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Delega sugli ammortizzatori sociali, a breve i nuovi interventi della Provincia di Trento

venerdì, 27 settembre 2013

Trento – In vista della firma programmata a Roma per il prossimo 14 ottobre con il ministro al lavoro Enrico Giovannini che darà attuazione alla delega alla Provincia autonoma di Trento sugli ammortizzatori sociali, uno dei punti qualificanti dell’Accordo di Milano, oggi in Giunta è stato fatto il punto sull’iter compiuto in questa legislatura per gestire tutta una serie di importanti strumenti di sostegno al reddito nei confronti dei cittadini che sono sospesi dal lavoro o che lo hanno perso. La sottoscrizione dell’intesa consentirà di dare piena operatività alla delega, disciplinando gli aspetti di coordinamento degli interventi e dei rapporti finanziari. La Provincia autonoma potrà attivare tutta una serie di strumenti di welfare innovativi, anche ad integrazione di quelli già esistenti.Alberto Pacher pres. PAT gennaio 2013

In questa legislatura è stato dunque completato il percorso che consente alla Provincia autonoma di Trento di gestire importanti strumenti di sostegno al reddito nei confronti di chi ha perso il lavoro o ne è stato sospeso per un periodo di tempo, strumenti che rappresentano uno dei cardini del sistema di welfare, specie in un momento di prolungata crisi economica quale è quello che stiamo attraversando.
vediamo in sintesi di ricostruire le fasi salienti.
Il 21 dicembre 2012, il Consiglio dei Ministri ha approvato la norma di attuazione della legge 191 del 2009, che ha conferito alla Provincia autonoma di Trento la delega alla gestione degli ammortizzatori sociali: è il decreto legislativo 28, emanato il 5 marzo 2013, “Norma di attuazione dello Statuto speciale della regione Trentino Alto Adige concernente disposizioni per l’attuazione della delega in materia di cassa integrazione guadagni, disoccupazione e mobilità”.

Gli strumenti di protezione sociale che la Provincia potrà mettere in campo sono:
- il reddito di attivazione, per i disoccupati che costituisce un’integrazione alle indennità di disoccupazione riconducibili all’Aspi, alla Mini Aspi, all’istituto della mobilità. La delega consente di aumentare le tutele attraverso un incremento della misura, della durata dell’intervento o l’estensione a particolari categorie non coperte;
- il reddito di continuità, per i lavoratori sospesi, ad integrazione della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria e di ulteriori prestazioni riconducibili ai fondi di solidarietà previsti dalla legge n.92/2012;
- il reddito di garanzia, per sostenere le famiglie che non raggiungono livelli minimi di reddito;
- il reddito di qualificazione, per i giovani che vogliono migliorare il loro grado di istruzione.

La sottoscrizione dell’intesa consente di dare piena operatività alla delega disciplinando gli aspetti di coordinamento degli interventi e dei rapporti finanziari.

Queste le caratteristiche delle misure, definite nell’intesa come prestazioni integrative:

reddito di attivazione:
- allungamento dell’Aspi, tenendo conto di quanto già previsto dalla legge regionale e valutando le diverse situazioni dei beneficiari (per esempio, tenendo conto della storia contributiva anteriore rispetto ai due anni di assicurazione definiti come requisito di accesso all’Aspi);
- allungamento della durata della Mini Aspi, che attualmente corrisponde alla metà delle settimane lavorate nell’ultimo biennio dedotti i periodi già goduti, tenendo conto delle situazioni da sostenere, per esempio relativamente alle fasce di età;
- innalzamento (anche selettivo) degli importi delle prestazioni, tenuto conto di quanto già previsto per i lavoratori percettori dell’indennità statale di mobilità (riconoscimento di 200 euro mensili per sei mesi a carico del bilancio provinciale);
- ampliamento dei beneficiari delle indennità di disoccupazione, anche verso lavoratori autonomi economicamente dipendenti.

reddito di continuità:
- sostegno alla costituzione dei fondi di solidarietà;
- valorizzazione della collaborazione con gli enti bilaterali, anche dando concreta attuazione all’art. 1bis della LP 19/83 (programmi per l’occupazione);

contribuzione previdenziale complementare ed integrativa:
Sarà avviato uno studio di fattibilità per l’istituzione, mediante l’esercizio delle competenze della Regione in materia di previdenza integrativa e complementare, di forme di sostegno alla contribuzione previdenziale dei lavoratori per i periodi di godimento dei sostegni provinciali al reddito;

rafforzamento delle politiche attive del lavoro, in combinazione con quelle passive:
Nell’ottica di dare piena attuazione al principio di condizionalità, la legge Fornero ha introdotto anche per i servizi all’occupazione i livelli essenziali delle prestazioni, stabilendo i servizi minimi da erogare ai lavoratori percettori di forme di sostegno al reddito (Cig, Aspi) e a quelli comunque disoccupati. Questo comporta la riprogettazione delle modalità di intervento nell’erogazione dei servizi ed un’azione di ulteriore investimento nelle politiche attive.


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