attraverso iniziative di formazione ed informazione rivolte ad imprese, associati, consumatori, utenti, studenti e cittadini in generale, nonché l’esecuzione di attività ispettive congiunte, soprattutto in relazione a fenomeni particolarmente complessi, concernenti il lavoro nero, con INPS e INAIL.

Un ruolo centrale assumerà la “Cabina di Regia”, presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino – Alto Adige, con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti preventivamente filtrate dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni di Categoria e Sindacali e dalla Provincia di Trento, per trasformarle in preziosi spunti d’indagine, per i Reparti della Guardia di Finanza dislocati sul territorio e le Procure della Repubblica.

Ancor prima della stipula sono già pervenute numerose segnalazioni riflettenti situazioni anomale, d’interesse sia sotto il profilo di possibili operazioni di riciclaggio che, nel delicato contesto del caporalato, del lavoro nero e/o irregolare.

In tale ottica, la Camera di Commercio di Trento ha già istituito, nel 2019, uno specifico “Sportello sicurezza”, a disposizione di imprese, artigiani, agricoltori ecc.., al fine di raccogliere le segnalazioni provenienti dai “sensori”, renderle “qualificate” ed inoltrarle alla “Cabina di Regia”.

Analogo sportello è in fase di attivazione, presso la Provincia Autonoma di Trento, per convogliare le segnalazioni degli Enti Locali, Sindacati, Associazioni di categoria e di tutela dei consumatori.

L’analisi dei dati e delle notizie già pervenuti ha permesso ai Reparti operativi di avviare delle attività ispettive, conclusesi con importanti risultati, e di stroncare, sul nascere, alcuni fenomeni illeciti, connessi, per lo più, all’illecita somministrazione e/o impiego di manodopera, nonché di individuare possibili tentativi di infiltrazione, nel tessuto economico trentino, da parte di soggetti di etnia est-europea e mediorientale interessati all’acquisizione di importanti strutture turistiche.

Queste preliminari risultanze testimoniano la “bontà” dell’accordo, sia in termini di tempestività – in quanto garantisce la possibilità di conoscere e combattere, sul nascere, le manifestazioni di illegalità, che tentano di radicarsi nel territorio -, che di concreta attuazione della complessiva strategia, volta al contrasto di ogni forma di illegalità economico-finanziaria e di infiltrazione della criminalità, mirando a ricostruirne ed a colpirne gli interessi finanziari, economici ed imprenditoriali.

L’essere giunti a concretizzare questo strategico progetto, in questa delicata fase di progressiva ripresa delle attività economiche, ne aumenta l’assoluta rilevanza rispetto allo scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese”, nella delicata fase post emergenza.

Per essere più efficaci di fronte ad un “nemico” che cerca di ramificarsi, anche la risposta si è ramificata, collegando una molteplicità di professionalità, energie, informazioni e perseguendo strategie investigative innovative.

Le regole sono chiare, vanno rispettate e sono valide per tutti. Con questo protocollo, sul rispetto delle regole, vigila un’intera comunità, con la quale la criminalità economico-finanziaria cerca di confondersi, nella quale cerca di infiltrarsi.

Il plauso di Coldiretti

“Questo documento -afferma Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige- è il frutto di un grande lavoro di squadra che ha visto coinvolti soggetti sia pubblici che privati, un’operazione importante sia per quanto riguarda la battaglia contro la contraffazione dei prodotti made in Italy e made in Trentino, sia per il contrasto al fenomeno del lavoro nero. Ci riteniamo soddisfatti per aver contribuito alla stesura di un Protocollo che si basa su pilastri per noi fondamentali quali la legalità, il rispetto delle regole e la tutela delle imprese locali”.

Un plauso arriva anche dal presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini che sostiene che “la criminalità nell’agroalimentare costa al Sistema Paese 24,5 miliardi di euro, infiltrandosi in un tessuto sociale reso oggi più debole dalla crisi causata dalla pandemia e appropriandosi di vasti comparti del settore e dei guadagni che ne derivano, a danno della concorrenza, del libero mercato legale e dell’imprenditoria onesta. Gli ottimi risultati dell’attività di contrasto da parte delle forze dell’ordine vanno sostenuti con un impegno comune per la legalità ma anche da un sistema punitivo più adeguato, con l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti”.

Con la firma del Protocollo entrerà formalmente in funzione presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige un’apposita “cabina di regia” con il compito di elaborare, gestire, analizzare, approfondire ed integrare le segnalazioni di illeciti già preventivamente filtrate dalla Camera di Commercio, dalle Associazioni di Categoria e Sindacali  e dalla Provincia di Trento, nell’ottica di trasformare le stesse in preziosi spunti d’indagine per i Reparti della Guardia di Finanza dislocati sul territorio del Trentino.

Dichiarazione del presidente Carlo Sangalli

“Esprimo grande apprezzamento per l’accordo che viene firmato a Trento in materia di lotta alla contraffazione, un fenomeno che, secondo l’Unione europea, costa all’Italia oltre 10 miliardi di euro di fatturato l’anno”, dichiara il presidente Carlo Sangalli.

“La collaborazione tra istituzioni in questo settore è fondamentale. La contraffazione costituisce una minaccia sempre più grave per le imprese e i consumatori e infligge grandi perdite in particolare al made in Italy, alle eccellenze italiane. La lotta alla contraffazione è uno dei compiti istituzionali delle Camere di commercio, perché questo fenomeno inquina le regole del mercato e penalizza gli imprenditori onesti. In particolare, con i Comitati provinciali per la lotta alla contraffazione le Camere effettuano una preziosa attività di monitoraggio e promuovono progetti di sensibilizzazione e programmi operativi per supportare le imprese e i cittadini. Porteremo all’attenzione del mondo imprenditoriale questa interessante iniziativa, per alimentare sempre più la cultura della legalità”.

I sindacati: “Un passo avanti contro il lavoro irregolare”

“Con la firma di oggi si pongono basi solide per rafforzare la lotta al lavoro irregolare e allo sfruttamento dei lavoratori, in primis nel comparto agricolo, ma non solo. Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto. Adesso la sfida è dare concretezza a questi impegni rendendo il nostro territorio un luogo in cui la sicurezza e la regolarità al lavoro, il contrasto alla contraffazione e al commercio irregolare siano una priorità”. E’ con queste parole che i segretari generali di Cgil Cisl Uil commentano i contenuti del Protocollo a tutela dell’economia legale firmato questa mattina in Provincia e sottolineano l’importanza che questo sia un primo passo in vista di un ampliamento a tutti i settori. “Il testo è il punto di arrivo di un lavoro meticoloso portato avanti, per quanto ci riguarda, dai segretari generali del comparto agricolo, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Maurizio Zabbeni, Fulvio Bastiani e Fulvio Giaimo – proseguono i tre segretari -, ed è il tassello fondamentale per avviare in Trentino la rete del lavoro regolare prevista nella legge nazionale di contrasto al caporalato. Fondamentale è stato anche l’impegno delle forze dell’ordine ed in particolare della Guardia di Finanza con i colonnelli Claudio Pascucci e Ivano Maccani. Con questa firma la nostra provincia può diventare un modello positivo a livello nazionale per la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori. Riteniamo particolarmente significativa la centralità che il protocollo riconosce non solo alla repressione dei fenomeni illeciti, ma anche alla formazione. Crediamo che favorire una cultura della legalità all’interno dei luoghi di lavoro e tra i lavoratori sia un tassello fondamentale per costruire la consapevolezza dei diritti e dell’importanza del rispetto delle regole anche tra i lavoratori”. Cgil Cisl Uil sottolineano anche l’importanza della regolarizzazione dei lavoratori stranieri “fondamentale per contrastare caporalato e irregolarità”.

Il testo riconosce la centralità del contratto nazionale di comparto e il ruolo dell’Ente bilaterale di settore, EBTA. Nel dettaglio le organizzazioni dei lavoratori, ed in particolare Flai, Fai e Uila, svolgeranno attraverso EBTA un’azione di sensibilizzazione e informazione sui contenuti del protocollo; si impegnano inoltre a fungere da “sensori” sul territorio e negli ambienti di lavoro per rilevare fenomeni di irregolarità segnalando alla Guardia di Finanza “le misure o i contesti su cui ritiene opportuno siano indirizzate eventuali attività di analisi e approfondimento, fornendo informazioni ed elementi ritenuti utili”; raccoglieranno infine le segnalazioni su presunti illeciti.



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