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Brexit, il Patt invita a riflettere sul voto inglese: “Accelerare il percorso di integrazione”

venerdì, 24 giugno 2016

Trento – “Dalla BREXIT si esce solamente con più Europa”, gli autonomisti invitano a riflettere sul voto inglese: accelerare il percorso di integrazione fra gli Stati puntando sull’Europa dei popoli e delle regioni.Panizza Patt 1

L’esito del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ha posto gli Stati membri e i cittadini stessi di fronte a domande e interrogativi inediti che vanno assolutamente affrontati con determinazione e lucidità. In tutta Europa, infatti, si assiste da un lato allo sgomento di chi nell’Unione vede il futuro di questo continente e, dall’altro, all’esultanza delle forze nazionaliste e populiste per quella che viene dipinta come la spallata finale all’Europa delle banche e dei burocrati (Nella foto il segretario politico Franco Panizza) .

Le motivazioni che hanno spinto il popolo inglese a bocciare l’Unione Europea, tuttavia, non possono essere bollate come populiste o viste come un incidente di percorso. La vicenda “Brexit” deve portare Bruxelles e tutti gli stati membri ad una revisione dell’impianto dell’UE perché spesso, nelle forze populiste e antisistema, si nasconde la domanda dei cittadini di una politica migliore e più vicina alle esigenze dei più deboli.

In questi anni di crisi l’Unione Europea non sempre è riuscita a rispondere alle domande provenienti dai cittadini, prendendo sempre più le forme nell’immaginario collettivo di un apparato mastodontico governato dai burocrati e dalla finanza.

Come Partito Autonomista di una terra di confine, che da sempre si batte per una maggiore integrazione europea, tanto da esser stato l’unico movimento politico ad inserire negli anni ’70 un esplicito richiamo all’UE, siamo dunque in prima linea affinchè dal voto inglese possa nascere una nuova Europa. Un’Europa sostenibile, più inclusiva, più vicina alle sofferenze e alle difficoltà.
Un’Europa governata dai popoli che la compongono e che sappia far emergere, da una storia di divisioni e guerre, il valore della pace e della concordia.

Ma siamo ancora più convinti di questo guardando a ciò che dal voto in Gran Bretagna emerge in modo chiarissimo e cioè che le nuove generazioni così come quei territori che reclamano più autonomia (Scozia e Irlanda del Nord in primis) sono i più convinti sostenitori dell’Unione Europea. Il messaggio lanciato da queste due categorie di elettori è molto significativo e dimostra ancora una volta che il si può raggiungere solamente valorizzando ciò che ci unisce e non ciò che ci divide.

Ecco perché come trentini e come autonomisti siamo convinti che mai come ora sia necessario ripartire da questi dati. La Brexit ci offre la straordinaria possibilità di rimediare agli sbagli fatti nella gestione di questa Unione Europea.

Spetta a tutti noi ora rilanciare il progetto di integrazione affinché prenda forma, finalmente, quell’Europa dei popoli e delle regioni che da troppo tempo giace in stato embrionale e che sta alla base anche della nostra Euregio. Non è il momento di chiudersi all’interno dei propri confini, ma di aprirsi all’Europa.


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