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Carlo Merler, la figura del magistrato e dell’esponente della Resistenza Trentina ricostruita da Sandro Schmid. Presentazione a Trento

sabato, 15 ottobre 2016

Trento –  Presentato a palazzo Trentini il volume di Sandro Schmid sulla figura di Carlo Merler, magistrato e membro della Resistenza trentina. Nella sala dell’Aurora a palazzo Trentini è stato presentato (nella foto le autorità presenti dal presidente Dorigatti al sindaco Andreatta per arrivata all’autore) il libro di Sandro Schmid, presidente dell’Anpi del Trentino, che racconta la storia di una figura dimenticata ma importante della Resistenza trentina, Carlo Merler, nome di battaglia “Aroldo”.

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Nato a Povo, giudice militare, tenente colonnello della famosa e tragica divisione Acqui, dopo l’8 settembre del 1943 partigiano prima nel bergamasco e poi a Trento dove, fino alla sua cattura avvenuta nel marzo del ’45, seppe organizzare un reticolo di rapporti in tutto il Trentino per promuovere la propaganda antinazista e far arrivare alle formazioni partigiane armi e rifornimenti. Merler sopravvisse alla detenzione nel lager di Bolzano perché, ad un mese dalla sua cattura, arrivò la liberazione. Questi i tratti essenziali di una figura, di grande caratura morale, come hanno ricordato Schmid e lo storico Mario Cossali che, nel dopoguerra, non ha mai voluto far conoscere il suo impegno di resistente e che è stato riscoperto dall’Anpi di Trento grazie alla figlia Milena che, da Verona dove risiede, si è messa in contatto con Sandro Schmid.

LA STORIA 

E’ riemersa così dall’oblio della storia una figura di grande trentino, amico di Manci, cristiano adulto, come lo ha definito Cossali, e laico militante del Partito d’Azione. “Un uomo – ha ricordato il Presidente del Consiglio, Bruno Dorigatti – che ha saputo porre un confine netto tra bene e male”. Dorigatti ha ringraziato l’autore e l’Anpi per aver scelto per la presentazione palazzo Trentini, sede del Consiglio, “perché – ha aggiunto – istituzioni come la nostra devono ricostruire la memoria collettiva”.

Sandro Schmid, rivolgendosi al sindaco Alessandro Andreatta, che ha partecipato all’incontro, ha chiesto che Trento ricordi Carlo Merler, al quale Verona ha assegnato la più alta onorificenza cittadina, ponendo una lapide sulla casa di via Suffragio dove fu arrestato dalla Gestapo.

Merler, ha ricordato Lorenzo Gardumi, storico del Museo storico e autore di diversi studi sulla resistenza in Trentino, ha inquadrato la situazione politico militare nella quale si è trovato ad agire Merler. Lo sbandamento dell’8 settembre, la partecipazione di molti trentini (circa 500) non solo alla Resistenza nelle regioni del nord, ma anche l’arruolamento nel ricostruito esercito regio del sud. Una situazione particolarmente complessa nel Trentino direttamente annesso al Reich, ma, ha aggiunto Cossali, la resistenza da noi non fu il fenomeno marginale e senza figure di spicco di cui spesso si sente parlare. “Nella Resistenza – ha aggiunto lo storico roveretano – si è espressa la cultura trentina migliore”.

Un lavoro, quello di Schmid, ha aggiunto che serve “a riportare alla luce ciò che è avvenuto dal buio del silenzio dei protagonisti dettato spesso da un pudore civile; dalla censura del dopoguerra e anche dalla retorica”. Il volume edito dalla casa editrice Osiride di Rovereto, ha ricordato Schmid, è il primo di una serie di storie partigiane che l’Anpi del Trentino sta riportando alla luce.


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