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Candriai: si è parlato di integrazione e formazione nella seconda giornata del Simposio dei Vigili del fuoco volontari allievi

venerdì, 6 maggio 2016

Candriai – Giovani, formazione e integrazione al centro della seconda giornata del Simposio internazionale degli Allievi dei Vigili del fuoco volontari, ospitato dalla struttura Aerat di Candriai e organizzato dalla Federazione dei Corpi dei Vigili del fuoco volontari della Provincia di Trento. Giornata che ha visto in prima fila soprattutto i giovani, protagonisti dei 4 workshop dedicati ad altrettante tematiche strategiche per il futuro. Alberto Flaim

Ad aprire i lavori, i saluti delle autorità, che hanno sottolineato la centralità di questo evento quale incubatore di idee e spunti per il futuro dell’istituzione dei pompieri volontari. Tra gli intervenuti Italo Gilmozzi, a nome del Comune di Trento, i dirigenti del Dipartimento Protezione civile della Pat Stefano de Vigili e della Scuola antincendi Ivo Erler, l’ingegner Emilio Occhiuzzi responsabile della Formazione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, dell’ing. Fabio Dattilo Dirigente Generale – Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica presso il Ministero dell’Interno e di Jon Hendrik Kuinke presidente della Commissione IJLK (Giovani Vigili del fuoco volontari) europea.

«I Vigili del fuoco volontari – ha detto nel saluto introduttivo l’assessore provinciale alla Protezione civile Tiziano Mellarini – sono una colonna portante della Protezione civile del Trentino e questo simposio pone motivi di grande interesse perché mette al centro i giovani, che rappresentano la linfa vitale di questo movimento». Jon Hendrik Kuinke presidente della Commissione IJLK    europea, quella che raggruppa i Giovani Vigili del fuoco volontari

Secondo Mellarini sono due le parole chiave che descrivono questo Simposio: «la prima è integrazione, oggi più che mai c’è bisogno di togliere gli steccati e dare il via alla vera integrazione e all’incontro di culture diverse per rafforzare l’Europa. La seconda è formazione: su di essa si basa il nostro futuro e la capacità dei giovani di affrontare questi momenti di cambiamenti così complessi e saper affermarsi non solo nel loro percorso da Vigili del fuoco volontari, ma anche nella vita e nella professione».

Strategico – fra quelli trattati – è stato appunto il tema dell’integrazione, approfondito in particolare dalla delegazione inglese; una tematica sulla quale le varie federazioni stanno cercando delle strategie comuni di azione, anche alla luce della crescente emergenza legata all’immigrazione. In questo senso il ruolo dei Vigili del fuoco volontari quale movimento aggregativo si rivela fondamentale. DSC_0183

Un tema affrontato nella sua relazione anche da Alberto Flaim, presidente della Federazione dei Corpi dei Vigili del fuoco volontari della Provincia di Trento: «Integrazione e solidarietà sono facce della stessa medaglie e i Vigili del Fuoco volontari ne sono veri interpreti. I pompieri non fanno sociologia e non possono certo risolvere i problemi di integrazione dell’Europa: però la Federazione assieme a Corpi ha affrontato questa tematica alcuni anni fa e dunque possiamo portare la nostra concreta esperienza che ha dato risposta a delle istanze forti che sono arrivate dal territorio. Così è accaduto che giovani immigrati si sono avvicinati all’attività dei Vigili del fuoco volontari, e attraverso il cambio degli Statuti è stato possibile dare risposte a questo importante processo, togliendo il requisito della cittadinanza e dando loro la possibilità di partecipare alla nostra attività».DSC_0201

Tra gli spunti emersi dal dibattito, quello sulla necessità di armonizzare le età di accesso e di inizio del percorso formativo che oggi rilevano ancora delle differenze, talvolta anche all’interno degli stessi paesi. In questo senso si è parlato anche della proposta – che arriva dai paesi dell’est Europa ed in particolare dalla Polonia – di abbassare l’età nella quale è possibile accedere ai Vigili del fuoco (allievi) fino a sei anni. Al centro del dibattito, le opportunità di questa scelta e la sua importanza per i giovani, ma anche le criticità che questa scelta porta con sé, a livello ad esempio di responsabilità.

Integrazione al centro dell’attenzione – L’esperienza inglese simposio-sala

Mike Norton, ispettore dei Vigili dei Fuoco nel West Midlands, UK, ha portato a Candriai la propria testimonianza, coordinando il workshop dedicato all’integrazione dei “nuovi cittadini” europei, anche grazie all’istituzione dei Vigili del Fuoco, in particolare allievi.

«L‘integrazione – ha detto – è diventata cruciale ed è al centro delle riflessioni di questo simposio perché i giovani possono vedere quotidianamente in tv e sui media che ci sono nuove persone che stanno arrivando in Europa, e dunque si pongono degli interrogativi. I Vigili del fuoco volontari sono persone sensibili a questi temi, così come – in altro contesto – lo sono stati anche ad esempio sulla tematica della disabilità.

I Vigili del fuoco, per loro costituzione, sono infatti realtà senza confini, e accolgono chi ha voglia di fare e di impegnarsi, senza distinzione di Religione o credo politico, ma semplicemente pensano a fare il proprio dovere.

La tematica dell’integrazione, specie fra gli allievi, è dunque oggi in primo piano. C’è peraltro un valore aggiunto che i figli degli immigrati portano ai nostri corpi; abbiamo in Gran Bretagna delle esperienze profonde di multiculturalità, e all’interno dei VVFF è possibile approfondire esperienze di integrazione e di lavoro assieme e già diversi anni fa proprio nel mio Corpo di appartenenza siamo stati precursori con un comandante di origini indiane».

Allievi e integrazione – Parla il presidente degli allievi VVFF europei Jon Hendrik Kuinke

Jon Hendrik Kuinke presidente della Commissione IJLK europea, quella che raggruppa i Giovani Vigili del fuoco volontari: «L’integrazione è per noi importante da alcuni anni, ma oggi assume una strategicità ulteriore a fronte dei nuovi fenomeni migratori, con tante persone che vogliono venire in Europa da paesi dove c’è guerra e all’interno dei VVFF è di certo una tematica che va approfondita.

I Vigili del fuoco sono da sempre una comunità sfaccettata con una composizione varia dal punto di vista sociale e dunque perché non dovrebbero essere accoglienti anche verso le nuove cittadinanze e le loro istanze?

Qui a Candriai oggi abbiamo parlato di cose davvero importanti, con l’obiettivo che i giovani che hanno partecipato poi portino nelle loro realtà le esperienze che oggi abbiamo approfondito e diventino megafono verso i loro coetanei di queste istanze.

I VVFF sono da sempre alfieri di valori positivi e quello dell’integrazione responsabile lo è di sicuro e dunque ci sentiamo di lanciare messaggi positivi che poi si possono irradiare anche al resto delle nostre società di appartenenza».


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