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Economia: le figure professionali più richieste in Trentino

lunedì, 11 novembre 2013

Trento – L’occupazione e le ricerche di figure professionali in Trentino. L’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio di Trento ha ultimato il lavoro di raccolta e pubblicazione dei risultati provinciali relativi all’indagine Excelsior per il 2013, realizzata da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. “Secondo le stime più recenti – ha spiegato Adriano Dalpez, Presidente della Camera di Commercio di Trento – nel 2013 il Prodotto interno lordo del nostro Paese segnerà un calo dell’1,8% confermando il prolungamento della fase di recessione, avviatasi a partire dalla fine del 2011″.borgo

LO SCENARIO

“La debolezza del sistema economico – prosegue Dalpez – produce preoccupanti conseguenze sul mercato del lavoro: dalla metà del 2011 a oggi le persone in cerca di occupazione sono aumentate di oltre un milione di unità, facendo salire il tasso di disoccupazione al 12,5%. Seppur non agli stessi livelli di drammaticità, la fase di congiuntura negativa sta iniziando a incidere pesantemente anche sul mercato del lavoro della nostra provincia dove il livello di disoccupazione ha superato il 6%”. “Uno strumento  - aggiunge – come il sistema informativo Excelsior, dedicato proprio a questi temi, assume dunque un’importanza fondamentale: per le istituzioni chiamate a varare misure anticrisi, per le imprese che vogliono investire nelle risorse umane e, infine, per le giovani generazioni che prossimamente dovranno compiere scelte strategiche per la loro formazione”.

L’INDAGINE

E’ riferita all’ambito provinciale, quest’anno rileva una situazione in peggioramento rispetto al passato. Le imprese trentine che prevedono di assumere sono il 20,8%, un valore in ulteriore diminuzione se confrontato con il dato, già negativo, dello scorso anno (22,9%) e sensibilmente inferiore rispetto ai valori riferiti al periodo 2007-2011, che si erano sempre collocati al di sopra del 30%.  Questa diminuzione delle intenzioni di assunzione si manifesta trasversalmente in tutti i settori e, nel 2013, affligge in maniera equivalente il comparto industriale e il settore dei servizi. Scendendo nei dettagli dell’indagine, emerge che in Trentino la quota di imprese che manifestano l’intenzione di effettuare nuove assunzioni appare più elevata rispetto sia a quella Nord Est sia a quella media nazionale, anche se di fatto determinata dalla maggiore offerta in loco di impieghi a carattere stagionale. Se si considerano le assunzioni non stagionali previste in provincia di Trento per il 2013, le figure richieste riguarderanno, secondo una classificazione di merito, le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione con una previsione di 590 assunzioni, pari al 13,1% rispetto al totale.

 

LE RICHIESTE

Sono inoltre previste 470 assunzioni, pari al 10,4%, che riguarderanno le professioni tecniche (in particolare si segnala la richiesta di 130 tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive e di 70 tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni) e, al livello intermedio, 630 assunzioni di impiegati (14,0%) e 680 (15,1%) riguardanti le professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi (tra cui 250 esercenti e addetti nelle attività di ristorazione e 220 addetti alle vendite al minuto). Seguono poi 730 artigiani e operai specializzati (16,4%) e 420 conduttori di impianti e operai semiqualificati addetti a macchinari fissi e mobili (9,4%), tra cui 150 conduttori di veicoli a motore, e infine 960 assunzioni (21,5%) inerenti le professioni non qualificate, tra cui 810 per servizi di pulizia. Gli artigiani e operai specializzati sono le figure professionali di più difficile reperimento, in particolare quelli addetti alle rifiniture delle costruzioni, i fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica e professioni simili.

LE CARENZE 

Notevoli difficoltà si hanno anche nel reperimento di ingegneri e professioni assimilate. Appare positivo il fatto che in Trentino si rilevi una quota di assunzioni ad elevata qualificazione superiore alla media nazionale (7,2%) e al Nord Est (6,7%); tuttavia, e questo invece è un aspetto negativo, per la prima volta in provincia si registra anche una più alta quota di assunzioni nelle professioni non qualificate (21,5% contro il 13,1% a livello nazionale e il 13,2% del Nord Est). Considerate le tipologie di richieste professionali è naturale che vi sia un collegamento con i relativi titoli di studio. Nel 40,0% dei casi è necessaria la sola scuola dell’obbligo, nel 34,8% un titolo di scuola secondaria, mentre per il 14,5% dei casi è indispensabile essere in possesso di diplomi e lauree universitarie, maggiormente richiesti dalle imprese medie e grandi e prevalentemente nel settore dei servizi. La formazione scolastica non costituisce comunque l’unico percorso utile a raggiungere la competenza complessiva richiesta dal datore di lavoro, anzi, per il 57,2% delle assunzioni, è necessario disporre anche di un’esperienza specifiche.


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