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Bolzano, l’onorevole Fraccaro (M5S) interroga il ministro Madia

giovedì, 19 ottobre 2017

Bolzano – Anche a Bolzano i dipendenti onesti hanno vita dura. L’onorevole Fraccaro (M5S) interrogano il ministro Madia. ”Se in Senato sono i partiti nazionali a ostacolare l’approvazione del disegno di legge sul whistleblowing (AC 3365: Businarolo e altri), in provincia di Bolzano sono stati i partiti locali a bocciare la proposta di mozione (781/17), che impegnava la Giunta provinciale a tutelare la riservatezza dell’identità del dipendente della pubblica amministrazione che segnala illeciti. Nessuna differenza, quindi, tra il Consiglio provinciale e il Parlamento: una volta al potere, dal nord al sud, la paura di doversi sottoporre al controllo dei cittadini e di rendere conto delle proprie scelte alle autorità di vigilanza accomuna tutti gli amministratori. A riguardo, ho depositato in questi giorni un’interrogazione al Ministro Madia (4/18121)”. Lo dichiara il deputato M5S Riccardo Fraccaro.Fraccaro

“La mozione a prima firma del consigliere M5S Paul Köllensperger impegnava la Giunta provinciale targata SVP-PD ad adottare le raccomandazioni dell’Autorità nazionale anticorruzione (determinazione n. 6 del 28 aprile 2015), per tutelare i cosiddetti whistleblower, cioè coloro che segnalano reati o irregolarità all’interno della pubblica amministrazione.

L’obiettivo del M5S era nobile, le intenzioni dei partiti locali meno – spiega Fraccaro –. A nulla è valso il richiamo alle convenzioni internazionali ratificate dall’Italia in sede di Nazioni Unite e di Consiglio d’Europa e alle raccomandazioni dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per assicurare la tutela di chi segnala condotte illecite dal proprio ambiente di lavoro.

La mozione è stata bocciata dal Consiglio provinciale mentre, incredibilmente, l’assessore Deeg definiva la disciplina del whistleblowing una mera moltiplicazione di burocrazia. Se ne deve dedurre che la Giunta provinciale di Bolzano preferisce indurre al silenzio, sanzionare o discriminare il dipendente che sia venuto a conoscenza di condotte illecite durante il lavoro? Proprio per fugare questi dubbi e per favorire l’applicazione dei princìpi evocati dalle convenzioni internazionali e il recepimento delle linee guida emanate dall’Anac mi sono rivolto al Governo con un’interrogazione parlamentare”.


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