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Caso Tbc nel carcere di Trento: la Uilpa scrive alla autorità per fare chiarezza

mercoledì, 12 febbraio 2014

Trento – Il caso dell’agente di polizia penitenziaria che ha contratto la Tbc da un detenuto sta sollevando una serie di reazioni.  Il caso è stato riscontrato dieci giorni fa e il Coordinamento della Uilpa di Trento ha scritto alla direzione della casa circondariale e al responsabile della sicurezza del penitenziario, al responsabile della  sicurezza UIL regionale e nazionale per avere chiarimenti su quanto accaduto il 31 gennaio scorso.

carcere

Secondo quanto riportato nella lettera viene chiesto se “è stato posto in essere un codice della sicurezza e se c’è il rischio di contagio ad altri agenti del Reparto  della casa circondariale”. Inoltre viene chiesto “se è stato attuato un protocollo per evitare il contagio a parenti e persone vicine agli agenti di polizia penitenziaria”. Infine viene denunciata una pesante situazione: il personale della casa circondariale lavora senza vetri rifrangenti, la maggior parte sono blindati quindi con assenza di ricambio dell’aria. L’iniziativa della Uilpa ha ripercussioni sia in ambito cittadino sia a livello regionale. 


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