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Caso Marangoni: il vicepresidente Olivi al fianco dei 300 lavoratori

sabato, 1 febbraio 2014

Rovereto – Ore drammatiche per i lavoratori della Marangoni. A Rovereto il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi (nella foto), ha incontrato – nella sede di Trentino Sviluppo – dapprima i lavoratori della Marangoni e poi i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. Rispetto al fatto che l’azienda stia per varare un piano in grado di fornire competitività al sito trentino, il vicepresidente della Provincia chiede che questo piano venga esplicitato e quindi, d’intesa con le organizzazioni sindacali, si è fatto promotore, nell’immediato, di un incontro per conoscere i contenuti del piano stesso.Vertenza Marangoni Olivi 12

LA BATTAGLIA

Dopo la protesta dei lavoratori che chiedono il mantenimento del posto di lavoro: i 300 dipendenti dello stabilimento di pneumatici Marangoni di Rovereto protestano contro il taglio dei salari con sit-in  davanti ai cancelli dell’azienda di  via del Garda. Ieri c’erano stati cortei e proteste verso la sede di Trentino Sviluppo. Un taglio così drastico alle buste paga – sostengono i lavoratori e i rappresentanti sindacali – non è sostenibile ma ci possono essere altre misure in grado di garantire la necessaria competitività allo stabilimento di Rovereto. La Provincia ha staccato un assegno superiore al milione di euro come contributo pubblico ad un progetto di innovazione e ricerca alla Marangoni. Per quel che riguarda il costo del lavoro sul quale l’azienda chiede un impegno per la riduzione, la Provincia  con il vicepresidente Olivi ha ribadito che, per quanto di sua competenza, in Trentino il tema del costo del lavoro è noto e viene affrontato con una manovra generale che riguarda in particolare l’Irap e che si tradurrà in sostanziali agevolazioni per quelle imprese che garantiranno il mantenimento dei livelli occupazionali.

Infine, pur non avendo la Provincia competenze dirette nelle dinamiche dei rapporti tra azienda e lavoratori, si sottolinea come ridurre il costo del lavoro sia un tema da porre a partire dalla creazione di un rapporto collaborativo nelle relazioni sindacali e comunque senza intaccare in alcun modo quello che è il reddito netto del lavoratore. Questo vorrebbe dire infatti scaricare sui lavoratori una scelta che deve invece trovare contenuti e soluzioni diverse.


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