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Boom per la puntata ‘trentina’ di Melaverde: oltre due milioni di spettatori

mercoledì, 24 febbraio 2016

Storo – La puntata di Melaverde appena andata in onda la scorsa settimana, dedicata al territorio provinciale trentina, preceduta dall’episodio de “Le Storie” incentrato su Storo, ha fatto segnare il 15,36% di share con oltre 2,1 milioni di spettatori interessati ai piatti dello chef Alessandro Gilmozzi del Molin di Cavalese, ai distillati di Bruno e Ivano Pilzer in Val di Cembra e alle birre artigianali del Maso Alto a Lavis.riprese

Ottimi risultati di ascolto domenica mattina per la puntata in massima parte dedicata al Trentino di Melaverde, la trasmissione di Canale 5 condotta da Ellen Hidding ed Edoardo Raspelli. I riscontri peraltro erano già ottimi alle 11 con Le Storie di Melaverde, dove la presentatrice olandese si occupava di Storo, con la farina di granoturco di Agri ’90, il suo utilizzo anche in pasticceria, l’allevamento di pesci della famiglia Armanini con lo speck di trota e altro ancora: c’è stato uno share del 10,85% con 1.037.000 spettatori. Ancor meglio il territorio provinciale raccontato da Raspelli poco prima di mezzogiorno nella puntata inedita di Melaverde, con i piatti fantasiosi a base di erbe e licheni del Molin di Cavalese, la grappa e il gin dei fratelli Pilzer in Val di Cembra e le birre artigianali di Lavis: il programma prima ha toccato il 15.36% di share e 2.102.000 spettatori, dopodiché nella seconda parte il dato è salito al 15,69% di share con 2.319.729 spettatori.

In Val di Fiemme protagonista lo chef-creativo Alessandro Gilmozzi del Molin di Cavalese. Raspelli ha accompagnato Gilmozzi nella raccolta del lichene furfuracea, di pigneper braceri con una nota di bosco e di cortecce che nella parte interna contengono oli essenziali con cui lo chef prepara dei gelati. In Val di Cembra Bruno Pilzer ha mostrato la distilleria di famiglia, con l’ultima frontiera – per ora – della produzione ereditata dal padre assieme al fratello Ivano: il gin.

La ricetta di Pilzer, oltre all’ingrediente principale che come lascia intendere il nome è il ginepro, prevede bacche di prugnolo selvatico, sambuco, qualche foglia di salvia, rosmarino e timo e addirittura camomilla, non per calmare, ma per raggiungere l’equilibrio tra profumi e sfumature. Raspelli ha spiegato che in Italia al momento i distillatori di gin sono solo una ventina. A Lavis obiettivi puntati sul Maso Alto, birrificio artigianale dove i fratelli Andrea e Leonardo cercano di produrre tutte le materie prime: oltre all’acqua di sorgente, l’orzo e il luppolo – l’elemento che riesce a dare l’amaro e l’aroma alla birra – che poi viene maltato ad Ancona, in una delle poche malterie italiane. Andrea è enotecnico diplomato a San Michele, mentre Leonardo è sociologo: i due condividono una passione per la birra cresciuta negli anni. L’agribirrificio, sull’alta collina di Pressano, è nato dalla ristrutturazione di un maso del nonno. L’episodio della trasmissione dedicato al territorio provinciale è stato possibile grazie al coinvolgimento di Trentino Marketing e dell’apt della Val di Fiemme.


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