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Brennero, il senatore Panizza (PATT): “Intervenire con Vienna e in Europa per evitare la chiusura della frontiera”

mercoledì, 16 marzo 2016

Roma – “Intervenire con Vienna e in sede europea per scongiurare la chiusura della frontiera del Brennero, sostenere l’iniziativa congiunta di Platter, Rossi e Kompatscher, coinvolgere tutti i Paesi membri nel controllo delle frontiere dell’Unione, lavorare per un asilo politico europeo”. Sono questi i punti salienti dell’intervento oggi in aula del segretario del PATT, senatore Franco Panizza nel corso della seduta con il presidente Matteo Renzi, in vista del vertice europeo di domani e dopodomani.

Panizza - Rai 1

“La chiusura del Brennero – ha detto il senatore Panizza – rischia di far tornare indietro le lancette della storia. Il Land Tirolo, le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno un forte rapporto di collaborazione anche dal punto di vista istituzionale grazie all’Euregio: sono oltre 50 i progetti di politiche comuni transfrontaliere previsti per i prossimi due anni e che oggi rischiano una vera e propria battuta d’arresto.

Il Governo deve sostenere l’iniziativa politica dei tre Presidenti di muoversi all’unisono con Vienna e con Roma in vista di una possibile emergenza. Non è molto diverso da quello che l’Italia chiede in Europa: una condivisione del problema, per riscrivere gli accordi di Dublino, salvare Schengen e giungere all’Asilo europeo, anche con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza interna e procedere in maniera più efficace con le procedure di riconoscimento dei rifugiati”.

Panizza ha poi voluto sottolineare come “chiudere il Brennero sarebbe una ferita. Il Brennero non è un confine come tutti gli altri, ma il simbolo di quell’Europa che dopo essersi scontrata per secoli ha raggiunto la pace e la collaborazione. Dobbiamo fare in modo che l’Europa non sfugga più al difficile compito che le spetta. Continuiamo a chiamarla emergenza, ma i flussi migratori non sono un fenomeno transitorio, saranno la costante negli anni a venire, di cambiamenti epocali che possono essere affrontati solo in maniera collegiale a livello europeo.

L’Europa – ha insistito Panizza – non può essere solo la camicia da forza che stritola con le sue regole l’agricoltura, la montagna e le piccole e medie imprese. Credo che la linea politica italiana sull’Europa sia quella giusta. Il problema vero delle Istituzioni dell’Unione è che sempre più spesso sembra di essere nel gioco dell’oca, per cui anche dopo la condivisione, durante i vertici, degli obiettivi, l’indomani il tutto si trasforma in un gioco di distinguo, di ritardi e di mancanze. Per ritornare, tragicamente, al punto di partenza. È evidente allora che l’azione deve essere intensificata. E non lasciata solo sulle spalle del Governo italiano, ma deve vedere un coinvolgimento più largo di tutte quelle forze che possono aiutare l’Europa a ritrovare la strada giusta. Un po’ come si sta provando a fare con la nostra Euregio e su cui abbiamo bisogno di un importante sostegno da parte di Renzi e del Governo”.


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