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Centenario Grande Guerra: iniziative congiunte di due Musei storici in Trentino

martedì, 23 settembre 2014

Trento - Tra gli effetti “virtuosi” delle iniziative in occasione del centenario della Grande guerra, va compreso l’incontro di ieri sera, nella sede della Provincia, in piazza Dante, tra il Consiglio del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto e il Consiglio di amministrazione della Fondazione Museo storico del Trentino. Un incontro che rappresenta una novità importante per le due maggiori istituzioni del nostro territorio chiamate alla ricerca storica e alla conservazione e diffusione di quella memoria “dell’ieri” che è decisiva per il “domani”.val-di-pejo-4

A sottolineare l’importanza dell’incontro gli interventi del presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi e dell’assessore alla cultura, Tiziano Mellarini e la presenza – accanto al presidente del Museo di Rovereto, Alberto Miorandi e al direttore della Fondazione, Giuseppe Ferrandi – anche dei sindaci di Trento e Rovereto, Alessandro Andreatta e Andrea Miorandi. Dall’incontro è scaturito l’impegno condiviso dei due Musei a collaborare su iniziative culturali, gestione delle strutture restaurate, Rete Trentino Grande Guerra, musei e scuola. Lo si farà sulla base di una intesa programmatica pluriennale al cui testo gli organismi dei due Musei stanno già lavorando.

Nel portare il suo saluto e il suo ringraziamento alle due realtà museali, il presidente Ugo Rossi ha sottolineato come “il centenario rappresenti un momento significativo, che ci deve dare uno stimolo in più, deve spingerci a nuove motivazioni, occasione straordinaria per riscoprire un passato neppure tanto lontano. Però sappiamo bene come riscoprire il territorio e la storia debba rappresentare anche un messaggio rivolto al futuro. La storia “plurale” del nostro Trentino su questo ha qualcosa in più da raccontare”.

L’assessore Tiziano Mellarini ha ribadito come “il Trentino abbia iniziato un percorso di sistema che trova nelle linee guida della cultura una traccia ben chiara. Ciò rende impensabile l’agire per contenitori separati. Per questo l’incontro di oggi è doppiamente positivo: per la presenza della componente scientifica della ricerca storica accanto a quella politica.

Il centenario farà sì – anzi, sta già accadendo e i primi dati sono positivi – che proprio grazie al modo in cui il Trentino valorizza storia e memoria ci sarà una ricaduta importante su scenari internazionali. Dobbiamo altresì sapere che il 2018, anno in cui si chiuderanno le commemorazioni, non può essere considerato un punto di arrivo, bensì di partenza. Così come è decisivo il coinvolgimento delle giovani generazioni, a partire dal mondo della scuola. La cultura, modello trainante della nostra identità, proprio nei luoghi del sapere e dell’apprendimento rappresenta un valore aggiunto formidabile, del quale essere tutti consapevoli”.


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