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Difesa dei territori montani e delle attività commerciali, interrogazione del senatore Panizza (PATT)

sabato, 19 aprile 2014

Trento – Difesa dei territori montani e delle attività commerciali minori. Il senatore Franco Panizza (PATT) ha presentato un’interrogazione dal titolo: “Consentire per i territori di montagna e per i centri di minori dimensioni, il mantenimento della licenza tabacchi anche quando il fatturato è inferiore a 24mila euro”.

Nel testo si legge: “Il Ministro per l’Economia è chiamato ad intervenire con la massima tempFranco Panizza 1estività per rivedere il decreto n. 38/2013 sulla disciplina della distribuzione e vendita dei prodotti da fumo e consentire, quantomeno per i territori di montagna e per i centri di minori dimensioni, il mantenimento della licenza tabacchi anche quando il fatturato è inferiore a

24mila euro”.  Lo richiede il senatore trentino del PATT, Franco Panizza, in una interrogazione urgente, firmata anche da altri colleghi del Gruppo per le Autonomie, rivolta al Ministro dell’economia e delle finanze. ”Il succitato decreto, emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze, sta creando grandi difficoltà per le rivendite tabacchi dei paesi di montagna ed in particolare per i detentori dei patentini”, lamenta Panizza. Esso, infatti, prevede che siano revocate tutte le autorizzazioni di vendita tabacchi quando il possessore della licenza non raggiunga determinati limiti di fatturato. Si parla infatti di 500 provvedimenti di revoca di patentini avviati sul territorio regionale del Trentino Alto Adige.

“Questo decreto, all’articolo 9, prevede, in particolare, che per i centri con una popolazione inferiore a 10.000 abitanti il fatturato minimo della vendita tabacchi, sotto il quale viene revocato il patentino, sia pari a 24.000 euro. In pratica si pretende che in un piccolo paese di montagna, dove la rivendita tabacchi è stata soppressa ed è stato rilasciato un patentino collegato con un bar o un altro esercizio pubblico, si raggiunga un fatturato assolutamente impossibile.” “Ad esempio a Prezzo, in Trentino, che conta 124 abitanti, è impossibile raggiungere 24.000 euro di fatturato solo per i tabacchi.”

Questa situazione, continua il senatore, è davvero paradossale: “il Governo infatti dovrebbe ringraziare chi, pur in presenza di un fatturato di importo ridotto, riesce a garantire un servizio nelle piccole comunità. Al contrario, invece, pretende che esercizi
pubblici che operano in comunità di scarsa consistenza abitativa raggiungano fatturati impossibili”. “Tali esercizi sono peraltro soggetti ad una burocrazia sempre più penalizzante: ogni due anni infatti devono rinnovare tassativamente la richiesta di
patentino o di licenza, allegando le dichiarazioni dei redditi del biennio e tutta una serie di documenti ed autocertificazioni, ed ogni sei mesi devono denunciare le quantità di tabacchi vendute. In sostanza, invece di incentivare chi cerca di ampliare l’offerta di servizi (senza un beneficio diretto, perché i possessori di patentini non godono di alcun aggio e devo rifornirsi alle rivendite tabacchi) per aumentare l’attrattività del proprio esercizio e  quindi le possibilità di sopravvivenza, si fa di tutto perché chiudano. La conseguenza di tale provvedimento non sarà, quindi, tanto quella di razionalizzare la rete di distribuzione dei tabacchi, ma, viceversa, quella di cancellare un servizio per le piccole comunità, specie per le zone svantaggiate e più periferiche, ben sapendo che gli esercizi commerciali delle rivendite tabacchi e gli esercizi pubblici dotati di patentino spesso costituiscono l’unico punto di riferimento, oltre che di ritrovo, di comunità che hanno subito pesantemente fenomeni di spopolamento. Spesso questi esercizi commerciali costituiscono una preziosa fonte di integrazione del reddito familiare e che come tali rappresentano una fonte di sostentamento da incentivare invece che da cancellare. ”Condividiamo sì l’obiettivo di disincentivare l’uso del tabacco, ma qui si tratta di salvaguardare imprese e punti di riferimento esistenti da anni e, ormai, consolidati nel tessuto sociale della comunità”, conclude il senatore.


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