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Chiazza nel Lago d’Iseo: aumentano i controlli sulla qualità dell’acqua

mercoledì, 29 maggio 2013

Lovere- La qualità dell’acqua del lago d’Iseo è sempre più al centro del dibattito politico e sociale. Infatti, nonostante sia emersa nell’Aprile scorso un’enorme chiazza vicino alle rive del bacino idrico, le analisi successive alla sua apparizione confermano la buona qualità dell’acqua che permettono la balneabilità per turisti e non.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La Regione Lombardia è impegnata in prima persona per risolvere il problema: è stato proprio l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi, della Lega Nord, ad inviare ai Comuni rivieraschi e alle Province di Bergamo e Brescia le relazioni definitive di Arpa e Asl effettuate sul Lago d’Iseo.

“Anche in vista della stagione turistica – ha dichiarato l’assessore – Arpa sta predisponendo un piano di vigilanza integrativa per intensificare la sorveglianza sull’Alto lago. Questo significa che ci saranno più controlli delle coste e degli scarichi nel lago, campionamenti sui corsi d’acqua e monitoraggi suppletivi dei parametri biologici e fisico-chimici che caratterizzano il bacino”.

Poi una frecciata a chi cura la sicurezza sul Lago: “la mancata pronta segnalazione alle autorità  preposte ha causato ritardi nell’attivazione delle procedure di emergenza e per questo bisognerà rivedere il protocollo di gestione delle emergenze. Per garantire il massimo di trasparenza, inoltre, sul sito di Arpa sarà aperta una sezione dedicata al lago d’Iseo nella quale saranno pubblicati i dati delle attività di monitoraggio delle acque del lago e di controllo degli scarichi”.

Sul tema del lago lombardo c’è stata pure un’interrogazione parlamentare secondo la quale “nelle acque del lago non ci sarebbero alghe o batteri, bensì con tuttaprobabilità residui di qualche sversamento accidentale o doloso”, secondo quanto inviato dal ministro dell’Ambiente in un’informativa sulla chiazza apparsa lo scorso aprile, anche se sui motivi non c’è ancora chiarezza, anzi la Regione non sembra avvalorare in pieno l’ipotesi emersa dall’informativa romana.


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