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Cantina Toblino, conclusa la vendemmia 2018. De Biasi: “E’ di ottima qualità”

giovedì, 8 novembre 2018

Calavino – “E’ stata una bellissima vendemmia, favorita dal tempo e conclusa secondo una regolarità come non accadeva da alcuni anni“, è il commento di Carlo De Biasi, direttore generale di Cantina Toblino, con sede a Calavino (Trento). La vendemmia è iniziata venerdì 17 agosto e si è conclusa 55 giorni dopo. “A onor del vero – spiega De Biasi – abbiamo ancora 55 quintali di uve da raccogliere per un progetto innovativo che stiamo portando avanti da questa annata“.

Cantina Vino Toblino 03L’ATTIVITA’ - Cantina Toblino è oggi una realtà vinicola con oltre 800 ettari di vigneti, ubicati tra i 100 metri sul livello del mare fino a 700 metri. I soci sono 630 e l’ultimo fatturato della Cantina è attorno ai 15 milioni di euro. “La crescita – osserva il direttore di Cantina Toblino – è costante e ogni anno si cerca di compiere un passo avanti“.

LA TRADIZIONE - La vocazione vinicola della Valle dei Laghi venne già descritta nelle cronache del Concilio di Trento e dopo secoli di attività da parte di vignaioli, negli anni ’60 arriva il salto di qualità: un pioniere della moderna viticoltura italiana, Rebo Rigotti, nato vicino le sponde del lago di Toblino, coadiuvato dall’allora direttore della Cantina Toblino, Giancarlo Ciurletti, mappò tutta la zona, presentando una cartografia al presidente della cantina sociale, Carlo Bleggi.

Cantina Vino Toblino 1

Nel 1968 vennero definite le linee guida per lo sviluppo della viticoltura e da allora è stato un susseguirsi di sfide, vinificazioni e confronti. Nella Valle dei Laghi il vitigno a bacca rossa è sempre stato preferito dai contadini, mentre negli ultimi decenni sono state sviluppate le uve bianche. I vini prodotti sono, oltre al Nosiola che appartiene alla ricca tradizione della conca di Toblino, Toblino, Schiava, Rebo, Traminer, Kerner, Chardonnay.

LA SELEZIONE - Delle uve vendemmiate nei minuscoli campi vitati della Conca di Toblino, una selezione coinvolge solo quei vigneti (neppure il 10% di quelli coltivati a Nosiola) ritenuti idonei a dare uve per il “Vino Santo”.

Cantina Vino Toblino 2

I grappoli maturi e asciutti vengono stesi su graticci detti “Arèle”, favorendo così il lento appassimento naturale che si protrae per tradizione fino alla Settimana Santa, grazie alla costante ventilazione garantita dall’Ora del Garda. Tutte le uve sono tenute sotto controllo, attraverso l’attività dell’agronomo Giuliano Cattoni, mentre Nicola Caveden, assiste i soci di Cantina Toblino.

I risultati si vedranno tra alcuni mesi. “Della qualità della vendemmia 2018 – conclude il direttore Carlo De Biasi – ne sentiremo parlare a lungo: i vini sono interessanti e in primavera li assageremo“. Quell’angolo del Trentino, tra Garda e Bondone, è sempre più un punto di riferimento per i vini di qualità.



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