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Confronto tra Alto Adige e Grigioni sui richiedenti asilo

giovedì, 6 luglio 2017

Volzano – L’assessore altoatesino alle politiche sociali, Martha Stocker, ritiene che sia importante un ampio confronto sul tema dei richiedenti asilo nelle diverse realtà e su come i vari Paesi affrontano questa tematica. cPer questa ragione l’argomento è stato al centro dell’incontro dell’assessora Stocker con il suo omologo del Cantone svizzero dei Grigioni, Christian Rathgeb. In base alla recente Relazione sui flussi migratori pubblicata dal Segretariato di Stato svizzero per la migrazione (SEM) nel corso del 2016 in Svizzera sono state presentate 27.207 richieste d’asilo, il 31,2% in meno rispetto al 2015. La percentuale più alta dei richiedenti asilo (19%) riguarda persone provenienti dall’Eritrea.

Il sistema svizzero
La percentuale della Svizzera rispetto al totale delle richieste di asilo presentate in Europa è del 2% e la Confederazione aderisce, su base volontaria, al programma di ricollocazioni dell’Unione Europea. Le persone in fuga che chiedono asilo in Svizzera vengono assegnate, sino al completamento del procedimento, ai singoli Cantoni che fissano le proprie condizioni anche se operano al raggiungimento di determinati obiettivi nel campo della politica di integrazione definiti a livello nazionale. Nel Cantone dei Grigioni vi è uno specifico Servizio all’integrazione che è competente per l’integrazione linguistica e lavorativa dei profughi riconosciuti e delle persone accolte temporaneamente. Subito dopo il riconoscimento dello status di profugo viene rilevato il fabbisogno di integrazione, con la verifica delle conoscenze linguistiche e delle competenze scolastiche o professionali, così come delle opportunità o degli ostacoli per un’integrazione nel mondo del lavoro. Sulla base di questa rilevazione vengono quindi messe a disposizione delle offerte individualizzate, mirate e vincolanti per l’apprendimento linguistico, l’integrazione sociale ed il sostegno nella ricerca di un posto di lavoro.

Grazie alla visita del centro di prima accoglienza Lemayr di Bolzano e di Casa Arnika a Merano è stato quindi possibile fare un concreto raffronto tra i due sistemi di accoglienza. A tale proposito Rathgeb ha dichiarato che anche in Svizzera quando sono giunti i primi profughi vi è stata una certa resistenza nei confronti della decisione del Governo cantonale di istituire dei centri di accoglienza. “Nel frattempo – ha affermato Rathgeb – gli ospiti dei dodici centri creati a livello nazionale, con 100 ospiti ciascuno, hanno raggiunto un’elevata accettazione ed una buona integrazione da parte della popolazione”.


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