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Caccia: il Consiglio dei Ministri rafforza la competenza del Trentino Alto Adige in materia

venerdì, 25 novembre 2016

Trento – Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’integrazione della norma di attuazione dello Statuto di autonomia in materia di caccia, riconfermando le particolari modalità di esercizio del prelievo venatorio nel Trentino Alto Adige, collegato al regime delle riserve.komp-rossi

“Con questa decisione il rischio di vedere compresso l’esercizio della nostra Autonomia in questa delicata materia, manifestatosi dopo la modifica al Titolo V della Costituzione nel 2001, è stato scongiurato – sottolinea il presidente Ugo Rossi, a Roma – . Nei rapporti con il Governo abbiamo riscontrato un’ampia disponibilità ad accogliere le nostre richieste, che rappresenta anche un riconoscimento della buona gestione dell’ambiente e delle risorse naturali da parte del Trentino”.

La competenza provinciale in materia di caccia e pesca, di parchi e di protezione della flora e della fauna era stata definita fin dal 1974, nel quadro del Secondo Statuto di autonomia. In quella sede era stato riconosciuto che “lo standard di protezione della fauna è disciplinato con legge provinciale, che stabilisce il calendario venatorio e le specie cacciabili, attenendosi ai livelli di protezione risultanti dalle convenzioni internazionali o dalle norme comunitarie introdotte nell’ordinamento statale”.
La conseguente gestione delle risorse faunistiche da parte della Provincia autonoma, unanimemente riconosciuta come equilibrata ed efficace, rischiava di essere messa in discussione dallo sviluppo della giurisprudenza costituzionale, in particolare dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, nel 2001, che aveva condizionato l’esercizio delle competenze provinciali in materia. Il rischio era che, in presenza di impugnative alla Corte costituzionale, la legislazione provinciale potesse venire in parte travolta, subendo un’omologazione al resto del Paese.

L’approvazione, oggi, della norma di attuazione da parte del Consiglio dei Ministri, al termine di un confronto durato quasi due anni, ripristina le prerogative delle Province autonome, consolidando le attuali forme di esercizio della caccia, anche nell’ambito dei parchi provinciali, in coerenza con il livello di sostenibilità ambientale e di equilibrio faunistico raggiunto in questi decenni. La nuova norma riconosce inoltre la competenza provinciale a regolare temporanee variazioni dell’elenco delle specie cacciabili previste dalla normativa statale.

L’esercizio della competenza legislativa esclusiva in materia di caccia implica ovviamente il riconoscimento delle peculiarità ambientali ed ecologiche del Trentino Alto Adige, ma soprattutto delle speciali forme di gestione della fauna collegate al regime riservistico. Questa impostazione ha consentito, negli anni, la ricostituzione e il consolidamento di un equilibrio faunistico che, a partire dal Secondo dopoguerra, risultava fortemente compromesso anche in questa parte dell’arco alpino, e di un sistema di aree naturali protette diffuso capillarmente nei due territori provinciali. Ciò ha permesso di accreditare il Trentino Alto Adige fra i territori più qualificati, sotto il profilo paesaggistico e naturalistico, a livello europeo.

Tale sistema risulta coerente con l’evoluzione del quadro normativo dell’Unione europea in materia di protezione della natura, in particolare con riferimento alla rete Natura 2000, e con le discipline applicate anche alle realtà regionali transfrontaliere.


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