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Definiti i poli specialistici di filiera del Trentino, ecco l’identikit

martedì, 19 maggio 2015

Trento – La priorità è rafforzare il raccordo fra scuola, alta formazione e mondo del lavoro, con l’obiettivo di accrescere le competenze dei giovani e dunque renderli più competitivi sul mercato del lavoro, ma anche di favorire lo sviluppo del sistema produttivo.

In questo contesto rientrano i Poli specialistici di filiera, previsti dal programma di sviluppo provinciale, che si propongono di integrare strutture votate alla formazione, centri di ricerca e sviluppo, aree di insediamento produttivo e strutture di supporto e accompagnamento imprenditoriale, nella prospettiva di creare una circolarità di esperienze e buone pratiche a vantaggio del territorio.

Sono, in sostanza, l’anello di congiunzione fra il mondo della scuola e quello del lavoro. Oggi la Giunta provinciale ha stabilito come dovranno essere strutturati, ovvero gli standard minimi a cui dovranno adeguarsi. Ciascun Polo specialistico dovrà essere costituito da almeno un istituto tecnico e professionale afondazione mach1 carattere statale o paritario, da un’istituzione formativa provinciale o paritaria, da un’istituzione scolastica o formativa, provinciale o paritaria, che realizza l’alta formazione professionale, un centro di ricerca e da due imprese iscritte nel relativo registro presso le competenti Camere di Commercio.

E’ un approccio nuovo, che integra in modo forte ricerca, impresa, formazione e innovazione. I Poli specialistici di filiera si propongono la reale interazione tra i sistemi della formazione (scolastica, professionale e universitaria), della ricerca (pubblica e privata) e del lavoro (impresa e P.A.), per garantire il diritto del cittadino ad un’offerta formativa flessibile, di qualità e riconosciuta in ambito europeo, funzionale ad un inserimento lavorativo.

La delibera approvata oggi dalla Giunta definisce le linee per la costituzione dei Poli Specialistici di Filiera. Nell’immediato in Trentino ne potrebbero nascere tre, oltre al consolidamento di quello già esistente a San Michele all’Adige (fondazione Mach). Sono grafica-design, meccatronica e turismo – ospitalità. Proprio recentemente, la Giunta provinciale ha stanziato 17,5 milioni di euro per la realizzazione dei laboratori del Polo della Meccatronica di Rovereto che complessivamente prevede un investimento di oltre 54 milioni di euro.

I nuovi Poli rappresenteranno una modalità organizzativa che consentirà, nell’ambito della condivisione delle risorse pubbliche e private disponibili, un’efficace collaborazione tra sistema educativo, sistema della ricerca e dell’alta formazione ed il sistema economico, nel rispetto degli spazi di flessibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche e formative e con il pieno utilizzo degli strumenti previsti dagli ordinamenti in vigore.

Potranno partecipare, in partenariato, senza costituire vincolo per l’attivazione dei Poli, ulteriori soggetti, come università, centri di ricerca, imprese nazionali o straniere, associazioni di imprese, ordini professionali e rappresentanze datoriali e sindacali.

La delibera ha stabilito, inoltre, le modalità per la presentazione delle proposte di costituzione dei Poli specialistici di filiera, che se dichiarate ammissibili, a seguito anche del perfezionamento del relativo accordo di rete, saranno riconosciute nell’ambito dell’offerta formativa della Provincia autonoma di Trento.


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