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Crisi Silvelox: la bresciana Seip acquista l’azienda trentina. Pronta a riassumere 88 persone

lunedì, 18 maggio 2015

Castelnuovo –  Gli 88 lavoratori della Silvelox di Castelnuovo avranno un’ulteriore possibilità per salvaguardare il proprio futuro lavorativo: grazie a un ulteriore sforzo compiuto dalla Provincia autonoma e dalle parti coinvolte nella trattativa si è giunti ad uno sblocco della situazione.

La Seip (Società Europea Industriale Porte srl) con sede a Remedello (Brescia) è interessata a subentrare alla Silvelox e darà vita una new company che inizialmente affitterà, per poi acquistarlo, il ramo d’azienda messo sul mercato dal liquidatore di Silvelox Spa. Come illustrato oggi dal presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi:  Trentino Sviluppo affiderà lo stabile di Castelnuovo alla società subentrante. Due sono le condizioni fondamentali: l’affitto del ramo d’azienda Silvelox, per una durata iniziale di 42 mesi, al fine di giungere in un secondo tempo all’acquisto (fatta salva la possibilità per la new.co, interamente partecipata da Seip, di anticipare l’acquisto del ramo d’azienda stesso), e soprattutto la riassunzione di tutti gli 88 dipendenti, 30 da subito, con il riavviarsi dell’attività produttiva, 20 entro dicembre 2015 ed i restanti 33 entro un massimo di tre anni e comunque entro i termini di scadenza individuale dei relativi ammortizzatori sociali. “E’ un risultatOlivi 2o importante – sottolinea Alessandro Olivi (nella , vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, nonché assessore all’industria e lavoro – che è stato reso possibile dalla collaborazione degli stessi lavoratori, che hanno accettato di rinunciare ad alcuni dei diritti acquisiti e formalizzati nel precedente contratto integrativo aziendale a fronte della completa riassunzione di tutti i colleghi, compresi quelli che risultavano in eccedenza secondo il primo piano industriale presentato da Seip. Lo sforzo fatto e il risultato raggiunto premiano la maturità delle relazioni industriali in Trentino e le politiche di reindustrializzazione che la Provincia, assieme a Trentino Sviluppo, sta portando avanti”.

LA TRATTATIVE 

Le trattative aziendali condotte lo scorso 13 maggio a Trentino Sviluppo si erano concentrate sul subentro di una new.co promossa dalla Società Europea Industriale Porte S.r.l. di Remedello, Brescia, nell’azienda Silvelox di Castelnuovo, come noto in fase in liquidazione. Dopo un’ampia discussione Seip e Silvelox avevano trovato un’intesa centrata sul subentro, nel sito industriale, di una nuova società costituita da Seip, e sulla sottoscrizione di un canone di locazione fra la new.co e Trentino Sviluppo S.p.a., subordinata ad alcune precise condizioni, fra cui la riassunzione di tutti i lavoratori Silvelox e la formulazione di una proposta irrevocabile di acquisto del ramo aziendale in fase di dismissione da parte di Seip.
Il Consiglio di amministrazione di Trentino Sviluppo aveva quindi dato il via libera alla risoluzione del contratto di locazione finanziaria in essere con Silvelox in via consensuale, alla luce della grave situazione aziendale creatasi, per rientrare immediatamente in possesso dell’immobile e affidarlo in locazione ordinaria alla nuova realtà aziendale che subentrerà in affitto d’azienda.

Il contratto d’affitto d’azienda avrà una durata iniziale di 42 mesi, fatta salva la possibilità per la new.co interamente partecipata da Seip di anticipare l’acquisto del ramo d’azienda. L’intesa raggiunta prevede come dicevamo la riassunzione di tutti gli 88 dipendenti Silvelox, in tempi diversi.

La Giunta provinciale, a sua volta, coerentemente con gli indirizzi impartiti sulla locazione degli immobili di proprietà pubblica, ha dato oggi mandato a Trentino Sviluppo di determinare il canone di locazione del compendio industriale alla società subentrante, in via straordinaria e per un primo periodo provvisorio di supporto allo start up dell’iniziativa, ad un canone di euro 93.200,00 annui; ciò avendo a riferimento il livello occupazionale da raggiungere entro il 31 dicembre 2015, pari a 50 addetti.

Il cerchio dunque si chiude: in luogo di una crisi aziendale con gravi ripercussioni occupazionali abbiamo una nuova impresa che si insedia e reindustrializza un sito altrimenti destinato a rimanere vuoto, dando un futuro anche a tutti i lavoratori coinvolti.


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