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Ciclismo, dopo i numerosi incidenti in gara l’UCI corre ai ripari. Santini: “Il Giro del Trentino è all’avanguardia”

martedì, 31 maggio 2016

Riva del Garda – A seguito dell’ennesimo serio incidente verificatosi in corsa al Giro del Belgio, con pesanti conseguenze per la salute di un atleta, l’Unione Ciclistica Internazionale ha preso posizione ieri con un comunicato nel quale viene sottolineata la gravità del problema, testimoniata dal numero e dall’entità degli incidenti in gara verificatisi quest’anno, uno dei quali risultato fatale per il giovane atleta belga Antoine Demoitiè, investito da una moto alla Gand-Wevelgem e purtroppo deceduto. Nel comunicato l’UCI annuncia un ulteriore sforzo per rendere i regolamenti ancora più severi, con la probabile determinazione di un numero massimo di veicoli ammessi al seguito delle gare (foto Mosna).giro ciclismo moto Remo Mosna

“E’ un problema davvero molto delicato – commenta Giacomo Santini, Presidente del GS Alto Garda, organizzatore del 40° Giro del Trentino Melinda – e fa bene l’UCI a prenderlo di petto, viste le conseguenze. Credo ci debba essere una forte presa di coscienza da parte degli organizzatori, dato che c’è di mezzo la salute e l’incolumità degli atleti e tutto quello che ne consegue. E’ per noi motivo di soddisfazione poter dire di aver già adottato, in occasione dell’edizione 2016 della nostra corsa, decisioni restrittive circa le auto e le moto ammesse in gara, limitandole solo a quelle strettamente necessarie per funzioni di servizio e diminuendone il numero complessivo di oltre il 30% rispetto alle precedenti edizioni. La gara si è svolta nella massima sicurezza e questo ci indurrà a proseguire nella stessa direzione, nell’interesse di tutti, degli atleti in primis. Siamo certi che anche chi ha accettato la nostra decisione con perplessità, comprenderà che la sicurezza viene prima di tutto”.


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