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Dati assunzioni in Trentino, Cgil Cisl Uil: “Preoccupa il calo nel manifatturiero e nei servizi alle imprese”

giovedì, 13 febbraio 2020

Trento – Resi noti i dati sull’occupazione. Cgil Cisl Uil commentano le voci relative alle assunzioni in Trentino: “Preoccupa il calo nel manifatturiero e nei servizi alle imprese. I dati dell’Agenzia del Lavoro sui contratti di lavoro stipulati nei primi dieci mesi del 2019 testimoniano le incertezze del comparto industriale e del suo indotto. Grazie al decreto dignità riprendono le assunzioni a tempo indeterminato“.

Cgil - Cisl - Uil TrentoIl calo delle assunzioni nel settore manifatturiero e nei servizi alle imprese, al netto della contrazione della somministrazione, è un segnale preoccupante che fa il paio con i dati sulla riduzione della produzione industriale registrato dall’Istat a livello nazionale. Questo andamento va monitorato costantemente e analizzato in profondità per comprendere al meglio le dinamiche che lo hanno prodotto”.

Cgil Cisl Uil del Trentino per bocca dei segretari Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti commentano così i dati di Agenzia del Lavoro sulle assunzioni in provincia nei primi dieci mesi del 2019 a confronto con quelle dell’anno precedente. Per le organizzazioni sindacali il rallentamento della produzione industriale causato dalle tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti sta producendo i primi effetti sull’occupazione anche in Trentino che già nel terzo trimestre dell’anno scorso aveva visto aumentare anche il tasso di disoccupazione su base annua. Un quadro quello del commercio internazionale e degli effetti sulla produzione industriale che potrebbe addirittura aggravarsi considerata la quarantena che coinvolge ormai tutta la Cina a causa dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del coronavirus Covid-19.

Per questo motivo – proseguono i tre sindacalisti - vanno attivate tutte le forme di sostegno utile a rafforzare le aziende locali e i loro dipendenti. Il settore manifatturiero e il suo indotto è strategico per il Trentino non solo per il valore aggiunto prodotto, per gli investimenti in innovazione e per la sua capacità di proiettare la nostra terra sui mercati internazionali, ma anche per il numero di addetti coinvolti e per i livelli retributivi che sono spesso più alti della media del privato”.

Cgil Cisl Uil infine osservano con favore la dinamica delle assunzioni e delle trasformazioni a tempo indeterminato. “Questo risultato – ricordano Faggioni, Bezzi e Alotti – è dovuto in larga misura al decreto dignità che ha posto un freno alle assunzioni a termine. Confidiamo però che sia anche un segnale di una svolta culturale, ossia della consolidata volontà delle imprese di investire sulle lavoratrici e sui lavoratori”.



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