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Disegno legge del senatore Panizza su sgravi fiscali per recupero patrimonio edilizio e riqualificazione energetica

giovedì, 28 luglio 2016

Trento - Un disegno di legge per dare ulteriore impulso agli sgravi fiscali già previsti per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici. L’ha depositata in Senato il segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (nella foto).

“La proposta – spiega Panizza – è quella di introdurre la facoltà per il beneficiario di cedere il credito d’imposta maturato a un intermediario finanziario o a una banca.  Questo perché, nei casi in cui la misura della detrazione si presenti relativamente bassa, o i tempi di recupero relativamente estesi, ad esempio in un arco temporale di 10 anni, nella percezione del contribuente potrebbe continuare a rimanere conveniente eseguire i lavori accettando l’offerta, da parte dell’impresa realizzatrice dell’opera, di uno sconto immediato, in cambio della richiesta di non fatturare parte dei lavori”.

Senato

Introdurre una possibilità di immediata capitalizzazione dell’agevolazione fiscale, cedendo a terzi il credito d’imposta coi relativi tempi di recupero, fungerebbe da ulteriore stimolo per detrazioni il cui scopo è quello di dare impulso ai consumi favorendo allo stesso tempo l’emersione fiscale. Inoltre la misura riguarderebbe soprattutto soggetti a basso reddito, favorendo la nascita di un ulteriore bacino di domanda di servizi edili ora completamente inespresso, tutto a vantaggio delle imprese edili e dell’indotto.

“Il contribuente – continua Panizza – per ottenere il diritto alla cessione del credito, sarà tenuto a inviare all’Agenzia delle Entrate comunicazione in forma telematica sull’istituto che ha accettato la cessione del credito ed i dati dell’impresa che esegue i lavori. A sua volta l’istituto cessionario, con riferimento ad ogni bonifico effettuato per l’impresa, maturerà il diritto all’utilizzo del credito d’imposta commisurato alla spesa effettuata”.

Dal canto suo, il soggetto che ha realizzato gli investimenti per i lavori, per ogni pagamento effettuato, vedrà prelevato dal suo conto concorrente solamente una parte della somma necessaria: il resto viene pagato dall’istituto di credito tramite finanziamento coperto proprio dalla cessione del credito d’imposta.

“Nel disegno di legge – prosegue Panizza – non manca un riferimento ai casi fraudolenti. In questi casi l’Agenzia dell’Entrate potrà recuperare la detrazione illecitamente fruita, gli interessi e le conseguenti sanzioni per illegittima compensazione solo in capo al contribuente responsabile della violazione, tutelando in questo modo l’istituto di credito”.

Data la portata della misura, per i primi due anni, viene fissato a mille euro il limite di importo del credito cedibile.  Successivamente verrà valutata la possibilità di eliminare questo vincolo in relazione agli effetti del provvedimento.

Importante ricordare come tale misura non avrebbe alcun ulteriore onere a carico dello Stato, in quanto comporta solo una modificazione del soggetto che vanta il beneficio.

“Però – conclude il senatore Panizza – rappresenterebbe un ulteriore incentivo su quel circuito virtuoso che di solito sono le agevolazioni sui lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica. Un circuito dove a guadagnarci sono tutti: i cittadini che eseguono i lavori, le imprese e l’erario grazie alla conseguente emersione fiscale”.


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