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Caso all’istituto scuola Russell di Cles: il presidente Rossi scrive a Salvini: “Il docente non è venuto meno ai doveri”

sabato, 14 marzo 2015

Cles – Dopo il caso sollevato dalla Lega Nord e dai suoi esponenti trentini e a livello nazionale, la Provincia ha effettuato verifiche e accertato che non ci sono stati comportamenti scorretti al liceo Russell di Cles (Trento).

In seguito alla vicenda occorsa in un istituto scolastico del Trentino, il liceo Russell di Cles, a cui gli organi di informazione hanno dato ampio risalto, la Provincia si è confrontata con i vertici dell’istituto, non rilevando scorrettezze nel comportamento del corpo docente. Il presidente Ugo Rossi – anche nella sua veste di responsabile del settore istruzione – ha scritto una lettera chiarificatrice all’onorevole Matteo Salvini. Ecco il testo: ”Le scrivo in relazione alla vicenda occorsa in un istituto scolastico del Trentino –  scrive il presidente Ugo Rossi -. Il liceo Russell di Cles, che ha avuto come Lei sa un’amplissima eco mediatica, generando reazioni invero piuttosto inquietanti soprattutto sui social network. Come presidente della Provincia autonoma di Tproclamazione degli elettiUgo Rossi presidenterento e responsabile per il settore all’istruzione posso assicurarLe che abbiamo raccolto tutte le informazioni utili su quanto è avvenuto. Ci siamo inoltre confrontati con il dirigente scolastico, che ci ha manifestato la sua preoccupazione in merito ai ripetuti messaggi offensivi e alle minacce pervenute alla scuola attraverso i canali del web”.

“Vorrei dirLe innanzitutto – prosegue Rossi – che le cose non sono andate così come una parte degli organi di informazione le ha riferite. Nessuna frase che riguardasse la Sua persona e la formazione politica che Lei rappresenta è stata pronunciata, e nessuna umiliazione è stata inferta ad una studentessa per avere espresso la propria opinione durante una discussione in classe. In Trentino rispettiamo le idee di tutti, e se ci sforziamo, anche nei confronti degli stranieri, di esercitare le virtù dell’accoglienza e del riconoscimento della pari dignità di ciascuna persona, a maggior ragione sposiamo questi principi nel contesto delle funzioni educative e formative.

Temi come quello dell’immigrazione si prestano naturalmente a confronti anche molto accesi, dentro e fuori la scuola. Ma è nostra cura e responsabilità far sì che – specie in un contesto come quello di un’aula scolastica – ognuno possa esporre liberamente le proprie idee e siamo certi che il professore al centro della vicenda non sia venuto meno ai propri doveri”. “Ho ritenuto opportuno pertanto scriverLe – conclude Rossi – per rassicurarLa in proposito e rimango a disposizione per un eventuale confronto personale per chiarire in via definitiva gli spiacevoli equivoci che si sono creati e restituire alla stessa scuola la necessaria tranquillità”.


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