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Dreier Landtag: i presidenti Dorigatti, van Staa e Widmann sulla questione Brennero e profughi

giovedì, 21 aprile 2016

Trento – Vertice tra i Consigli provinciali di Bolzano, Trento e del Tirolo, con i tre presidenti Thomas Widmann, Bruno Dorigatti e Herwig van Staa che hanno riferito su quanto deciso ieri sera e questa mattina, in particolare sulla questione profughi.

Il presidente del Consiglio provinciale di Trento Bruno Dorigatti ha sottolineato che ieri sera era stato trattato l’urgente tema dei profughi e della frontiera del Brennero, e la consapevolezza dei tre territori di agire insieme e di sollecitare l’Europa.

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«Abbiamo sottoscritto un documento possibile, per sottolineare l’unità tra di noi. La chiusura del Brennero rappresenterebbe un grande passo indietro, e la mozione contiene anche l’elemento forte della solidarietà»

Dorigatti ha quindi fatto riferimento a segnali nuovi, come i colloqui di Federica Mogherini con i rappresentanti politici austriaci, e sottolineato il condizionamento sul tema che deriva dalle elezioni presidenziali austriache.
Ha poi fatto riferimento alle 27 mozioni in discussione, che hanno l’obiettivo di rafforzare i territori in una situazione di forte competizione europea, che i tre territori non saprebbero affrontare singolarmente: esse riguardano sociale, lavoro, economia, ambiente, trasporto, solidarietà.

Il percorso dei tre territori nell’assemblea interregionale si trova in una fase delicata, e deve darsi una struttura istituzionale nuova: si tratta del GECT, che può dare in contributo notevole, diventando la controparte delle tre assemblee legislative.

Questo non vuol dire togliere sovranità territoriale, ma fare un passo avanti. Herwig van Staa, presidente del Landtag tirolese, ha ringraziato i colleghi presidenti Dorigatti e Widmann, il primo per l’organizzazione, il secondo per la collaborazione nella preparazione della mozione sui profughi.

Si è quindi riusciti a trovare una comune posizione che va oltre quella espressa dal Comitato delle Regioni.
Ha quindi ringraziato i rappresentanti italiani nel Dreier Landtag per aver riconosciuto quanto fatto dall’Austria in quest’ambito: questo Stato ha infatti sostenuto un peso molto grande in termini di accoglienza, accogliendo il maggior numero di rifugiati, come già aveva fatto negli anni della crisi della ex Jugoslavia.

Van Staa si é quindi espresso sul Brennero: non vogliamo né confine né muri, ma la libera circolazione, ma è necessario anche che vengano rispettati gli accordi quadro europei e che vengano tutelati i confini esterni di Schengen, con l’appoggio dell’Unione Europea, dei Paesi membri ma anche delle Regioni, che devono dare il loro contributo nel miglioramento della situazione sociale, anche nei Paesi d’origine dei profughi.

In quanto alle altre mozioni approvate, per lo più all’unanimità, riguardano tra l’altro il riconoscimento dei titoli di studio, la ricerca, l’economia, la situazione sociale: non si tratta solo di uno scambio di opinioni tra i tre Consigli, ma di acquisizione di consapevolezza, ricerca e individuazione di compromessi, e negli anni è risultato evidente un aumento della qualità.

Con il GECT e la Macroregione alpina si sono fatti ulteriori passi concreti in avanti, e queste iniziative sono partite proprio dal Dreier Landtag.

Il presidente del Consiglio provinciale di Bolzano Thomas Widmann ha ringraziato Dorigatti e van Staa per l’intensivo scambio avvenuto in preparazione della seduta, ma anche tutti i consiglieri e le consigliere per essere presenti in maniera massiccia, così come i rappresentanti delle Giunte: questo dimostra la loro considerazione nei confronti dell’assemblea.

Ha quindi fatto riferimento al contenuto delle mozioni, che dimostra un salto di qualità: a questo proposito ha sottolineato la mozione su un’azione turistica comune oltreoceano, o anche la mozione che si discuterà su un sistema di informazione comune sul traffico tramite una App per cellulare.

Il settore più importante è però, ha concluso, quello relativo alla problematica dei profughi: la frontiera del Brennero ha un alto valore simbolico, in quanto il Tirolo, a eccezione di un breve periodo, é sempre stato collegato, e altrettanto simbolica ed emozionante è stata la sua apertura.

La questione dei profughi é stata affrontata per troppo tempo non a livello europeo, l’Europa l’ha considerata troppo a lungo un problema dei singoli Stati. Gli Stati di destinazione dei profughi, gli Stati del Nord e la Germania,  sono i più sollecitati; la Germania ha riconosciuto la dimensione europea della questione e fatto un grande passo avanti con l’Accordo con la Turchia.

Ora ci si rende conto che questa è una grande sfida per l’Europa. In Austria il dibattito  è condizionato dalle prossime elezioni, ma bisogna considerare che l’Austria é molto colpita dalla situazione, avendo accolto più di 90.000 profughi, contro i 1.000 accolti in Alto Adige, un numero considerato problematico quando nel Burgenland entrano ogni giorno 20.000 persone.

Bisogna quindi promuovere accordi e con i Paesi di provenienza, ma anche l’Italia, che pure ha fatto molto per i rifugiati, deve fare il suo lavoro in relazione ai controlli e alla registrazione ai confini esterni.

Tutto questo è contenuto nella mozione approvata: si tratta di una mozione di grande valore simbolico, e ci si augura che possa muovere qualcosa ed essere ascoltata in Europa. Essa testimonia l’unità dell’Euregio in questa situazione.


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