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Castellano ricorda i sei avieri morti 60 anni fa. Olivi: “La pace è un valore da perseguire”

domenica, 3 agosto 2014

Villa Lagarina  - Una cerimonia per ricordare e celebrare la pace a Castellano. L’11 novembre del 1944 un bombardiere americano impegnato sui nostri cieli precipitò, con i sei occupanti, vicino alle case di Castellano. Il paese si salvò grazie al pilota che evitò le case. Fu un episodio che scosse molto la comunità. Cinque avieri morirono nell’impatto, uno si lanciò con il paracadute ma non ebbe maggiore fortuna. A settanta anni da quel fatto, la comunità di Castellano ha voluto ricordare gli avieri americani e il loro sacrificio. Alla cerimonia, con il sindaco di Villa Lagarina Romina Baroni e il vice presidente della Provincia autonoma di Trento Alessandro Olivi, tante autorità civili e militari e molte persone. Era presente anche il console degli Stati Uniti in Italia Robert Miller. A sancire l’amicizia con Castellano è stata consegnata al sindaco una bandiera americana. Oltre ad alcuni ufficiali dell’aviazione statunitense, di stanza ad Aviano, c’era anche John Seddon, figlio di uno degli aviatori caduti a Castellano. L’alzabandiera, la deposizione di una corona e la scoperta di una stele sono stati i momenti più formali di una mattinata che ha lasciato posto anche all’emozione.Castellano Trento

IL VICEPRESIDENTE OLIVI

“Oggi – ha ricordato il vice presidente Olivi – commemoriamo il sacrificio eroico di sei soldati americani che appena trent’ anni dopo l’inizio della prima guerra mondiale sorvolavano le nostre montagne ancora teatro di un conflitto. Quegli avieri decisero di sacrificare la loro vita per salvare quella degli altri. I totalitarismi volevano imporre l’idea che identità diverse non possano convivere ma una debba prevalere sulle altre. Ci fu invece chi si oppose a questa idea nella convinzione che identità diverse possano convivere. Ad affermare questo principio, che oggi trova riconoscimento anche nella nostra Costituzione, ci furono anche gli Stati Uniti che, dobbiamo ricordarlo, ci liberarono da fascismo e nazismo. Lo fecero con atti eroici come quello che ricordiamo oggi ma lo fecero anche assieme ai tanti giovani che aderirono alla resistenza. Agli Stati Uniti dobbiamo quindi essere grati. Non basta però tenere lontana la guerra dalla nostra comunità ma dobbiamo evitarla e contrastarla ovunque. E’ un impegno che ognuno, con i suoi mezzi, deve prendersi, compresa la comunità internazionale. Anche gli Stati Uniti sono chiamati ad un grande ruolo in questo processo.”
Il sindaco Romina Baroni ha espresso gratitudine per aver ricevuto in dono la bandiera americana: “un simbolo che rappresenta libertà, giustizia e umanità”. Il generale Dario Buffa, comandante del Comando Militare Esercito “Trentino Alto Adige” ha sottolineato che la grandezza di una nazione si misura anche dalla determinazione con cui persegue anche per gli altri ideali di libertà, pace, democrazia. “Oggi – ha concluso – ricordiamo un atto bellico diventato un segno di pace.”
Il Console Robert Miller ha aggiunto che “la liberazione sarebbe stata più difficile senza gli atti di eroismo di singole persone”.
La bandiera è stata consegnata dal capitano Michael Slotten, dell’USA Air Force di Aviano, che ha rivolto un breve saluto a nome del comandante della base di Aviano, generale Barre R.Seguin, illustrando l’importante significato del dono.


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