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Borgo Valsugana piange Claudio Valdagni, storico radiologo: il cordoglio di Rossi e Zeni

mercoledì, 27 gennaio 2016

Borgo Valsugana – Cordoglio e riconoscenza: sono i sentimenti espressi dalla Provincia autonoma di Trento – con il suo presidente Ugo Rossi – per la scomparsa di Claudio Valdagni, il cui nome è legato per sempre ad alcune delle innovazioni più significative occorse alla sanità trentina, a partire dalla unità di radioterapia – la cosiddetta “bomba al cobalto” – inaugurata nel 1953 all’ospedale di Borgo Valsugana, una delle prime al mondo. Il presidente Rossi e l’assessore  Zeni sottolineato: “La sua vita un esempio per ogni trentino”. Nato il 31 agosto 1919 a Pergine Valsugana, Claudio Valdagni ha segnato la storia della medicina a livello mondiale negli anni ’50 e ’60 ed è morto ieri. Il 31 ottobre del 1953, l’allora giovanissimo medico radiologo, Claudio Valdagni (nella foto), aprì all’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana l’otturatore della seconda unità di radioterapia al mondo, avviando una vera rivoluzione nel campo oncologico.Valdagni1

“Con Valdagni il Trentino ha maturato un debito di riconoscenza importante – sottolineano all’unisono il governatore Ugo Rossi e l’assessore alla sanità Luca Zeni – . Grazie a lui una piccola terra che ancora lottava per uscire dalla pesante eredità della Seconda guerra mondiale, e dalla quale ancora si emigrava, divenne un laboratorio all’avanguardia per quanto riguarda l’oncologia. Nel percorso di Valdagni, un giovane, brillante medico pieno di entusiasmo, di voglia di fare, che seppe andare al cuore delle innovazioni scientifiche che cominciavano a maturare in quegli anni straordinari, vedo in fondo una grande lezione di vita per tutti noi. Oggi, ancor più che allora, considerata la facilità in cui ci muoviamo in un mondo aperto e globalizzato, dobbiamo inserisci nei flussi della conoscenza e dell’innovazione, sperimentare con coraggio, essere fiduciosi nella nostra capacità di porci alla guida di processi ambiziosi, fungendo da esempio per il resto del Paese. Dobbiamo farlo in campo medico-sanitario, pensiamo ad esempio alla Protonterapia, ma anche in altri ambiti dove abbiamo competenze da spendere e idee da concretizzare. Al servizio di tutti, come al servizio di tutti si mise allora l’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana e poi, più tardi, la Fondazione trentina per la ricerca sui tumori”.


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