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Bolzano, via libera alla legge di stabilità per il 2018

sabato, 16 dicembre 2017

Bolzano – Il Consiglio provinciale ha discusso e approvato il dlp 147/17, legge di stabilità provinciale per l’anno 2018. Ecco votazioni dei singoli articoli e documenti.

Consiglio provinciale Bolzano

L’articolo 1 prevede che la tassa automobilistica non debba essere pagata in caso di fallimento aziendale, di crisi economica del privato cittadino o di liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa, se la procedura è annotata al PRA. Il pres. Arno Kompatscher ha aggiunto con emendamento un comma ai fini dell’esenzione IRAP delle organizzazioni di volontariato in caso di sponsorizzazione (associazioni sportive). Approvato l’emendamento, è stato approvato anche l’articolo (20 sì, 1 no, 8 astensioni).  Approvato senza discussione l’articolo 2.

L’articolo 3 propone una modifica della legge sull’IMI, prevedendo che l’aliquota prevista per i garage degli hotel sia allineata a quella prevista per i rispettivi esercizi pubblici. Paul Köllensprger (Movimento 5 Stelle) ne ha chiesto lo stralcio ritenendolo un privilegio che causa disparità di trattamento. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che si tratta di uniformare le aliquote IMI tra esercizi che hanno il garage dall’origine ed esercizi che l’hanno costruito dopo. Respinto l’emendamento di Köllensperger, l’articolo è stato approvato con 18 sì, 4 no e 11 astensioni.

All’articolo 4, che riguarda le autorizzazioni di spesa per il 2018, era allegata la relativa lista. In merito alle unità di voto relative alle spese, Hans Heiss (Gruppo Verde) ha chiesto informazioni sulle spese per centri linguistici, i contributi ad associazioni pubbliche per la ricerca scientifica, un contributo alla Libera Università di Bolzano, il contributo ad associazioni per la tutela del patrimonio etno-culturale ladino, Paul Köllensperger (Movimento 5 stelle) sull’attività informativa della Regione Trentino Alto Adige/Südtirol, le convenzioni radiotelevisive, le spese per la fusione AE-SEL, l’acquisto di partecipazioni e di immobili, il fondo per crediti non riscuotibili. In merito, hanno risposto l’assessore Philipp Achammer, il presidente Arno Kompatscher, che ha citato una prossima campagna nazionale per far conoscere le caratteristiche della provincia di Bolzano, le tasse sulla fusione SEL-AEW, l’aumento di capitale della BBT (“l’ultimo”), della BLS, della Stilfser Joch, il fondo per il rientro di capitale dell’ambito della norma sull’armonizzazione dei bilanci, l’assessore Florian Mussner, che ha fatto riferimento alla tutela dei beni culturali e ai musei, l’ass. Christian Tommasini, che ha riferito di 60 milioni per il progetto dell’areale Benko, cui corrispondono 60 milioni in entrata, trattandosi di uno scambio, e di 7 milioni destinati all’ampliamento della Marie Curie di Merano e l’acquisto di immobili l’Università di Bolzano e Bressanone. Il presiedente Arno Kompatscher ha presentato un emendamento a modifica “non sostanziale” delle tabelle allegate, che è stato approvato con 18 sì, 5 no e 5 astensioni. L’articolo è stato approvato con 19 sì, 8 no e 4 astensioni. Approvati poi senza discussione gli articoli 5, 6, 7 (con emendamento sostitutivo del presidente Arno Kompatscher) e 8.

Si è quindi passati all’esame articolato del dlp 148/17, Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Bolzano per gli esercizi 2018, 2019 e 2020. Approvati senza discussione gli articoli 1, 2 e 3 (tutti con emendamento sostitutivo del presidente Kompatscher), l’articolo 4 (con modifica degli allegati) e l’articolo 5.

L’aula ha esaminato  l’articolo 9, riguardante l’estinzione anticipata dei mutui da parte dei Comuni. Paul Köllensperger (Movimento 5 Stelle) ha proposto che ijn caso di assegnazione di contributi da parte dello Stato per l’attenuazione degli indennizzi in caso di estinzione anticipata  esse non vengano automaticamente in parte trattenuti dalla Provincia, ma solo previa intesa dei Comuni. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che la dopo un chiarimento la soluzione trovata soddisfa i Comuni. Respinto l’emendamento, l’articolo è stato approvato con 16 sì e 11 astenuti.
Approvato l’articolo 10.
L’articolo 11 riguarda la struttura dirigenziale della Provincia. Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto di stralciare il comma che riduce da 8 a 4 gli anni di esercizio nell’amministrazione provinciale, per escludere una disposizione ad personam. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che c’è sempre più difficoltá a reperire persone qualificate, pertanto è opportuno ridurre questo numero di anni: non si pensa proprio a nessuna persona in particolare. Respinto l’emendamento, l’articolo è stato approvato con 17 sì, 1 no e 11 astensioni.
L’articolo 12 riguarda disposizioni in materia di riscossione delle entrate. È stato approvato (17 sì, 2 no, 11 ast.) con un emendamento del pres. Kompatscher che dispone che le disposizioni relative al pareggio di bilancio si applicano solo ai comuni e non agli enti locali nel suo complesso.
Approvato l’articolo 13.

L’articolo 14 riguarda il riordinamento del servizio sanitario provinciale e prevede sanzioni in caso di mancata presentazione ad appuntamenti specialistici presso l’Azienda sanitaria. Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler freiheit) ha contestato che anche nel caso in cui l’urgenza di una prestazione non venga comprovata venisse attribuita una sanzione, e ha proposto due emendamenti stralcio relativi al comma sulle sanzioni amministrative, a meno che non venissero meglio chiariti i casi di urgenza o meno. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha criticato la praticabilitá della sanzione di 35 €, ritenendo che richiedesse un eccessivo onere amministrativo. Ha chiesto quindi di prevedere dalla sanzione la detrazione di una cauzione di 10 € da pagarsi al momento della prenotazione. Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha criticato la soluzione retroattiva relativa al pagamento ai medici di base, e ne ha chiesto lo stralcio: per i privati questa soluzione non esiste. In quanto alle sanzioni, che quasi il 20% dei prenotati non disdica l’appuntamento è grave, perché si ruba il posto ad altri, ma la disposizione sui pagamenti è di difficile applicazione: se la persona dice di aver disdetto, non è possibile dimostrare il contrario. il sistema di prenotazione non consente verifiche. Bisognerebbe poi inserire la specifica che la prenotazione deve essere fatta dalla stessa persona che poi non si presenta, e non deve essere fatta d’ufficio. Infine, ha chiesto stralcio del comma sul pagamento ridotto delle sanzioni, ipotesi che non deve essere nemmeno citata, in quanto porta confusione. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha chiarito che i servizi della pubblica amministrazione sono pagati dai cittadini e che il diritto di godere di prestazioni per la salute è fondamentale: bisogna quindi chiedersi se mai quale sanzione applicare a un’amministrazione sanitaria che non garantisce questo diritto alle prestazioni sanitarie in tempi ragionevoli, basti pensare a 251 giorni per una  visita oculistica, svariati mesi per una cardiologica, il rinvio per mesi di una mammografia. Si è quindi rammaricato di non aver rilevato nell’aula indignazione per la proposta di sanzione contenuta nell’articolo. Già oggi il paziente è invitato a disdire in caso di impossibilitá a presentarsi, ma di qui a sanzionare ce ne passa. La sanzione è giusta se il servizio pubblico garantisce una prestazione giusta, come sarebbe un appuntamento a una settimana di distanza, non certo a 8 mesi. Non si può sanzionare in questo caso i cittadini che sono gli stessi finanziatori del servizio sanitario. Inoltre, già oggi la pubblica amministrazione rinuncia alla riscossione di debiti nei suoi confronti inferiori ai 30 €, perché l’esborso burocratico è più consistente della sanzione stessa. Urzì ha riferito di essersi confrontato con molte persone fuori dal palazzo, riscontrando la percezione che il cittadino venga indicato come responsabile del disservizio, mentre il vero responsabile è colui che applica la sanzione. L’ass. Martha Stocker ha rilevato che il provvedimento rientra nei tentativi per ridurre i tempi d’attesa, come tutti hanno capito. In quanto al dispendio burocratico, sono state valutate varie ipotesi; molte persone in Alto Adige sono diligenti quando ricevono una fattura da pagare. L’obiettivo comunque non è avere delle entrate, ma garantire una certa sensibilizzazione. Una delibera del 2002 aveva già previsto tutto ciò, ma non è una base giuridica sufficiente: ci vuole una norma di legge. In quanto alla disposizione sul pagamento retroattivo per i medici di base, essi non sono dipendenti pubblici: si tratta di prestazioni private oggetto di una convenzione e contrattate con la categoria. L’assessora ha poi condiviso l’idea che debba essere verificabile la disdetta, e ha difeso il paragrafo 4. I 5 emendamenti (Pöder, Heiss, Atz Tammerle) sono stati respinti.Myriam Atz TAmmerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha ribadito la difficoltà di definire a priori se una prestazione è urgente o meno, e che le persone siano chiamate a posteriori a pagare nel secondo caso. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha ribadito la contrarietà alla sanzione amministrativa nei confronti dei cittadini che dopo aver pagato le tasse e avendo ricevuto un appuntamento oltre un termine ragionevole si vedono attribuire sanzioni. Questa misura “ribalta l’ordine delle cose”, trasformando il paziente in responsabile e assolvendo la pubblica amministrazione dal suo disservizio, richiedendo inoltre un impiego eccezionale di mezzi ed energie. Egli ha poi contestato la leggerezza con cui l’aula trattava l’argomento, e aggiunto che il sistema favorirà i furbi, coloro che saranno capaci di rivendicare fittiziamente la gravitá delle proprie condizioni: per questo, avrebbe votato contro l’articolo, di cui chiedeva la votazione nominale. Anche Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto informazioni sui criteri di valutazione delle urgenze. L’ass. Martha Stocker ha ricordato che si tratta di prestazioni per cui sono state prenotate visite non rispettate, nonostante a volte si venga anche chiamati prima per telefono, e che il tutto è nell’interesse di chi aspetta una visita specialistica. Il servizio sanitario offre come primi interlocutori il pediatra o il medico di base, poi c’è un accesso diretto alla pediatria, il che garantisce una copertura assistenziale: non va dimenticato il primo livello. Inoltre, per le urgenze c’è la selezione alla triage. L’articolo è stato approvato con 16 sì, 1 no e 11 astensioni (la disposizione sulla sanzione – punto 1 del comma 2 – con 16 sì, 9 no e 3 ast.)

L’articolo 15 riguarda i servizi pubblici locali e le partecipazioni pubbliche, e prevede tra il resto la possibilità di nominare un amministratore unico per societá partecipate. Hans Heiss (Gruppo Verde) ha chiesto che questo avvenisse solo in casi eccezionali e motivati, mentre di norma l’organo amministrativo dovrebbe avere da 3 a 6 membri per rappresentanza linguistica e ragioni di trasparenza, controllo democratico e adeguatezza. Paul Köllensperger (5 Stelle) ha rilevato che le legge Madia non riguarda Alperia in quanto quotata in borsa, ha quindi proposto un comma che permettesse alla provincia di esercitare il controllo sulle partecipate come sui propri servizi, in modo da garantire il controllo sull’asset strategico della banda larga. Ha quindi chiesto un chiarimento sull’eventuale percezione di retribuzione da parte del presidente della camera di commercio, in quanto percettore di un vitalizio. Il pres. Arno Kompatscher ha chiarito che il controllo è garantito nei rispettivi statuti. Ha aggiunto di non sapere se la disposizione riguarda la Camera di commercio: essa è stata recepita dalla normativa statale. Respinti gli emendamenti di Köllensperger e Heiss, l’articolo è stato approvato con 17 sì, 1 no e 14 astensioni.

Approvato quindi senza discussione l’articolo 16.

Sull’articolo 17, riguardante la produzione e distribuzione di energia elettrica, Riccardo Dello Sbarba (Gruppo Verde) ha rilevato che le centrali di Alperia vengono distribuite a basso costo ai Comuni, e che in contemporanea c’è una trattativa sul pacchetto del 10% delle azioni di Alperia, con un altro prezzo, basato sul valore di cambio al momento della fusione SEL-AE. Queste due cessioni a prezzi diversi hanno senso e sono legittime? L’ass. Richard Theiner ha detto che si tratta di due questioni completamente diverse: per la cessione delle centrali sono stati creati i presupposti alcuni anni fa, il trasferimento del pacchetto azionario è un’altra cosa. Le regolamentazioni giuridiche sono differenti, ma tutto è stato verificato. L’articolo è stato approvato con 19 sì e 6 astensioni.  Approvati poi gli articoli 18, 19, 20 e 21.

Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, è intervenuto per primo Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien), che ha contestato la disposizione urbanistica relativa al commercio al dettaglio nelle zone artigianali, pur modificata, in quanto interviene prima della relativa riforma, nonché la disposizione che interviene su normative urbanistiche per ristrutturare alloggi per i migranti, che potrebbe garantire vantaggi a privati: si potrà verificare tra qualche anno. Il consigliere ha quindi contestato l’articolo che dispone sanzioni per visite non disdette, che potrebbero essere state prenotate anche d’ufficio, nonché il pagamento retroattivo dei medici di base per una dimenticanza nelle norma originaria. Per questi motivi voterà contro.

Secondo Hans Heiss (Gruppo Verde) la norma, partita come piccola omnibus, si è ampliata in commissione legislativa e poi in aula, in particolare con l’articolo 7 bis che riguarda la legge urbanistica, alla vigilia della relativa riforma: questo è problematico e non si può accettare, perché si tratta di una liberalizzazione che però è molto vincolata. In quanto alle modifiche alla legge sugli appalti, rimangono valide le considerazioni sul giardino vescovile a Bressanone, che non si possono accettare. L’articolo 8 va invece bene, perché consente ai Comuni di creare spazi per richiedenti asilo: non si creerà un boom di costruzioni, e la disposizione è necessaria. Non lo sarebbe se alcuni Comuni non rifiutassero di accettare la loro quota di profughi. In quanto alla sanzione sanitaria e al pagamento retroattivo per i medici, sono accettabili, tuttavia i Verdi voteranno contro, in particolare per l’iter legislativo adottato.

Roland Tinkhauser (Die Freiheitlichen) ha ribadito il suo favore alla disposizione relativa anche al giardino vescovile di Bressanone, ma si è opposto all’articolo sulla sistemazione di edifici per l’accoglienza, tagliato sui Comuni che si sono rifiutati democraticamente di ricevere profughi. La maggior parte dei Comuni ha accettato in maniera democratica di accoglierli, e se un Comune decide cosí vuol dire che ci sono i posti dove sistemare le persone.

Per la stessa ragione, anche Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato il mancato sostegno del suo gruppo. Egli ha ricordato che il presidente del Consiglio europeo Tusk si era espresso contro le quote obbligatorie di profughi assegnati, mentre la posizione della Giunta in questo senso è radicale.

Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha citato il rischio che l’accoglienza dei richiedenti asilo possa diventare fonte di pratiche illecite anche in provincia di Bolzano, e rilevato la mancanza nel relativo articolo dei requisiti da richiedere a chi mette a disposizione degli immobili, con un rischio di forte condizionamento ambientale sulle scelte da operare nell’individuazione di strutture private, da ristrutturare con risorse pubbliche. Non sono stati stabiliti limiti, criteri e procedure, e questo lascia spazio ad ampia discrezionalitá: “Questo è uno dei motivi che mi spinge a votare contro, oltre al ribaltamento delle responsabilità nell’ambito delle prestazioni sanitarie”.

Andreas Pöder (BürgerUnion-Südtirol-Ladinien) ha chiesto di sospendere la trattazione del disegno di legge per verificare l’ammissibilità l’articolo 8, che deroga alle normative in vigore: “Altrimenti non parteciperò alla votazione, perché non voglio essere partecipe di un voto illegale”.

Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato voto contrario, per l’elusione di leggi che i cittadini sono invece tenuti a rispettare, con margine di autoritarsismo per il presidente della Provincia, in maniera antidemocratica. Si è detta contraria anche a quanto previsto all’articolo 14, che pure non permette di are voto favorevole alla legge.

Il pres. Roberto Bizzo ha spiegato che la sospensione della seduta e il rinvio della legge possono essere richiesti dal primo firmatario, e che i disegni di legge che arrivano in aula sono stati vistati dai funzionari competenti. Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel cuore) ha chiarito che se così fosse, non ci sarebbe bisogno della Corte costituzionale. Il pres. Bizzo ha fatto riferimento al fatto che l’intervento della Corte rientra nella gerarchia delle fonti giuridiche.

Il dlp 146/17 è stato quindi messo in votazione e approvato con 19 sì e 14 no. Urzì e Pöder hanno contestato la mancata votazione sulla sospensione del disegno di legge.

Con questa votazione e gli auguri di buone feste da parte del presidente Roberto Bizzo si è conclusa la seduta di bilancio del Consiglio provinciale, che tornerà a riunirsi il prossimo 16 gennaio.


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