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Confronto tra Rossi e De Laurentis a Mezzocorona: “Questo è l’anno delle riforme e della ripresa”

domenica, 11 gennaio 2015

Mezzocorona – Il 2015 è l’anno della fiducia, l’anno della ripartenza. Con queste parole il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, ha concluso il “match” con Roberto De Laurentis, il presidente dell’associazione Piccole imprese del Trentino. Non un combattimento tra opposte visioni (come uscire dalla crisi, le riforme da fare, il ruolo della politica, lo spazio per le imprese) come poteva suggerire il ring, con tanto di guantoni appesi alle corde, allestito nel PalaRotari per ospitare il confronto tra il presidente della Provincia e quello dell’Associazione Artigiani e Piccole imprese del Trentino, momento conclusivo dell’assemblea annuale dell’associazione. Un confronto in cinque “riprese”, che ha toccato i temi della politica, del ruolo dell’artigianato, dello stato dell’Autonomia e delle risorse, delle riforme e delle necessità delle piccole imprese. Il pubblico, artigiani trentini ma anche delegazioni dell’Alto Adige e di altre categorie, ha “capito” lo spirito dell’incontro, ne ha colto i passaggi più significativi, mostrando di condividere una identica visione, quella di un Trentino che può farcela solo se politica e sistema economico avranno coraggio e fiducia.

Il Trentino dopo le elezioni

Per Rossi il Trentino ha “una grande possibilità: qui si puo’ dare la colpa a qualcuno in modo specifico se qualcosa non funziona. Un imprenditore veneto non può dire la stessa cosa, non sa con chi deve prendersela se non gli fanno una strada. Noi invece abbiamo l’opportunitá di poter gestire tante competenze, in questi termini penso che la gente trentina sia ancora vicina alla politica.”
A De Laurentis che chiede alla politica di “accelerare”, Rossi risponde che “i cambiamenti veri una terra come la nostra li ha saputi fare, con il passo del montanaro, costante e non a strappi

Seconda ripresa: il ruolo dell’artigianato

Le piccole imprese del Trentino sono 13.248 per complessivi 35 mila addetti; 9940 sono le imprese artigiane aderenti all’Associazione (76 %) con 28 mila addetti; il Pil dell’artigianato vale 2,670 miliardi di euro, il 16 % dell’intero Pil provinciale (16,750 miliardi di euro). “Abbiamo necessità di confrontarci con la politica” spiega Roberto De Laurentis.

“Numeri che rappresentano non solo un importante valore economico – risponde Rossi – ma che valgono soprattutto per ciò che > rappresentano da un punto di vista di identità e capacità del Trentino di fare le cose bene, è il nostro fattore di competitività più forte. Una cultura del fare le cose bene in cui gli artigiani hanno una parte importante.”

Un problema, in particolare, sta a cuore degli artigiani: l’accesso al credito. “Se le banche non ci fanno credito – ha sintetizzato De Laurentis – non possiamo fare gli investimenti, ma così andrà a rotoli tutto il sistema, banche comprese”). “Stiamo lavorando assieme al credito cooperativo per dare un luogo di maggiore propulsività alle imprese” – ha risposto Rossi citando l’operazione Mediocredito, il Fondo strategico e gli enti di garanzia Confidi. “Il credito cooperativo qui sta facendo una scommessa molto forte: crediamo che ci manchi una banca di dimensioni adatte a sostenere con maggiore incisività il sistema economico locale”.

Terza ripresa: cosa si è fatto
Sono trascorsi tredici mesi di legislatura, cosa ha fatto fino ad ora la Giunta provinciale? “Siamo coerenti con quanto annunciato in campagna elettorale” dice il  presidente della Provincia sul ring del PalaRotari di  Mezzocorona, ricordando la riforma delle comunità di valle  (“la legge è stata fatta e oggi abbiamo un sistema molto più semplice di prima”), la semplificazione urbanistica

(“siamo partiti dai piani regolatori: i prossimi consigli > comunali impiegheranno al massimo un anno per approvarli”), l’investimento sul capitale umano con la modifica delle norme sull’apprendistato,  l’approvazione del piano trilingue. “Abbiamo iniziato un percorso per cui le politiche economiche si orientino progressivamente dalla logica del contributo alla creazione di politiche di contesto. Se utilizzassimo la leva fiscale al massimo livello – ha aggiunto Rossi – incasseremo come gettito 339 milioni in più di quanti non ne incassiamo oggi.  Oggi il sistema di euro, la metà del gettito possibile che potremmo realizzare con le leve fiscali di cui disponiamo. Un dato superiore a quello di Bolzano”.

Quarta ripresa: l’Autonomia
“Avevamo detto fin dall’inizio che sarebbero arrivati tempi duri. Le ripetute violazioni dell’Accordo di Milano hanno originato molti nostri ricorsi ma anche la consapevolezza che era più importante stabilizzare i conti. Abbiamo lavorato per molti mesi in un ambiente difficilissimo ed abbiamo portato a casa un patto di garanzia con Roma che prevede di liberarci dal vincolo del patto di stabilità a partire dal 2016 e che il governo non possa chiederci risorse aggiuntive oltre il 10 per cento. Abbiamo cercato insomma di blindare più possibile i conti ottenendo maggiore libertà di azione ad esempio sul fronte fiscale”.

Quinta ripresa: le riforme

Condividendo la sottolineatura del presidente degli artigiani sulla necessità di sburocratizzare la macchina pubblica, Rossi ha riaffermato l’intento di por mano al riordino della dirigenza (“serve un nuovo approccio culturale, nelle prossime settimane depositeremo in Consiglio provinciale un disegno di legge”), ha ricordato i provvedimenti in materia di riduzione del personale attraverso blocco del turn over e piano di prepensionamenti (“risparmieremo 12 milioni di euro in due o tre anni”).


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