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Festival dell’economia, “Classi dirigenti, crescita e bene comune” il tema

venerdì, 20 settembre 2013

Trento – E’ stato presentato questa mattina a Trento il tema del prossimo Festival dell’Economia. La nona edizione si svolgerà dal 30 maggio al 2 giugno 2014 e avrà come fulcro del confronto e della discussione “Classi dirigenti, crescita e bene comune”. Nella Sala Stampa della Provincia autonoma di Trento assieme al responsabile scientifico del Festival Tito Boeri c’erano il presidente della Provincia autonoma, il presidente dell’Università degli Studi di Trento Innocenzo Cipolletta e il sindaco del capoluogo trentino.festival-economia_1_original

Tito Boeri nel presentare il tema della IX° edizione ha messo in luce come “La crescita economica è in gran parte legata alla qualità delle istituzioni. Devono evitare che chi mantiene posizioni di comando possa bloccare l’innovazione, come gli imperatori cinesi che nel XV secolo si opponevano alle esplorazioni dei loro grandi navigatori perché era meglio ‘lasciare le cose come stanno’. Devono promuovere il ricambio delle classi dirigenti senza spingere chi è ai posti di comando ad avere orizzonti troppo ristretti. Devono impedire che un’elité si appropri delle rendite di risorse naturali dissipando un patrimonio collettivo, anziché perseguire il bene comune”. Il responsabile scientifico del Festival ha ricordato come già nelle precedenti edizioni questo tema è stato spesso trattato, per esempio, nell’edizione scorsa “si è rimarcata l’assenza di una classe dirigente che sia in grado di gestire le istituzioni sovranazionali e di promuovere la ricerca dell’interesse comune al di sopra degli interessi nazionali. Oggi, per parlare di ciò che ci è più prossimo, l’Europa è acefala, per scelta esplicita della Germania di non trasformare il proprio peso economico in leadership politica continentale. E non ci sono vere e proprie classe dirigenti europee”.

Il professor Boeri, Prorettore dell’Università Bocconi di Milano sottolinea come “Molte lezioni svolte a Trento in questi anni con riferimento all’incapacità del nostro Paese di tornare a crescere hanno chiamato in causa l’assenza di una classe dirigente capace di portare l’Italia fuori dal circolo vizioso della stagnazione economica, una malattia presente ben prima dell’attuale recessione. Si è sottolineato come manchi non solo una classe politica all’altezza, ma anche una classe manageriale, complici i ritardi del sistema universitario, altra componente della classe dirigente, nel creare scuole di management all’altezza del compito. Ci sono anche troppe commistioni tra politica e altre componenti della classe dirigente, nel senso non solo di persone che ricoprono tanti ruoli allo stesso tempo, ma anche di carriere costruite a partire dalla politica. Nella nona edizione del festival cercheremo di andare al di là di questi rilievi. Tra le domande cui si cercherà di dare risposta: Perchè non ci sono classi dirigenti sovranazionali? Cosa spiega la bassa qualità della classe dirigente italiana? Quali sono le società e i sistemi istituzionali più aperti nel promuovere l’accesso alla classe dirigente?” Già come in passate edizioni del Festival, dice ancora Boeri, “chiederemo il contributo anche di altre discipline. Il tema della classe dirigente è stao in passato ampiamente trattato dagli studi sociologici e politologici, che verranno adeguamente rappresentati anche in questa nona edizione del Festival”.

Dunque, dal 30 maggio al 2 giugno prossimi, Trento si appresta a vivere una nuova occasione di conoscenza e di approfondimento con esperti internazionali e studiosi di varie discipline che si confronteranno su un tema particolarmente importante per capire quale potrà essere il nostro futuro.


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