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Dopo terremoto: l’assessore Mellarini all’inaugurazione della nuova chiesa di Concordia sul Secchia

domenica, 24 novembre 2013

Concordia sul Secchia – Rinnovato il patto tra il Trentino e Concordia sul Secchia. La nuova chiesa in legno di Concordia sulla Secchia non è riuscita a contenere tutte le persone accorse oggi all’inaugurazione della struttura realizzata con il coordinamento della Protezione civile della Provincia autonoma di Trento e donata alla parrocchia di Concordia. La chiesa, progettata dall’architetto Fabio Andreatta, è stata costruita in tempi rapidi dopo che il terremoto del maggio 2012 aveva reso inagibile la chiesa madre. Si trova vicino alle scuole ed è inserita in un progetto complessivo che ha visto la realizzazione anche di altri spazi parrocchiali, fra cui la canonica: in via di allestimento vi è anche una piazza semicircolare per gli spettacoli e, in futuro, anche un campo sportivo. La chiesa in legno è stata costruita in tempi rapidi grazie all’impegno degli uomini della protezione civile trentina e delle maestranze trentine ed emiliane ed è il frutto della buona collaborazione tra parrocchia e Comune di Concordia sulla Secchia, Regione Emilia Romagna e Diocesi di Carpi. Oggi alla solenne celebrazione vi erano l’assessore della Regione Emilia-Romagna Gian Carlo Muzzarelli, il sindaco di Concordia Carlo Marchini e l’assessore alla protezione civile Tiziano Mellarini della Provincia autonoma di Trento – accompagnato dai dirigenti Roberto Bertoldi del Dipartimento protezione civile e Gianfranco Cesarini Sforza del Servizio protezione rischi e da altri sindaci trentini – nonché numerosi volontari che hanno lavorato all’edificio.

L’INTERVENTO DI MELLARINI

“Questo non è solo un luogo di incontro, di sMellarini1olidarietà, ma è anche un passaggio importante per dimenticare e superare quel maggio del 2012 – sono state le parole dell’assessore Tiziano Mellarini -. È un giorno di festa e di riflessione, una festa che ci riempie di orgoglio perché ricordiamo l’impegno di tante persone, quello del volontariato che ha dimostrato in pochi mesi, con professionalità e mani laboriose, di saper costruire una struttura di culto e un luogo di aggregazione, di incontro e condivisione. Oggi c’è qualcosa che lega la comunità modenese con quella trentina: qui abbiamo lasciato tanti materiali che provengono dal Trentino e rappresentano le nostre vallate e montagne, la nostra identità. È un lascito ideale che rafforza i vincoli di amicizia. Abbiamo gettato un ponte di valori, ora percorriamo assieme con il valore più grande che è quello dell’amicizia”. L’assessore Tiziano Mellarini ha portato il convinto saluto del presidente Ugo Rossi ed ha ricordato il lavoro precedente dell’ex presidente Lorenzo Dellai. Infine ha ringraziato tutti coloro che si sono spesi con passione e solidarietà, la Protezione civile trentina, i Nuvola, gli alpini, i vigili del fuoco e i tanti volontari.

I MESSAGGI 

L’assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna Gian Carlo Muzzarelli, ha quindi rivolto un grazie di cuore ai trentini e ha auspicato che, da questo luogo, riparta la ricostruzione di tutta la comunità. Il sindaco di Concordia Carlo Marchini ha ricordato la promessa che, all’indomani del terremoto, si scambiò con il parroco per ricostruire i luoghi di ritrovo della comunità, sia civili che religiosi, seppur provvisori: oggi infatti la chiesa sorge proprio di fronte al municipio.  E se il vescovo di Carpi, monsignor Francesco Cavina, ha voluto ringraziare i volontari per aver restituito questo fondamentale luogo aggregativo, il parroco don Franco Tonini ha ricordato che non va dimenticata “la Chiesa madre del centro storico che rimane il nostro punto di riferimento di fede, storia ed arte”.  Dopo la funzione, la visita alle strutture parrocchiali e il concerto della Corale Trentina di Spiazzo e della Filarmonica concordiese.

LA SOLIDARIETA’

Un vero circolo virtuoso della solidarietà quello che si è innescato per sostenere la parrocchia di Concordia. La nuova chiesa e i locali parrocchiali sono stati infatti realizzati con il determinante contributo di un fondo di solidarietà per il sisma in Emilia, istituito della Provincia autonoma di Trento all’indomani del terremoto del maggio 2012. Attraverso il fondo è stato possibile finanziare l’opera con circa 550mila euro, sul posto sono poi arrivati numerosi volontari trentini. La parrocchia e la Diocesi di Carpi hanno contribuito rispettivamente con 225mila e 200mila euro. Un ulteriore contributo di 50mila euro è arrivato, per arredi e attrezzature, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e 100.000 euro sono il frutto della collaborazione con ditte locali, che in alcuni casi si sono accollate direttamente parte dei lavori. In totale sono state 65 le ditte, trentine e locali, che hanno partecipato ai lavori.

LA CHIESA E I LOCALI PARROCCHIALI

E’ un’opera più vasta quella progettata dall’architetto Fabio Andreatta, non limitata solo alla chiesa, ma che comprende anche un centro comunitario con gli ambienti parrocchiali, il campo sportivo, l’areChiesa concordia 1na per gli spettacoli, in sostanza un’opera di forte valore sociale per una comunità colpita duramente dal terremoto. Così Andreatta spiega la sua idea: “Quando mi è stato detto di progettare la nuova chiesa di Concordia, ero reduce da un viaggio nei Carpazi, dove ci sono tante chiese in legno, tutte con una guglia o una cupola centrale. Da qui la prima idea. Là le chiese sono di legno perché il governo ungherese d’allora obbligava gli ortodossi a costruire chiese provvisorie. A Concordia c’era bisogno di una chiesa provvisoria e dunque è di legno, anche se là quegli edifici durano da secoli superando la provvisorietà che tutti attribuiscono al legno. Assicuro comunque che anche la chiesa di Concordia durerà a lungo, oltre il tempo della ricostruzione della chiesa madre”.

La pianta è centrale a croce greca e le proporzioni, sia di pianta che di prospetto, attingono a quelle classiche. La cuspide, che qualcuno percepisce come un campanile, è di fatto una cupola che si alza sulla costruzione. L’edificio non si sviluppa molto in altezza, in rispetto dei parametri stabiliti dal Comune di Concordia; ma dal di dentro si percepisce ugualmente l’effetto ascensionale nella cupola, nelle finestre e nell’intreccio delle capriate.

All’interno le vetrate di Simona Siligardi, tratte da foto di tramonti della pianura emiliana, offrono la luce ideale per l’atmosfera di preghiera. Il pavimento in porfido è stato voluto dai trentini che l’hanno offerto. L’ambone e l’altare sono gli unici pezzi in pietra di tutto l’edificio. L’altare, visibile da ogni punto della chiesa, è realizzato con materiale tipicamente trentino (granito e legno). Alcuni arredi sacri e opere che decorano la chiesa sono state recuperate dalla chiesa madre. La canonica è una costruzione aperta e accogliente: tutta a pian terreno, è costituita da tre corpi disposti a U e, fra le due ali laterali, un cortile esprime un abbraccio a chi vi accede. Nel primo edificio vi è l’ufficio parrocchiale e l’abitazione dei sacerdoti; in quello centrale tre aule catechistiche e il salone, nel terzo altre tre aule catechistiche e gli spogliatoi. Davanti a questo complesso vi è il terreno destinato al campo sportivo, ancora da realizzare, dietro la piazza semicircolare per gli spettacoli, in via di allestimento.


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