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CNSAS Lombardo a un’esercitazione congiunta di soccorso speleologico

lunedì, 26 febbraio 2018

Pedemonte – La IX Delegazione Lombarda del CNSAS ha partecipato sabato, con la propria componente speleosubacquea, a un’esercitazione svoltasi in Veneto. Testato un importante sistema di trasmissione di dati attraverso una connessione wi-fi, portata in profondità. Nonostante la presenza di sifoni (strozzature in cui è presente dell’acqua o allagate), per mezzo di questo sistema la persona infortunata può comunicare dalla grotta all’esterno informazioni sui propri parametri sanitari e altri dati rilevanti, con un tablet o con uno smartphone.

rio torrettaL’ESERCITAZIONE

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha effettuato un’esercitazione di soccorso speleosubacqueo nella giornata di sabato 24 febbraio all’interno della risorgenza Rio Torretta, situata a 450 mt slm nel Comune di Pedemonte in Valdastico (VI).

La manovra simulava un mancato rientro: 2 speleosubacquei che non avevano dato notizie di uscita per cui un amico dei 2 ha dato l’allarme al soccorso speleologico. Le squadre tecniche si sono alternate fino all’inizio dei tratti allagati per il trasporto dei materiali, lasciando poi l’esclusività delle operazioni ai tecnici speleosubacquei. In particolare sono state valutate 2 situazioni post-sifone in cui gli speleosub hanno dapprima cercato i dispersi, poi medicalizzati e condizionati prima di affrontare la via a ritroso.

L’evento ha visto coinvolte 4 commissioni operative del soccorso speleologico, ciascuna per la propria competenza: la Commissione speleosubacquea (com Sub), che ha effettuato la manovra in acqua, la Commissione Medica (CoMed), che ha garantito la presenza del personale sanitario all’interno e all’esterno della grotta, la Commissione Comunicazione e Documentazione (CCD) che ha provveduto a documentare l’evento fornendo notizie all’esterno e la Commissione Tecnica (CTS) che ha fornito un sistema di trasmissione dati che ha reso possibile la comunicazione video e dati dall’interno all’esterno della grotta, facendo giungere le informazioni anche in punti molto distanti dall’evento quali la Sicilia e l’Abruzzo. Il sistema di trasmissione dati ha consentito di vedere dall’esterno della grotta alcune operazioni interne, quali la medicalizzazione dell’infortunato, momento fondamentale del soccorso speleologico.

Le operazioni hanno visto coinvolti una cinquantina di tecnici, afferenti alle singole commissioni, provenienti da tutta l’Italia, ospitate dalla delegazione veneta del soccorso speleologico.


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